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L'intervista: Sveva Casati Modignani  

DA GIORNALISTA A SCRITTRICE: «VOLEVO LASCIARE UN RICORDO, ALLA FINE SCRISSI UN ROMANZO»

È una delle firme più amate della narrativa contemporanea. I suoi romanzi sono tradotti in venti Paesi e hanno venduto oltre dodici milioni di copie. Ora è in libreria col suo Festa di famiglia (Sperling & Kupfer)

di Giada Valdannini

Andreina, Carlotta, Gloria e Maria Sole sono quattro amiche. Quattro giovani donne che ogni settimana si concedono un momento di chiacchiere e confidenze: due, single; due, in coppia. Tutte alle prese con relazioni che le rendono felici a metà. Sono le protagoniste dell’ultimo romanzo di Sveva Casati Modignani, Festa di famiglia (Sperling & Kupfer): un inno al potere dell’amicizia. Un’ode alla famiglia che non sempre è frutto dei soli legami di sangue. Temi complessi, dunque: sempre legati alle relazioni interpersonali con tutto il conseguente bagaglio di turbolenze, anacronismi ed esigenze di cambiamento che la società sperimenta ancor prima che il pensiero comune sia in grado di dargli un nome. Sempre donne, quindi, al centro della traiettoria di una delle scrittrici più amate del nostro Paese: «C’è ancora chi definisce rosa i miei romanzi? Io racconto la realtà da sempre, fin dal tempo di Anna dagli occhi verdi; racconto le donne da un secolo a questa parte. Se questo è scrivere rosa allora anche Čechov lo faceva, anche Tolstoj con Anna Karenina». 

Come nasce l’idea di questo romanzo?

Volevo soltanto raccontare l’importanza di essere solidali tra donne e la meraviglia di scoprirsi tali. Può sembrare una banalità perché, da sempre, il sistema maschilista ha messo le donne le une contro le altre. Lo abbiamo visto di recente con le aggressioni sessuali riferite nel cinema (il caso Weinstein, Ndr): prima in America e poi in Italia. Mi sembra una vergogna che ci si scagli le une contro le altre, senza capire che fare squadra sia una risorsa, specie se ci riusciamo parlandoci e guardandoci negli occhi con dolcezza. Se sapessimo ascoltare senza giudicare, forse il mondo sarebbe migliore, partendo dalla considerazione che la voglia di ascoltare è diversa dalla voglia di sentire. 

Le protagoniste del libro - Andreina, Carlotta, Gloria e Maria Sole - sono amiche intime. Quanto conta l’amicizia nella sua vita?

Ho la fortuna di avere amiche che sono anche sorelle. Amiche con le quali ci sosteniamo vicendevolmente nei momenti difficili, mai con fare giudicante di fronte agli errori dell’altra. 

Queste donne sono amiche di Sveva Casati Modignani - il suo pseudonimo nella scrittura - o di Bice Cairati, che è il suo vero nome?

L'articolo continua sulla rivista 50&Più di febbraio 2018





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