Cerca
Registrazione   |  Login
Percorso di navigazione > Patronato > Pensioni > Totalizzazioni


Totalizzazioni

Totalizzazione - Cumulo - Computo



Totalizzazione

La totalizzazione consente agli iscritti a due o a più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti, alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, nonché alle forme pensionistiche obbligatorie gestite dagli Enti di cui ai decreti legislativi n. 509/1994 e n. 103/1996 (Inpgi), che non siano già titolari di trattamento pensionistico autonomo in una delle predette gestioni, di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti , al fine del conseguimento di un’unica pensione.
Il D.lgs. 2 febbraio 2006 n. 42, ha dato attuazione alla delega di cui alla Legge n. 243/2004 per la ridefinizione dell’istituto della totalizzazione, introducendo una nuova disciplina in materia.

Destinatari

La totalizzazione può essere utilizzata:

• dagli iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti;
• dagli iscritti alle forme sostitutive , esclusive ed esonerative dell’A.G.O.;
• dagli iscritti alle forme pensionistiche obbligatorie, agli appositi albi o elenchi gestiti dagli Enti previdenziali privatizzati;
• dagli iscritti alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati;
• dagli iscritti al fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica.

L’art. 7, comma 4, del D.lgs. n. 42/2006 fa salve tutte le precedenti disposizioni di legge in materia di cumulo dei contributi versati all’Inps e all’Enpals, all’Inps e all’Inpgi nonché all’assicurazione generale obbligatoria e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. E’ quindi, fatta salva la facoltà dell’assicurato, al ricorrere delle rispettive condizioni di legge, di chiedere la liquidazione del trattamento pensionistico con l’applicazione delle precedenti disposizioni concernenti il cumulo dei periodi contributivi oppure con l’applicazione delle disposizioni normative riguardanti la totalizzazione dei periodi assicurativi.

Condizioni

Per avvalersi della totalizzazione è necessario:
1) non essere già titolari di trattamento pensionistico diretto in una delle gestioni destinatarie della normativa della totalizzazione.

La titolarità di un trattamento pensionistico diretto determina l’impossibilità di avvalersi della totalizzazione, anche nel caso in cui si debbano cumulare periodi contributivi maturati in gestioni diverse da quella o da quelle nelle quali sia stata già liquidata una prestazione a favore dell’assicurato.
Viceversa, la titolarità di una pensione ai superstiti non è preclusiva della possibilità di avvalersi dell’istituto della totalizzazione e, allo stesso modo, è possibile ottenere la pensione indiretta da totalizzazione per un familiare superstite già titolare di altro trattamento pensionistico diretto (Circ. Inps n. 69/2006).
 Anche la titolarità di una pensione erogata da uno Stato estero non preclude la facoltà di ricorrere alla totalizzazione contributiva (Msg. Inps n. 4670/2010).

2) la totalizzazione deve riguardare tutti e per intero i periodi assicurativi.

Determinazione dell'anzianità contributiva

Per determinare l’anzianità contributiva posseduta dall’assicurato, ogni gestione tiene conto delle regole del proprio ordinamento vigenti alla data di presentazione della domanda.
Pertanto, l’attribuzione di eventuali maggiorazioni contributive, il riconoscimento di eventuali accrediti figurativi, ovvero contrazioni della contribuzione utile per il diritto a pensione, dovranno essere attribuiti senza alcun riguardo al tipo di trattamento previsto per analoghe fattispecie negli ordinamenti delle altre gestioni dove l’assicurato possiede contribuzione da cumulare.

Devono quindi essere:
• considerati i contributi figurativi;
• attribuite le maggiorazioni contributive previste dalle specifiche disposizioni legislative (es. invalidità superiore al 74%, benefici amianto ecc.);
• contratti i periodi di attività lavorativa per i quali la retribuzione percepita è inferiore al minimale retributivo di accredito previsto dall’art. 7 della Legge n. 638/1983.

La totalizzazione riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi e interessa tutte le gestioni nelle quali il lavoratore è stato iscritto e tutti i periodi contributivi versati nella singola gestione. Non è, quindi, ammessa la totalizzazione parziale.



Cumulo

La Legge 228/2012 ha previsto, all’art. 1 commi da 239 a 246, una ulteriore possibilità di mettere insieme la contribuzione “frammentata” ovvero quella versata in più gestioni assicurative.
Il nuovo istituto del “cumulo” consente ai lavoratori iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, di cumulare tutti i periodi non coincidenti ai fini del conseguimento di un’unica pensione.
Le nuove disposizioni che sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2013 sono finalizzato a consentire ai lavoratori il perfezionamento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia ovvero dei trattamenti di inabilità e ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione.

Chi sono i lavoratori interessati

Possono chiedere il cumulo tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati, lavoratori autonomi che possono far valere contributi versati presso:

•    l’Assicurazione Generale Obbligatoria dei lavoratori dipendenti e gestioni dei lavoratori autonomi (FPLD – GG.SS.)
•    le forme esclusive dell’Ago (Inpdap….)
•    le forme sostitutive dell’Ago ( Enpals, fondo telefonici, fondo elettrici…)
•    la Gestione Separata Inps (istituita in base all’art. 2 comma 26 L. 335/95)

Non possono, invece, essere oggetto di cumulo le contribuzioni versate presso le Casse di Previdenza per liberi professionisti ed il Fondo Clero.

Quali trattamenti pensionistici

Il ”cumulo contributivo” previsto dalla Legge 228/2012 consente di ottenere la pensione di vecchiaia, la pensione di inabilità e la pensione ai superstiti.
Per conseguire la pensione di vecchiaia, il cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti può, però, essere richiesto a condizione che i lavoratori:

•    non siano già titolari di trattamento pensionistico diretto presso una delle predette gestioni (compreso l’assegno di invalidità);
•    non abbiano maturato il diritto autonomo al trattamento pensionistico in nessuna delle forme assicurative oggetto del regime di cumulo in argomento.

È  bene, poi, precisare che il diritto autonomo va individuato rispetto ad ogni singola "gestione".
Così ad esempio un lavoratore che può far valere 13 anni di lavoro come dipendente, 7 da Gestione Commercianti e 5 da Gestione Separata può avvalersi del cumulo anche se, sommando i 13 anni da dipendente e i 7 da commerciante, avrebbe maturato il diritto alla pensione di vecchiaia avvalendosi del cumulo gratuito di cui alla legge 233/1990 di cui abbiamo parlato al paragrafo precedente.
Per quanto attiene ai requisiti, la pensione si ottiene in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi, previsti dalla Legge 214/2011 (la Riforma Fornero), più elevati tra quelli previsti dai rispettivi ordinamenti che disciplinano le diverse gestioni presso cui sono stati versati i contributi.
Come per la totalizzazione e la ricongiunzione, il cumulo deve riguardare per intero tutti i periodi assicurativi, accreditati presso le gestioni interessate.
La decorrenza della pensione di vecchiaia, che non può essere anteriore a febbraio del 2013, segue le regole previste dalla legge 214/11 ovvero dal mese successivo a quello del raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi, senza, quindi “finestre” di attesa di alcun genere.

Il cumulo non è consentito per i pensionamenti anticipati

Non è consentito dalla legge 228/2012 utilizzare il “cumulo retributivo” per ottenere la pensione di anzianità o la pensione anticipata.
Con il “cumulo” non vengono, perciò, risolti i casi dei lavoratori che speravano di andare in pensione anticipata con 42 anni e più di contribuzione complessiva accreditata, ad esempio, in Inps e in Inpdap.
Essi, infatti potranno accedere alla pensione utilizzando il “cumulo”, solo al compimento dell’età pensionabile per vecchiaia (non prima, quindi, di 66 anni e 3 mesi nel periodo 2013/2015) e solo se non hanno raggiunto 20 anni di contributi in nessuna gestione.
Le disposizioni introdotte dalla Legge 228/2012, non offrono, inoltre, alcuna soluzione la situazione dei dipendenti pubblici che cessano dal servizio senza diritto a pensione in Inpdap ma con diritto in Inps (almeno 20 anni di contributi). In tali casi, infatti, non è possibile chiedere la pensione di vecchiaia con il cumulo, non è possibile trasferire gratuitamente la contribuzione all’INPS né ottenere la pensione supplementare Inpdap, visto che quest’ultima prestazione non è prevista dalla normativa di quest’Ente.

Calcolo del pro quota

Per il cumulo dei contributi le gestioni previdenziali interessate determinano, ciascuna per la quota riferita ai contributi di propria competenza, il trattamento cosiddetto ”pro quota” in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni e/o reddito di riferimento.
Per stabilire, dunque, il sistema di calcolo da adottare (retributivo, misto o contributivo) occorre tener conto dell'anzianità contributiva complessivamente maturata al 31 dicembre 1995 nelle diverse gestioni assicurative.
È’ bene ricordare che la quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio del 2012 è calcolata secondo il sistema contributivo.
Per stabilire, poi, se l'assicurato ha diritto, nel calcolo della pensione, ad una quota retributiva fino al 31.12.2011 (e poi contributiva) oppure ad una quota retributiva fino al 31.12.1995 (e poi contributiva) occorre verificare se al 31 dicembre del 1995 aveva o meno raggiunto la soglia dei 18 anni di versamenti.


Computo

 I lavoratori parasubordinati possono chiedere nell’ambito della gestione separata il computo, ai fini del diritto e della misura della pensione, dei contributi versati al 31.12.1995 nell’Assicurazione Generale Obbligatoria ovvero in un altro Fondo o in una delle gestioni dei lavoratori autonomi se possiedono i requisiti richiesti per l’opzione al sistema contributivo (possesso di un’anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni, di cui almeno 5 nel sistema contributivo), ottenendo il pensionamento di vecchiaia e o anticipata con i nuovi requisiti anagrafico/contributivi previsti dalla legge n. 214 per i soggetti che non vantano contribuzione ante 1996.

Gestioni interessate

•    A.G.O. (FPLD, Gestioni autonome: Com., Art. e CD/CM): contribuzione ante 1996/post 1996; 
•    Gestione separata;
•    Forme di previdenza, esclusive e sostitutive dell’AGO: contribuzione ante 1996/post 1996.

Prestazioni

•    PENSIONE DI VECCHIAIA (requisiti riforma fornero previsti per i soggetti iscritti dal 1° gennaio 1996); 
•    PENSIONE ANTICIPATA (requisiti riforma fornero prevista per i soggetti iscritti dal 1° gennaio 1996);
•    ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITA’ (nulla è modificato per quanto riguarda i requisiti di assicurazione e contribuzione);
•    PENSIONE DI INABILITÀ (nulla è modificato per quanto riguarda i requisiti di assicurazione e contribuzione);
•    PENSIONE AI SUPERSTITI (nulla è modificato per quanto riguarda i requisiti di assicurazione e contribuzione).

Requisiti per la facolta di opzione

•    Iscrizione alla gestione separata
•    Anzianità inferiore a 18 anni al 31/12/1995;
•    Anzianità minima di 15 anni di cui almeno 5 anni cumulando le gestioni per le quali le norme vigenti prevedono la possibilità di effettuare il cumulo (es. FPLD e Gestioni autonome) dei periodi contributivi computando tutti i periodi non sovrapposti temporalmente nonché la contribuzione post-1995 accreditata nella Gestione separata o forme esclusive o sostitutive.

Requisiti per l'accesso alle prestazioni

Per chi esercita la facoltà di computo rimangono fermi i requisiti previsti per gli iscritti post 1996:

•    Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione possono essere cumulati solo i periodi non coincidenti temporalmente.
•    Ai fini del conseguimento delle predette prestazioni pensionistiche, alla data di domanda della pensione, è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente .
•    Non è richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.
•    Coloro che avevano già raggiunto il diritto per il pensionamento di vecchiaia con il computo entro il 31.12.2011 possono ottenere il trattamento pensionistico con i requisiti previgenti anche con domanda di computo presentata a partire dal 2012 (messaggio n. 219/2013).





AREA RISERVATA 50&PIU' CARD
Sconti e agevolazioni su tutti i servizi riservati ai soci.

COMMUNITY
Accedi allo spazio di incontro, informazioni e proposte.
COLLEGAMENTI UTILI
Accedi alla pagina dedicata ai link di maggiore interesse.

 

 
Per ogni informazione contatta.il nostro numero verde.
La telefonata è gratuita da tutta Italia.