Cerca
Registrazione   |  Login
Percorso di navigazione > Patronato > Pensioni assistenziali > Trattamentominimo


Integrazione al Trattamento Minimo

Cos’è e a chi spetta

Per legge le pensioni più basse (ad esclusione di quelle liquidate interamente con il sistema contributivo) devono essere integrate fino a raggiungere un importo minimo che per il 2016 è di euro 502,39 mensili ed euro 6.531,07 annui.
L'integrazione è data dalla differenza tra tale importo e la pensione “a calcolo”, cioè quella maturata sulla base dei contributi versati.
L'integrazione non spetta, o spetta solo in parte, se il reddito personale o familiare del pensionato supera determinati importi.

A causa del succedersi di varie normative che ne hanno regolato il funzionamento, abbiamo tre  diverse situazioni:

1) pensioni con decorrenza fino al 31-12-1993: si tiene conto solo del reddito del pensionato.
• devono essere valutati i soli redditi personali assoggettabili all'IRPEF.
• si ha diritto all’integrazione se il reddito è di importo non superiore a 2 volte l'ammontare
del trattamento minimo previsto per le pensioni a carico dell'A.G.O. (per l’anno 2016: euro
13.049,14).

2) Pensioni con decorrenza compresa nell’anno 1994: si guarda anche il reddito del coniuge.
L'integrazione intera spetta se la coppia ha un reddito 2016 inferiore a 26.098, 28 euro (4 volte ilT.M.)
Si ha diritto all’integrazione se si possiedono:
•    redditi personali assoggettabili all’Irpef per un importo non superiore a 2 volte l’ammontare del trattamento minimo previsto per le pensioni a carico dell'A.G.O. (per
l’anno 2016  euro 13.049 ,14 );
•    redditi cumulati con il coniuge, non legalmente ed effettivamente separato, per un importo non superiore a 4 volte l’ammontare del T.M. previsto per le pensioni
dell'A.G.O. (per l’anno 2016: euro 26.098,00).

3) Pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 1995 in poi: si ha diritto all'integrazione intera se il reddito della coppia non supera, per l’anno 2016, euro 19.573,71 (3 volte il T.M.):
Si ha diritto all’integrazione se si possiedono:
•    redditi personali assoggettabili all’Irpef per un importo non superiore a 2 volte l’ammontare del trattamento minimo previsto per le pensioni a carico dell'A.G.O.
(per l’anno 2016: euro 13.049,14);
•    redditi cumulati con il coniuge, non legalmente ed effettivamente separato, per un importo non superiore a 4 volte l’ammontare del T.M. previsto per le pensioni
dell'A.G.O. (per l’anno 2016 euro 26.098,00).

Calcolo dell’integrazione

L’integrazione al trattamento minimo può essere totale o parziale.
Se il reddito del titolare di pensione integrabile si colloca entro la “soglia” la pensione è sicuramente integrabile totalmente al TM.
Se il reddito del titolare della pensione integrabile si colloca tra la “soglia” e il “tetto” massimo, bisogna calcolare l’integrazione teorica annua occorrente al soggetto e l’integrazione massima annua attribuibile. L’integrazione teorica annua è data dalla differenza tra l’importo annuo del trattamento minimo e l’importo annuo della pensione a calcolo.
L’integrazione massima annua spettante è data dalla differenza tra il tetto del limite di reddito per l’anno considerato e il reddito dichiarato dal pensionato. Se l’integrazione teorica annua è minore dell’integrazione massima annua la pensione è totalmente integrabile al trattamento minimo; nel caso contrario è parzialmente integrabile.

Titolari di due o più pensioni (Bititolari)


L’integrazione al trattamento minimo può essere riconosciuta una sola volta e, pertanto, nel caso in cui il pensionato risulti titolare di due o più trattamenti pensionistici (plurititolarità) il cui importo “a calcolo” è inferiore al trattamento minimo, si deve procedere, in presenza dei previsti requisiti reddituali, all’integrazione di una sola delle pensioni. Peraltro, nel tempo i criteri per l’attribuzione del trattamento minimo sono stati modificati.

Cristallizzazione

Se il reddito che esclude o limita l'integrazione al TM sopraggiunge successivamente alla data di decorrenza della pensione integrata al trattamento minimo, in base all’art. 6, comma 7, della legge 638/1983 l'integrazione resta attribuita nella misura spettante alla data di cessazione del diritto della stessa integrazione. La pensione continuerà ad essere corrisposta nello stesso importo in pagamento alla data di cessazione dal diritto all'integrazione al TM finché l'importo stesso non sarà superato, per effetto della perequazione delle pensioni, dall'importo della pensione a calcolo.
Poiché i redditi devono essere valutati con riferimento all'intero anno solare, la pensione sarà cristallizzata all'importo in pagamento alla data del 31 dicembre dell'anno precedente a quello in cui si è verificato il superamento del limite di reddito.

Pensioni Contributive – Pensioni Supplementari

La disciplina dell’integrazione al minimo non è applicabile alle pensioni liquidate
esclusivamente con le regole del nuovo sistema contributivo tuttavia, in questi casi, all’età di 65 anni, i titolari di pensione di importo pari al limite di 1,2 volte l’assegno sociale possono ottenere una quota integrativa di assegno sociale pari al massimo ad 1/3 dell’importo dell’assegno stesso.
Ugualmente, la legge prevede che le pensioni supplementari, attribuite a titolare di pensione in possesso di contribuzione accreditata in altra gestione non sufficiente a raggiungere il requisito contributivo previsto in tale gestione e non ricongiunta o totalizzata, non sono integrabili al trattamento minimo

Pensioni in regime Internazionale

Il pensionato, titolare di un pro-rata integrato al trattamento minimo (prestazione
provvisoria) che diventa titolare di una pensione a carico di un'Istituzione estera, ha diritto
ad una quota di integrazione al trattamento minimo solo se la somma delle due pensioni non raggiunge tale importo.



AREA RISERVATA SOCI
Un ventaglio di opportunità, servizi e convenienze.

COMMUNITY
Accedi allo spazio di incontro, informazioni e proposte.
COLLEGAMENTI UTILI
Accedi alla pagina dedicata ai link di maggiore interesse.
 

 
Per ogni informazione contatta il nostro numero verde.
La telefonata è gratuita da tutta Italia.