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Contributi da lavoro

Lavoratori dipendenti - Lavoratori autonomi - Liberi professionisti senza albo - Fondi speciali - Lavoratori domestici - Marittimi e pesca


Lavoratori dipendenti
Sono lavoratori dipendenti (o lavoratori subordinati) coloro che si impegnano, per effetto di un contratto, in cambio di una retribuzione (stipendio), a prestare il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione di un soggetto detto “datore di lavoro”. Costui impartisce le istruzioni al dipendente e s'impegna a fornirgli le materie prime e gli strumenti necessari allo svolgimento della prestazione lavorativa.

Datore di lavoro
Può essere datore di lavoro anche chi, a norma del codice civile e della normativa fallimentare, non è imprenditore commerciale: è il caso del lavoro domestico (datore di lavoro persona fisica), o quello del portiere assunto da un condominio o quello della segretaria assunta da un avvocato od un medico (datore di lavoro libero professionista).

Contratto di lavoro
Il documento che contiene tutte le informazioni riguardanti il rapporto intercorrente tra lavoratori dipendenti e datore di lavoro è il contratto di lavoro. Secondo il codice civile il contratto di lavoro è un contratto tipico (cioè previsto espressamente dall'ordinamento giuridico), bilaterale e necessariamente oneroso: l'art. 2099 del Codice dichiara che "in mancanza di norme corporative o di accordo tra le parti, la retribuzione è determinata dal giudice". Si parla di contratto individuale di lavoro quando il contratto è stipulato tra un datore di lavoro (persona fisica o persona giuridica) e un lavoratore (obbligatoriamente e necessariamente una persona fisica). Il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) scaturisce, invece, da un accordo tra i sindacati maggiormente rappresentativi dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro. Esso ha lo scopo di dettare regolamentazioni generalizzate ed omogenee per tutti i lavoratori appartenenti alla categoria cui il contratto collettivo stesso si riferisce. Con la Riforma Biagi (L.30/2003 e D. Lgs. 276/2003) il mercato del lavoro italiano si è orientato alla flessibilità, intesa sia come maggiore libertà nell’accesso al mondo del lavoro che come maggiore libertà di utilizzo di schemi di regolamentazione del rapporto di lavoro.

Tali obiettivi vengono realizzati tramite:
•   la previsione di nuovi schemi contrattuali (eventualmente oggetto di certificazione) utilizzabili dalle aziende per impiegare lavoratori dipendenti (Lavoro Intermittente/Lavoro ripartito/Lavoro occasionale accessorio)
•   la rideterminazione di alcune tipologie contrattuali esistenti (apprendistato/ contratto di formazione e lavoro che diviene contratto di inserimento/contratto di lavoro interinale che diviene contratto di somministrazione, appalto).

Busta paga
I lavoratori dipendenti, a fronte dell'attività svolta, percepiscono una retribuzione. Tutte le somme e i valori che i datori di lavoro erogano ai dipendenti costituiscono, sotto il profilo fiscale, redditi da lavoro dipendente e sono soggetti a tassazione secondo la disciplina dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).
Il reddito lordo rappresenta la retribuzione sulla quale sono calcolati i contributi previdenziali.
Il datore di lavoro ha l'obbligo di consegnare, di norma mensilmente, insieme alla retribuzione, la busta paga. Quest’ultima esprime in termini monetari l'insieme dei rapporti del lavoratore con il datore di lavoro (la paga), con lo Stato (le imposte) e con gli enti previdenziali (i contributi). Il datore di lavoro rispetto ad imposte e contributi agisce, di norma, quale sostituto d’imposta: opera cioè, direttamente in busta paga delle trattenute ai dipendenti per l’importo corrispondente alle imposte ed alla contribuzione dovuta dal lavoratore dipendente. La contribuzione previdenziale è per definizione "obbligatoria", in quanto dovuta per legge, indipendentemente da eventuali accordi tra le parti.

Cud

Il modello CUD (Certificazione Unica dei redditi) deve essere compilato per:
•   certificare i redditi da lavoro dipendente, equiparati ed assimilati corrisposti nell’anno;
•   attestare le ritenute operate nel corso dell’anno in relazione ai redditi certificati;
•   attestare le deduzioni e le detrazioni effettuate a richiesta del lavoratore ovvero del pensionato;
•   attestare le retribuzioni sulle quali sono stati versati i contributi dovuti e agli altri Enti previdenziali;
•   attestare gli importi erogati come corrispettivo dei rapporti di collaborazione.

Lavoratori agricoli dipendenti
Nel settore agricolo è lavoratore dipendente chiunque presti la propria opera manuale, dietro corrispettivo, per la coltivazione di fondi o allevamento di bestiame e per attività connesse a favore di una azienda agricola o di altro soggetto che svolge attività agricola.
Più in particolare si distinguono:

Operai a tempo determinato
OTD (detti anche braccianti agricoli o giornalieri di campagna).
Sono assunti per l'esecuzione di lavori di breve durata, a carattere saltuario per compiere una fase lavorativa o in sostituzione di operai per i quali esiste il diritto di conservazione del posto.

Operai a tempo indeterminato
OTI (detti anche salariati fissi) assunti con contratti di lavoro senza scadenza.

Lavoratori assimilati
- Compartecipanti individuali:
  • Coloro che individualmente si assumono l'obbligo di coltivare in compartecipazione un terreno altrui, avente per oggetto una singola coltura per una durata di tempo limitato ad un anno o al ciclo della coltura medesima.
  • Non c'è assunzione ma stipula di un contratto.
- Compartecipanti familiari:
  • coloro che si assumono l'obbligo di coltivare in compartecipazione un terreno altrui, impegnandosi ad apportare il proprio lavoro o quello del proprio nucleo familiare, al fine di coprire la manodopera necessaria richiesta dal fondo coltivato.
Entrambe le categorie sono in disuso.

Elenchi nominativi
Sulla base dei dati contenuti nel modello DMAG/unico, l'Inps elabora periodicamente gli elenchi nominativi trimestrali in cui sono indicate le giornate effettuate presso ciascun datore di lavoro.
Entro il 31 maggio l'Inps  elabora ed invia l'elenco nominativo annuale al comune di residenza dei lavoratori agricoli dipendenti, per la pubblicazione all'albo pretorio per la durata di 15 giorni.
Avverso il mancato accreditamento di giornate lavorative, risultante dalla pubblicazione degli elenchi annuali,  il lavoratore può presentare ricorso alla CISOA (Comitato Integrazione Salariati e Operai Agricoli) tramite la sede Inps competente territorialmente, entro 30 giorni dall'ultimo giorno di pubblicazione all'albo pretorio.
Avverso la decisione della CISOA, è ammesso  ricorso in 2° istanza alla Commissione Centrale Contributi Roma, per il tramite della Sede Inps competente, entro il termine di 30 giorni dalla data di notifica del provvedimento.
Le variazioni delle giornate all' elenco annuale,  scaturite da accoglimento del ricorso o accertamento ispettivo, in aumento (riconoscimento) o diminuzione (disconoscimento) vengono effettuate e notificate agli interessati tramite la Sede Inps competente.
•   Per i periodi ante 1996 da parte del Centro Territoriale per l'Impiego (ex commissione circoscrizionale)
•   Dal 1996 in poi dalla sede Inps di competenza territoriale
Le giornate pubblicate sugli elenchi annuali hanno valore certificativo  per l'accredito dei contributi previdenziali e quindi per l'erogazione delle prestazioni e pensioni (Circ. 249/1995).
Entro il 31 marzo di ogni anno il lavoratore può presentare, alla sede Inps competente, domanda di indennità disoccupazione e corresponsione degli assegni famigliari per le giornate, rilevate da detti elenchi, effettuate nell'anno precedente .

Agevolazioni per calamità atmosferiche

Agli operai agricoli a tempo determinato (OTD), iscritti negli elenchi anagrafici dei Comuni colpiti da eccezionale calamità o avversità  atmosferica, la Legge 223/91 riconosce benefici previdenziali ed assistenziali.(Circ. 147/92-Circ.42/1997).
Qualora i lavoratori siano rimasti privi di occupazione  in conseguenza degli eventi medesimi, il beneficio consiste nel riconoscere le stesse giornate effettuate l'anno precedente rispetto a quello in cui si è verificato l'evento calamitoso. In definitiva al lavoratore vengono riconosciute le giornate mancanti, rispetto a quelle effettivamente svolte, fino al raggiungimento della quota dell'anno precedente.
Requisito per usufruire di questo beneficio è che i destinatari  abbiano prestato, nell'anno in questione, almeno cinque giornate di lavoro. Lo stesso diritto alle prestazioni previdenziali ed  assistenziali è esteso  a  favore dei piccoli coloni e compartecipanti familiari delle aziende colpite dalle predette avversità.
Viene demandato alle Regioni l'accertamento e la delimitazioni dei territori che hanno diritto alle provvidenze "compensative" e sia ai territori, produzioni e  strutture ammesse alla "assicurazione agevolata" (Msg.30373 del 18/12/2007/Circ. 102/08).

Lavoratori Enpals dipendenti

Gli obblighi contributivi
L'obbligo del versamento dei contributi previdenziali è la diretta conseguenza dell'obbligo assicurativo. Quest'ultimo sorge nel momento stesso in cui le prestazioni di un soggetto (lavoratore) vengono utilizzate da un'altro soggetto, che assume la qualificazione giuridica di datore di lavoro. L'onere contributivo grava sia sul lavoratore - mediante una trattenuta sulla retribuzione - sia sul datore di lavoro. L'obbligo del pagamento è invece completamente a carico del datore di lavoro. In nessun caso il dipendente ed il datore di lavoro possono esimersi dalla contribuzione che deriva dall'obbligo assicurativo ed è nullo qualunque patto tra gli stessi volto ad eludere la contribuzione.

L’esame delle regole che disciplinano gli adempimenti contributivi delle imprese dello spettacolo e dello sport non può non  tener conto delle specificità delle figure professionali assicurate all'ENPALS in considerazione della saltuarietà dell'attività lavorativa e della natura delle retribuzioni percepite da parte dei lavoratori del settore. Infatti, a differenza di quanto stabilito per le altre gestioni previdenziali, l’obbligo assicurativo e contributivo nei confronti dell’ENPALS discende dal fatto che la prestazione lavorativa sia stata svolta da un lavoratore appartenente  ad una delle categorie professionali indicate tassativamente dalla legge (cfr. circolare n.7 e circolare 8 del 30 marzo 2006).

In particolare, l’obbligo del datore di lavoro di versare i contributi previdenziali all'ENPALS (anche per la quota a carico del lavoratore) viene assolto, in via patrimoniale, con il pagamento della sola contribuzione  pensionistica (IVS) dovuta  tramite il modello F24/I24 e, in via amministrativa, con la presentazione della denuncia mensile unificata delle retribuzioni soggette a contribuzione percepite dai lavoratori occupati (contenente la precisa indicazione delle giornate di effettivo  lavoro e dei versamenti effettuati).

L' imponibile da prendere a riferimento per il calcolo dei contributi dovuti si determina osservando le disposizioni di cui al Decreto Legislativo n. 314/1997 che ha armonizzato la materia contributiva con quella fiscale. Con riferimento alla  retribuzione giornaliera imponibile, inoltre, devono essere rispettati i valori relativi ai minimali di legge. Infatti, il relativo limite minimo da assumere come base del calcolo dei contributi, non può essere inferiore all’importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi e, comunque, non inferiore al 9,5% dell’importo del trattamento minimo di pensione previsto a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti, in vigore al primo gennaio di ogni anno. Il principio statuito comporta l'obbligo della commisurazione del versamento della contribuzione di previdenza e di assistenza sociale alla retribuzione contrattualmente dovuta se superiore a quella di fatto corrisposta.

Parimenti, il datore di lavoro deve rispettare le previsioni normative in materia sia di massimale annuo della base contributiva e pensionabile (per i lavoratori iscritti all’Enpals successivamente alla data del 31/12/95 e privi di anzianità contributiva in altre gestioni previdenziali obbligatorie), sia di massimale di retribuzione giornaliera imponibile (per i lavoratori già iscritti alla data del 31/12/95 o iscritti successivamente, ma con precedente anzianità contributiva). Sulla parte di retribuzione eccedente i massimali sarà dovuto il contributo di solidarietà e l'aliquota aggiuntiva applicati conformemente alla normativa di riferimento. Per consentire la correttezza degli adempimenti contributivi sulla base dei predetti valori adeguati all’indice ISTAT, l’ENPALS predispone con cadenza annuale apposite circolari.
Con riferimento, infine, alle aliquote contributive, le medesime negli ultimi anni sono state armonizzate con quelle in vigore nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell'INPS.

Infatti, con specifico riferimento al Fondo lavoratori dello spettacolo, già il Decreto Legislativo n. 182/1997 aveva previsto che a decorrere dal 1° gennaio 1997, per i lavoratori iscritti a forme pensionistiche obbligatorie dopo il 31/12/1995, il contributo complessivo ENPALS fosse  pari all'aliquota vigente nell' assicurazione generale obbligatoria (all'epoca pari al 32,70%), e che, sempre a decorrere dall'1/1/97, per il personale già iscritto al 31/12/1995, l'aliquota avrebbe subito incrementi biennali fino alla completa parificazione all'aliqota vigente nell'AGO, che la legge n. 289/2002 ha, tra l'altro, anticipato al 1° gennaio 2003.

Analogamente, il Decreto legislativo n. 166/1997, ha rideterminato la contribuzione dovuta al Fondo sportivi professionisti, prevedendo incrementi annuali dell'aliquota a carico del datore di lavoro, fino alla completa parificazione alla misura vigente nell'AGO (avvenuta con decorrenza 1/1/2005).
Da ultimo, si segnala che la legge n. 296/2006 (legge finanziaria 2007) ha previsto, con effetto dal 1° gennaio 2007 , l'aumento di 0,30 punti percentuali dell'aliquota contributiva, che, quindi, attualmente è pari, salvo alcune eccezioni, al 33%.


Lavoratori autonomi

Commercianti
L'imprenditore commerciale è il titolare di un'impresa che opera nel settore del commercio, terziario e turismo e che, a prescindere dal numero dei dipendenti, sia organizzata prevalentemente con lavoro proprio ed eventualmente dei componenti la famiglia.
Inoltre deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
•   avere la piena responsabilità dell'impresa ed assumere tutti gli oneri ed i rischi relativi alla sua gestione (il requisito non è richiesto per i soci di S.r.l.);
•   partecipare personalmente al lavoro aziendale in modo abituale e prevalente;
•   essere legittimato all'esercizio dell'attività commerciale da licenze o autorizzazioni se previste per legge o regolamento.
L’attività può essere esercitata sotto forma di:
•   impresa individuale;
•   impresa familiare;
•   società di persone (S.a.s., S.n.c.);
•   società di capitali (S.r.l. unipersonali e pluripersonali).

Artigiani
È imprenditore artigiano colui che svolge un’attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazione di servizi escluse le attività agricole e commerciali, di intermediazione nella circolazione di beni o ausiliarie di queste ultime, salvo il caso in cui siano solamente strumentali ed accessorie all’esercizio dell’impresa (Legge n.463/1959; Legge n.443/1985; Legge n.133/1997;Legge n.57/2001).
Inoltre deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
•   Aver compiuto il diciottesimo anno di età (salvo i casi di autorizzazione da parte del tribunale all'esercizio dell'attività oltre il sedicesimo anno di età);
•   Esercitare l’attività (anche manuale) personalmente in qualità di titolare dell’impresa artigiana, con lavoro proprio, ed eventualmente con l’ausilio dei propri familiari;
•   Svolgere in modo abituale e prevalente il proprio lavoro manuale;
•   Assumere la piena responsabilità dell'impresa con tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla sua direzione e gestione;
•   Non superare i limiti dimensionali previsti dalla Legge 443/85.
L’attività può essere esercitata sotto forma di:
•   impresa individuale;
•   impresa familiare;
•   società di persone (S.a.s., S.n.c.);
•   società di capitali (S.r.l. unipersonali e pluripersonali).

Iscrizione cessazione e variazione
Nell’ottica di semplificazione degli adempimenti amministrativi, a decorrere dal 1° aprile 2010, è stato previsto un sistema di iscrizione obbligatorio denominato “Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa” (ComUnica).
La “Comunicazione Unica”, da presentare per via telematica o su supporto informatico alla Camera di Commercio, assolve a tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali e assistenziali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA.
Tale modalità dovrà essere utilizzata anche in caso di modifica o di cessazione dell’attività d’impresa.
In ogni caso la decisione sulla iscrivibilità del contribuente spetta all’INPS, e pertanto la iscrizione si perfeziona soltanto a seguito del provvedimento emesso dall’Istituto.
L’utilizzo del nuovo sistema di comunicazione è obbligatorio per tutte le notizie che hanno rilievo al fine di un aggiornamento delle informazioni contenute negli archivi del Registro delle imprese:
•   iscrizione e dichiarazione di inizio attività;
•   cessazione dell’impresa;
•   variazione dell’indirizzo dell’impresa;
•   variazione dell’indirizzo di residenza del titolare o del socio;
•   variazione dei dati anagrafici del titolare o del socio;
•   iscrizione della società con contestuale inizio attività del socio ai fini previdenziali;
•   cessazione della società;
•   cessazione dalla carica di socio;
•   variazione di forma giuridica;
•   variazione dell’attività svolta.

Come si calcola il contributo
I titolari sono responsabili per il versamento dei contributi propri e dei propri collaboratori.
È stato definito un reddito minimo (minimale di reddito), comunque dovuto anche nel caso in cui quello effettivo accertato ai fini fiscali si mantenga al di sotto di tale soglia (inferiore o negativo).
Tale reddito viene utilizzato come base di riferimento per il pagamento dei contributi previdenziali (c.d. contributo minimo obbligatorio).
Se il reddito d’impresa supera il reddito minimale devono essere versati anche i contributi eccedenti il minimale (o contributi a percentuale). I contributi sono dovuti nei limiti di un reddito massimo imponibile. Per artigiani e commercianti iscritti per la prima volta nella gestione dal 1.1.1996 (soggetti privi di anzianità contributiva) vige un diverso limite massimo di reddito.

Contribuzione I.V.S. sul minimale - Anno 2011

Categoria
Quota minima
   
Artigiani
Mensile
Trimestrale
Annua
Titolare di azienda
243,15
729,45
2.917,84
Familiare collaboratore
243,15
729,45
2.917,84
Familiare collaboratore con meno di 21 anni (*)
206,77
620,31
2.481,28

Categoria
Quota minima
   
Esercenti attività commerciali
Mensile
Trimestrale
Annua
Titolare di azienda
244,24
732,72
2.930,94
Familiare collaboratore
244,24
732,72
2.930,94
Familiare collaboratore con meno di 21 anni (*)
207,86
623,58
2.494,38

(*) L'aliquota contributiva ridotta è applicabile fino a tutto il mese in cui l'interessato compie 21 anni.
Contribuzione I.v.s. sul reddito eccedente il minimale
(per i soggetti già assicurati alla data del 31/12/1995)

Anno 2011

Categorie
(Artigiani ed esercenti att. comm.)



Reddito ricompreso tra Aliquota


Aliquota
Reddito compreso tra

 
Aliquota
Art
Comm.
Art.
Comm.
Titolare e familiare collaboratore

€ 14.552,00
e
€ 43.042,00
20,00
20,09

€ 43.042,01
e
€ 71.737,00
21,00
21,09
Familiare collaboratore con meno di 21 anni (*)

€ 14.552,00
e
€ 43.042,00 
17,00
17,09

€ 43.042,01
e
€ 71.737,00 
18,00
18,09

(per i soggetti privi di anzianità contributiva alla data del 31/12/1995)

Anno 2011


Categorie
(Artigiani ed esercenti att. comm.)


Reddito ricompreso tra Aliquota


Aliquota
Reddito compreso tra

 
Aliquota
Art
Comm.
Art.
Comm.
Titolare e familiare collaboratore

€ 14.552,00
e
€ 43.042,00
20,00
20,09

€ 43.042,01
e
€ 93.662,01
21,00
21,09
Familiare collaboratore con meno di 21 anni (*)

€ 14.552,00
e
€ 43.042,00 
17,00
17,09

€ 43.042,01
e
€ 93.662,01
18,00
18,09


N.B.: nelle quote minime riguardanti gli artigiani e gli esercenti attività commerciali non sono inclusi il contributo per l’indennità di maternità (pari ad euro 0,62 mensili), nonché il contributo per la quota associativa sindacale.
(*)   L’aliquota contributiva ridotta è applicabile fino a tutto il mese in cui l’interessato compie i 21 anni.
(**)  L’aliquota contributiva ridotta è applicabile fino a tutto il mese in cui l’interessato compie i 21 anni.

Commercianti: reddito imponibile

L’importo dei contributi da versare si calcola sulla totalità dei redditi d'impresa, compresi quelli percepiti per attività che non danno titolo all’iscrizione, denunciati ai fini Irpef nell’anno considerato.
Inoltre la base imponibile dei Soci lavoratori di S.r.l. è costituita dalla parte del reddito d’impresa dichiarato dalla S.r.l. ai fini fiscali ed attribuita al socio in ragione della quota di partecipazione agli utili, prescindendo dalla destinazione che l’assemblea ha riservato a detti utili e, quindi, anche se non distribuiti ai soci.

Artigiani: reddito imponibile
L’importo dei contributi da versare si calcola sulla totalità dei redditi d'impresa, compresi quelli percepiti per attività che non danno titolo all’iscrizione, denunciati ai fini Irpef nell’anno considerato.
Inoltre la base imponibile dei Soci lavoratori di S.r.l. è costituita dalla parte del reddito d’impresa dichiarato dalla S.r.l. ai fini fiscali ed attribuita al socio in ragione della quota di partecipazione agli utili, prescindendo dalla destinazione che l’assemblea ha riservato a detti utili e, quindi, anche se non distribuiti ai soci.

Quando si versa
Il pagamento del contributo minimo obbligatorio deve essere effettuato in 4 rate, alle seguenti scadenze:
•   16 maggio
•   16 agosto
•   16 novembre
•   16 febbraio (dell’anno successivo)
Il versamento del contributo eccedente il minimale avviene in 2 acconti di pari importo, calcolati sul reddito d’impresa dell’anno precedente ed eventualmente un saldo (nel caso in cui il versato non corrisponda al dovuto) all’anno successivo, quando è definitivamente noto il reddito conseguito.
I versamenti del saldo e del primo acconto dei contributi IVS sul reddito eccedente il minimale possono essere versati differendoli di 30 giorni o rateizzandoli in un massimo di 6 rate (pagando una maggiorazione), rispetto al termine ordinario previsto.

NB: I contribuenti sono tenuti alla compilazione del quadro “RR” del modello UNICO persone fisiche, per la determinazione dei contributi previdenziali.

Agricoli

L’art.2135 del codice civile(dall’art.1 del D.Lgs 228/2001)precisa che:
è imprenditore agricolo chi esercita un’attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all’allevamento di animali e attività connesse.
La peculiarità dell’imprenditore agricolo, quindi, è data dal particolare contenuto del tipo di attività economica organizzata e mirata alla produzione di beni.

Chi sono

Coltivatori diretti

Sono piccoli imprenditori che si dedicano direttamente ed abitualmente alla manuale coltivazione dei fondi , in qualità di proprietari, affittuari, usufruttuari, enfiteuti. e/o all'allevamento e attività connesse.
In questo ambito, l'obbligatorietà delle assicurazioni sociali, è nata con la legge 1047/57 successivamente modificata dalla legge 233/90.

Imprenditori agricoli professionali
A decorrere dal 01/07/1990, è stata riconosciuta la figura dell’ IMPRENDITORE AGRICOLO A TITOLO PRINCIPALE - (IATP), al soggetto che si dedicava con professionalità all’organizzazione, programmazione e coordinamento dei fattori produttivi.

I requisiti

Coltivatori diretti

Affinché vi siano i presupposti per l'iscrizione alla gestione devono combinarsi i seguenti requisiti:
Requisiti oggettivi:
il fabbisogno lavorativo necessario per la gestione dell'azienda non deve essere inferiore a 104 giornate annue ed il nucleo coltivatore diretto deve far fronte autonomamente ad almeno un terzo del fabbisogno lavorativo annuo occorrente per la gestione dell'azienda.

Imprenditori agricoli professionali

Fino alla data del 22 aprile 2004 l’accertamento dei requisiti per il riconoscimento della qualifica di Imprenditore Agricolo era di competenza dell'Inps. Dal 06 maggio 2004 (D.lgs 99/2004) tale accertamento e riconoscimento viene demandato alle Regioni. L’Inps ha comunque la facoltà di acquisire tutte le altre informazioni necessarie all’inquadramento aziendale ai fini dell’imposizione contributiva.
N.B. L’imprenditore agricolo professionale non è assicurato ai fini INAIL in quanto non partecipa direttamente alla coltivazione o allevamento aziendale.

L'iscrizione

Il lavoratore agricolo autonomo deve essere iscritto negli elenchi nominativi del Comune ove è ubicata la maggiore estensione dei terreni, e se i terreni occupano il territorio di più comuni, appartenenti anche a province diverse, la competenza è attribuita alla Sede Inps ove fa capo il Comune con la maggiore estensione dei terreni.
La comunicazione di inizio attività dell'impresa (CD o IAP) deve essere effettuata obbligatoriamente attraverso il canale di ComUnica dal 30/04/2010.
Rimane la modalità cartacea per la presentazione delle domande di cancellazione del nucleo per cessata attività , per la variazione dei dati del titolare, di modifica del nucleo famigliare per altre variazioni.
La domanda deve essere presentata sui modelli predisposti e nei seguenti termini:
•   Iscrizione alla gestione previdenziale viene presenta entro 90 giorni dall’inizio dell’attività che decorre da data certa (atto di compravendita, contratto di affitto o comodato, termine di precedente attività lavorativa ecc.).
•   Variazione nella composizione del nucleo familiare o del domicilio, della superficie, della coltura o del reddito dei terreni condotti, dei capi di bestiame allevati , entro 90 giorni dall’avvenuta variazione.
•   Cancellazione entro 90 giorni dalla cessazione dell’attività causata dalla mancanza dei requisiti oggettivi e soggettivi; decesso, cambio di attività, vendita dei terreni, ridotta capacità lavorativa ecc.

Come si calcola il contributo

Fasce di reddito
Sono stabilite 4 fasce di reddito agrario la cui collocazione al momento della iscrizione dà la misura dei contributi previdenziali. In corrispondenza della specifica fascia in cui è inquadrata l’azienda viene riconosciuto un numero di giornate che viene moltiplicato per il reddito convenzionale individuale, stabilito annualmente con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale (per il 2009 è di euro 48,98).
Viene così calcolata la base imponibile su cui si applicano le aliquote contributive che sono ridotte per i soggetti che hanno meno di 21 anni e per quelli che possiedono l’azienda in zone montane o svantaggiate.
Il D. Lgs.146/1997, a partire dal 01/07/97, ha rideterminato le fasce di reddito, abbassandone il limite massimo di ogni fascia, che attualmente sono le seguenti:

N.B. In agricoltura la contribuzione è unificata in quanto i contributi INPS e INAIL vengono accertati e versati in unica soluzione all’INPS.

FASCE DI REDDITO AGRARIO

DLGS 146/97

 

Coefficiente di moltiplicazione per il reddito medio convenzionale

 

1

Da 0 a 232,40

156

2

Da 232,41 a 1.032,91

208

3

Da 1032,92 a 2324,05

260

4

Oltre 2324,06

312


Quando si versa

Il pagamento dei contributi agricoli avviene tramite modello F24, con causale LAA, importi predefiniti e suddivisi in 4 rate inviati direttamente ai contribuenti. Le date di scadenza sono:
•   1° rata 16 luglio
•   2° rata 16 settembre
•   3° rata 16 novembre
•   4° rata 16 gennaio (dell’anno successivo).



Liberi professionisti senza albo

Requisiti

La L. 335/95 (art. 2, c. 26) ha previsto l’iscrizione alla Gestione Separata dei liberi professionisti titolari di Partita Iva, così come definiti ai sensi dell’art. 53, c. 1 del TUIR. Si possono quindi esaminare alcuni requisiti identificativi:
•   1. contenuto artistico o professionale dell’attività di lavoro autonomo, secondo la definizione data dal TUIR;
•   2. autonomia del lavoro: l’attività deve essere svolta senza vincoli di subordinazione, decidendo autonomamente tempi, modalità e mezzi necessari per l’esecuzione;
•   3. abitualità e professionalità del lavoro: questa condizione si ritiene realizzata quando il soggetto pone in essere una pluralità di atti coordinati e finalizzati ad un risultato, soprattutto se svolti nei confronti di una pluralità di soggetti. Non occorre che tale attività sia esclusiva né prevalente, basta solo che sia abituale;
•   4. natura non di impresa: l’attività di lavoro autonomo si caratterizza per la personalità della prestazione e per la prevalenza del fattore “lavoro” sul capitale, mentre nell’attività condotta sotto forma di impresa prevale il fattore “organizzazione” delle risorse produttive (beni, servizi e risorse umane). Si consideri comunque che ai fini fiscali (e quindi anche previdenziali) non si considera esercizio di arte e professione lo svolgimento delle attività elencate nell’art. 55 del TUIR (ex art. 51 – Redditi d’impresa). Viceversa sono sicuramente da inquadrare nel lavoro autonomo le attività protette da appositi albi professionali o che comunque richiedono un titolo abilitante per il loro esercizio;
•   5. esercizio in forma associata, mediante la riunione di persone fisiche in associazioni senza personalità giuridica. Tale possibilità è espressamente prevista dall’art. 53, c. 1 del TUIR: ai fini fiscali tali associazioni sono equiparate alle società semplici (art. 5, c. 3, lett. c del TUIR) e ciascun professionista dichiara singolarmente la propria quota di partecipazione sul modello unico.

Base imponibile
I liberi professionisti dichiarano i redditi provenienti dalla loro attività nel quadro RE (redditi da lavoro autonomo) o, in caso di esercizio in forma associata, nel quadro RH (redditi di partecipazione).
La base imponibile previdenziale è pari all’imponibile fiscale, così come risulta dalla dichiarazione dei redditi e dagli accertamenti definitivi: è quindi definita per differenza fra i compensi percepiti e le spese di gestione, secondo i criteri previsti dall’art. 54 del TUIR (ex art. 50).

Compensi erogati a familiari
La L. 662/96 (art. 3, c. 21, lett. c) ha disposto che, a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 31/12/1996, i compensi corrisposti:
•   al coniuge;
•   ai figli affidati o affiliati, minori di età o permanentemente inabili al lavoro;
•   agli ascendenti
dell’artista o professionista ovvero della società o associazione non sono più deducibili dal reddito complessivo. Ne consegue che tali compensi non costituiscono neanche più reddito imponibile per i percettori. Venendo a mancare l’imponibile fiscale, essi sono quindi esclusi dalla contribuzione alla Gestione Separata.

Contributo

Il contributo alla Gestione Separata è calcolato applicando alla base imponibile le aliquote vigenti nell'anno di riferimento nei limiti del massimale previsto per l’anno stesso.

E' interamente a carico del professionista, che tuttavia ha facoltà di addebitare al cliente in fattura, a titolo di rivalsa, un’aliquota pari al 4% dei compensi lordi. L'esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente ed è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla Gestione Separata, poiché a quest'ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l'intero importo.

Versamento
Poiché il contributo è rapportato al reddito conseguito nell'anno di riferimento e quest'ultimo è noto solo a consuntivo, il versamento avviene con lo stesso meccanismo di acconto e saldo e con le stesse scadenze previste dal fisco per i versamenti Irpef.

Il professionista deve pertanto versare rispettando queste scadenze:
•   16 giugno per il versamento del saldo 2009 e del primo acconto 2010, pari al 40% dell’importo dovuto sui redditi risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente e dagli accertamenti definitivi;
•   30 novembre per il versamento del secondo acconto 2010, di importo pari al primo.
Per le modalità di versamento e di compilazione del mod. F24 v. F24 - Professionisti senza cassa.


Fondi speciali
L'I.N.P.S. gestisce i fondi speciali di previdenza che sostituiscono o integrano l'assicurazione generale obbligatoria ed i fondi confluiti da altri Enti.

Fondi sostitutivi
Appartengono ai Fondi Sostitutivi le categorie le cui modalità di gestione del conto, rendimento e calcolo sostituiscono completamente quelle in vigore per la generalità dei lavoratori dipendenti (OBG).

Nel tempo, a seguito dei decreti di armonizzazione, e poi la soppressione di alcuni fondi, le norme che li regolano si allineano, da quel momento in poi, a quelle applicate nell'assicurazione generale obbligatoria (AGO).

•   Il Fondo Trasporti (ET).
•   Il Fondo Telefonici (TT).
•   Il Fondo Elettrici (EL).
•   Il Fondo Dazio (DZ).
•   Il Fondo Volo (VL).

Fondi integrativi
Appartengono ai Fondi Integrativi le categorie alle quali, la quota calcolata secondo le norme del fondo, si aggiunge o integra la misura calcolata con le norme in vigore nell'assicurazione generale obbligatoria (AGO).
•   Il Fondo Gas (GAS).
•   Il Fondo Esattoriali (ES).
•   Il Fondo di previdenza per il personale del Consorzio autonomo del Porto di Genova e dell'Ente autonomo del Porto di Trieste (PI).
•   Il Fondo dipendenti Enti Parastatali (PI-PL).

Fondo clero
Unico Fondo compatibile con l'assicurazione generale obbligatoria e con altre forme di previdenza.
•   Il Fondo Clero (CL).

Fondi confluiti da altri enti
Sono Fondi con particolarità che li distinguano da tutti gli altri.
•   Il Fondo Previdenza Marinara (PM).
•   Il Fondo Ferrovie dello Stato S.p.A. (FS).
•   Il Fondo Dirigenti d' Azienda ex Inpdai (VDAI IDAI SDAI).  
•   Il Fondo (VOSPED IOSPED SOSPED).
•   Cassa di previdenza per l'assicurazione degli Sportivi (SPORTASS).
•   Minatori (MIN).

Fondi Elettrici (EL)
Il Fondo Elettrici è stato istituito con lo scopo di provvedere al trattamento di quiescenza e pensionistico dei lavoratori ENEL e delle aziende elettriche private.

Riferimenti storici e normativi

L’art.1 della  legge 293/1956  istituisce , con decorrenza 01.01.1949, il fondo di previdenza per i dipendenti delle aziende elettriche e private. Il fondo Elettrici è  sostitutivo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria. Con legge 1079, del 25.11.1971, sono state apportate sostanziali modifiche sia contributive che pensionistiche. Altre significative modifiche alla disciplina del Fondo  sono state introdotte dal D.Lgs. 503 del 30/12/1992 (riordinamento previdenziale: riflessi sui Fondi speciali), dalla legge 537 del 24.12.1993, dalla legge 724 del 23/12/1994 (aliquote di rendimento), dalla legge 335 del 08/08/1995 (riforma del sistema previdenziale).
Il D.Lgs. 562 del 16/09/1996 (circ. 41 del 22.02.1997 e circ. n.190 del 30.08.1997) ha previsto una ridefinizione complessiva delle norme che riguardano le differenze tra i trattamenti del Fondo e quelli dell’Assicurazione Generale Obbligatoria in materia di voci pensionabili, arrotondamenti, invalidità e ricongiunzioni (armonizzazione).
L’art.41, comma 1,della legge 448 del 23/12/1999 –legge finanziaria 2000- ha disposto che a partire dal 01 gennaio 2000 il fondo è soppresso e che dalla stessa data i nuovi assunti vengano iscritti all’AGO. Dal 01.01.2000 i titolari di posizione assicurativa ed i trattamenti pensionistici sono iscritti in evidenza  contabile separata in AGO, e a loro continueranno ad applicarsi le norme della previgente normativa(msg. n.5 del12.01.2000).
La Legge n. 243 del 23 agosto 2004, pubblicata sulla G. U. del 21 settembre 2004, (entrata in vigore il 6.10.2004) attua la nuova riforma del sistema previdenziale anche per gli iscritti al fondo elettrici (Circ. n. 105 del 19.09.2005).
Con legge 247/2007, in vigore dell’01.01.2008, sono state modificate le finestre di uscita nonché l’età pensionabile.

Soggetti assicurati
•   Dipendenti ENEL
•   Dipendenti di aziende private che producono, trasformano, commercializzano l’energia elettrica, con almeno 15 dipendenti.   

Le pensioni del fondo
  • Pensione di vecchiaia
La pensione di vecchiaia spetta agli iscritti che, al momento della cessazione, hanno compiuto 65 anni se uomo 60 anni se donna e raggiunto il requisito contributivo di 20 anni interi  o sono soggetti alle deroghe previste dall’ AGO (D.Lgs. 503/1992).
Gli iscritti che hanno raggiunto il requisito minimo contributivo, 14 anni e 6 mesi, al 31.12.1992 e che in tale data hanno cessato l’attività lavorativa conservano il diritto alla pensione di vecchiaia. Inoltre, come indicato dall’art.2 della legge 408/1975 le retribuzioni prese a riferimento, per il calcolo dell’ importo di pensione, sono quelle di un pari grado in servizio e con la stessa anzianità posseduta dal pensionato al momento della cessazione.
Si applica ai pensionati del fondo Elettrici la nuova disciplina delle decorrenze delle pensioni di vecchiaia (c.d. finestre), introdotte dalla legge n.247/2007 e successivamente dalla legge n.122 del 2010.
  • Assegno di invalidità e pensione di inabilità
(art.1 e 2 della legge n. 222 del 12 giugno 1984)
E’ una prestazione liquidabile ai lavoratori dal 16.11.1996, dopo l'entrata in vigore del decreto di armonizzazione del Fondo, ed è regolata, in tutti gli aspetti, dalle norme dell’ assicurazione generale obbligatoria. Ai fini del diritto e della misura si considera la contribuzione maturata nel Fondo. Ai pensionati di inabilità è inoltre riconosciuto, su presentazione di apposita domanda, l’assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa. (art.5 legge n.222/84). 
  • Assegno privilegiato di invalidità e pensione privilegiata di inabilità
(art.6, comma 1, della legge n. 222/84)
Il suo riconoscimento è subordinato al versamento di almeno un contributo settimanale e alla presenza di un’invalidità dovuta per causa di servizio.
  • Pensione di anzianità
 Fino al 31.12.1995 spettava, a prescindere dall’età, ai lavoratori che avevano maturato 35 anni di iscrizione e di versamento contributivo nel Fondo.
Dal 1.1.1996 le norme transitorie e quelle che regolano l’accesso al pensionamento sono le stesse in vigore nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti.
Ai fini del diritto e della misura della pensione si considera la contribuzione versata nel Fondo.
  • Pensione ai superstiti
In caso di morte di un pensionato, al coniuge e in mancanza di questo ai familiari in successione previsti dalla legge, spetta la pensione di reversibilità che è una quota, calcolata in percentuale, della pensione del deceduto.
In caso di morte di un lavoratore assicurato, la pensione di reversibilità è indiretta  e viene concessa se l’ iscritto ha 15 anni di contribuzione nella vita lavorativa, oppure 5 anni di contribuzione di cui 3 anni nel quinquennio precedente la morte.
Ai fini del diritto e della misura si considera tutta la contribuzione maturata nel Fondo.
Le norme che regolano la decorrenza, la percentuale spettante e la gestione delle pensioni ai superstiti sono quelle in vigore nell’ assicurazione generale obbligatoria.

Fondo volo (VL)

E’ un fondo sostitutivo dell’assicurazione generale obbligatoria ed ha la finalità di provvedere alla liquidazione delle pensioni del personale di volo: piloti, assistenti di volo e tecnici di volo.

Riferimenti storici e normativi
Il fondo è istituito dalla  legge n.859 del 13/07/1965. Sostanziali modifiche sono state apportate dalla legge n.484 del 30/07/1973, dalla legge n. 480 del 31/10/1988, dal D.Lgs.n.503 del 30/12/1992 e dalla legge n.335 del 08/08/1995ed infine il D.Lgs. n.164 del 24/04/1997 ha ridefinito le norme in materia di pensioni, arrotondamenti, invalidità, contributi figurativi e ricongiunzioni (circ. 246 del 28/11/1997).
Agli iscritti al fondo Volo si applica la nuova riforma del sistema previdenziale, la legge n. 243 del 23.08.2004, e le innovazioni della legge n.247 del 24.12.2007.

Soggetti assicurati
I soggetti iscrivibili al fondo devono:
•   svolgere servizio prevalente a bordo dell’aereomobile;
•   abbia età inferiore ad anni 60;
•   iscritti agli albi e registri dell’Ente Nazionale della Gente dell’aria;
•   titolari di brevetto aeronautico;
•   dipendenti da aziende di navigazione aerea.

Le pensioni del fondo
  • Pensione di vecchiaia
La pensione di vecchiaia spetta agli iscritti che hanno:
•   l’età ridotta di 5 anni rispetto a quella richiesta dall’assicurazione generale obbligatoria cioè 60 anni gli uomini e 55 anni le donne;
•   20 anni di contribuzione di cui 15 anni di effettiva contribuzione obbligatoria o volontaria;
•   cessazione dell’attività lavorativa subordinata.
  • Pensione di anzianità
La pensione di anzianità segue le stesse norme della pensione obbligatoria dei lavoratori dipendenti in base alla legge n.243/2004 e alle innovazioni della legge n. 247/2007.
Inoltre l’iscritto deve far valere 20 anni di iscrizione obbligatoria o volontaria al fondo.
Con decorrenza dal 01 gennaio1998 è previsto l’accesso alla pensione di anzianità con i requisiti anagrafici e contributivi ridotti; cioè di 1 anno ogni 5 di iscrizione al fondo,fino ad un massimo di 5 anni, rispettando il requisito dei 20 anni di iscrizione al fondo o 15 anni se appartenenti alle categorie piloti o tecnici di volo.
  • Assegno di invalidità e pensione di inabilità
Gli iscritti al Fondo hanno la possibilità di ottenere la pensione di inabilità e l’assegno di invalidità con i requisiti previsti dall’assicurazione generale obbligatoria.
  • Pensione di invalidità privilegiata
Il suo riconoscimento è subordinato al solo requisito dell’iscrizione al fondo  e che l’inabilità sia contratta per causa di servizio. L’importo non può essere inferiore al 50% della retribuzione pensionabile.
  • Pensione di invalidità specifica
La pensione di invalidità specifica spetta ai lavoratori che possono far valere 10 anni di contribuzione di cui 5 anni con contribuzione obbligatoria al fondo,  siano inabili ad esercitare la professione e cessino il rapporto di lavoro con aziende iscritte al fondo.
  • Pensione ai superstiti
Le norme che determinano i requisiti, la decorrenza, la percentuale spettante e la gestione delle pensioni ai superstiti sono quelle in vigore nell'assicurazione generale obbligatoria.

Fondo autoferrotranvieri o fondo trasporti (ET)

Il Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto è sostitutivo dell' Assicurazione generale obbligatoria (AGO). A questo Fondo erano iscritti i dipendenti da Aziende ed Enti esercenti pubblici servizi di trasporto (ferrovie, tranvie, filovie, autoservizi, linee di navigazione interna e funivie assimilabili per atto di concessione alle ferrovie) di ruolo o adibiti in modo continuativo al pubblico trasporto di linea.

Riferimenti storici e normativi
Il sistema di previdenza per gli autoferrotranvieri nasce nel 1906, per effetto della legge n. 272 del 30 giugno 1906, che prevede l’obbligo dell’iscrizione del personale stabile e in prova addetto all’esercizio privato di strade ferrate alla “Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai”. Con il regio decreto legge 19 ottobre 1923, n. 2311 nasce il Fondo per la previdenza del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto. Il trattamento di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto, disciplinato dal regio decreto 30 settembre 1920, n. 1538, diviene sostitutivo dell’assicurazione obbligatoria in virtù del decreto luogotenenziale 30 dicembre 1945, n. 820.
Le norme fondamentali che disciplinano le prestazioni pensionistiche e la contribuzione sono la legge 28 dicembre 1952 n. 4435, la legge 28.7.61 n. 830, la legge 29.10.71 n. 889, il d.lgs. n. 503/1992, la legge n. 724/1994, la legge n. 335/1995 e il decreto legislativo 29.6.1996 n. 414.
Il decreto legislativo 29.6.1996 n. 414 ha disposto la soppressione del Fondo a decorrere dal 1 gennaio 1996. Da tale data il personale dipendente delle aziende dei trasporti deve essere iscritto al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD), in evidenza contabile separata. Il personale dipendente dai Comuni, Province e Regioni esercenti direttamente in economia il servizio di trasporto pubblico è iscritto all'INPDAP dal 01.10.1991.  
Ai lavoratori iscritti al Fondo si applica la nuova riforma del sistema previdenziale, legge n. 243 del 23.08.2004 e le innovazioni della legge n. 247 del 24.12.2007.



Lavoratori Domestici: contributi e agevolazioni fiscali
In seguito all’iscrizione, l'Inps provvede ad aprire una posizione assicurativa in favore del lavoratore domestico ed invia al datore di lavoro un blocchetto di bollettini di conto corrente postale per il versamento dei contributi dovuti.
Il contributo è legato alla paga effettiva oraria.

Gli elementi che compongono la paga oraria sono:
•   la retribuzione oraria di fatto concordata tra le parti;
•   il valore convenzionale del vitto e alloggio, ripartito in misura oraria;
•   la tredicesima mensilità (gratifica natalizia) ripartita in misura oraria.

Esempio:

retribuzione oraria concordata = € 8,00 per 30 ore a settimana su 6 gg lavorati con vitto e alloggio
Indennità di vitto e alloggio 2010 = 4, 93 € Quota oraria: 4, 93 x 6 gg : 30 ore = 0,986
Quota oraria di 13^ = (8 + 0,986) : 12 = 0,748
RETRIBUZIONE ORARIA EFFETTIVA -> 8,00 + 0,986 + 0,748 = 9,73 €
La retribuzione oraria effettiva va indicata sempre, anche nel caso si versi il contributo corrispondente alla 4^ fascia.
Se l'orario di lavoro non supera le 24 ore a settimana, il contributo orario è commisurato a tre diverse fasce di retribuzione; se l'orario di lavoro è di almeno 25 ore settimanali, il contributo è fisso per tutte le ore retribuite.

Contributi anno 2011

 Retribuzione effettiva oraria

 Importo contributo orario 

 

con quota assegni familiari 

senza quota assegni familiari 

Fino a euro 7,34

€ 1,36 (0,33)*

€ 1,37 (0,33)**

Oltre € 7,34 e fino a € 8,95

€ 1,54 (0,37)*

€ 1,55 (0,37)**

Oltre € 8,95

€ 1,88 (0,45)*

€ 1,89 (0,45)**

Lavoro superiore a 24 ore settimanali***

€ 0,99 (0,24)*

€ 1,00 (0,24)**


 Legenda:

*   La cifra tra parentesi è la quota a carico del lavoratore.

** Il contributo senza la quota degli assegni familiari è dovuto quando il lavoratore è coniuge del datore di lavoro oppure è parente o affine entro il terzo grado e convive con il datore di lavoro.

*** Gli importi contributivi della quarta fascia sono indipendenti dalla retribuzione oraria corrisposta, si riferiscono ai servizi domestici effettuati presso uno stesso datore di lavoro con un minimo di 25 ore settimanali e vanno applicati sin dalla prima delle ore lavorate nel corso della settimana.

Agevolazioni fiscali
Il datore di lavoro che versa regolarmente all’Inps i contributi per colf o assistenti familiari può usufruire di agevolazioni fiscali relative ai contributi versati.

Colf
Il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito, per un importo massimo di 1.549,37 euro l’anno, i contributi previdenziali obbligatori versati per la colf.
A tal fine è tenuto a conservare le ricevute dei bollettini Inps.
L’importo massimo deducibile è fisso e non varia in base ai redditi dichiarati.

Assistente familiare
Il datore di lavoro può detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, per un importo massimo di 2.100 euro l’anno. La detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che sostengono la spesa.

Per poter usufruire di questa agevolazione sono necessari:
•   il certificato medico, rilasciato da un medico specialista o generico, che attesti la condizione di non autosufficienza, da esibire a richiesta dell’amministrazione finanziaria;
•   le ricevute delle retribuzioni erogate, firmate dall’ assistente familiare.

Si può usufruire di tale detrazione se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.
La deduzione fiscale per la colf si può sommare alla detrazione prevista per l’assistente familiare, e viceversa.


Pescatori Autonomi
Sono Pescatori Autonomi (detti anche pescatori della piccola pesca):
•   I pescatori addetti alla pesca marittima costiera, iscritti nelle matricole della Gente di Mare di 3° categoria tenuti dalla Autorità Marittima competente territorialmente (Capitaneria di Porto) che, associati in cooperative, compagnie o per proprio conto, esercitano la pesca come attività professionale, in modo esclusivo e prevalente, con natanti non superiori alle 10 tonnellate di stazza lorda secondo quanto risulta dai Registri delle Navi Minori e dei Galleggianti. (Art. 115 del Cod. Navigazione/Regio Decr. del 30/03/1942, n. 327).
•   I pescatori delle acque interne, iscritti nei Registri dei Pescatori di Mestiere tenuti dalle Amministrazioni Provinciali forniti di licenza ai sensi dell’art. 3 T.U. delle Leggi sulla Pesca/Regio Decr. 11/04/38, n. 1183, e che non lavorino alle dipendenze di terzi come concessionari di specchi d'acqua o di aziende vallive di pescicoltura.

Come si calcola il contributo
Il calcolo del contributo mensile dovuto dai Pescatori Autonomi è effettuato sulla misura di retribuzione convenzionale mensile vigente, per l’anno in corso, per i lavoratori dipendenti della pesca.

Di conseguenza i Pescatori Autonomi anche se giuridicamente e fiscalmente sono imprenditori, oltre ad avere come parametro di riferimento per il calcolo della contribuzione non il reddito d’impresa prodotto, ma la retribuzione convenzionale del lavoro dipendente, godono del regime previdenziale del FPLD (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti).

Come e quando si versa
Il versamento deve essere effettuato in rate mensili con scadenza giorno 16 di ogni mese tramite modello F24. A partire dal 2007 non vengono inviati i modelli F24 ma una lettera in calce alla quale viene indicato l'importo da versare, uguale per tutti i dodici mesi dell'anno, la sede competente, la causale del contributo, il codice INPS ed il periodo di riferimento.

Quanto si versa
A favore dei lavoratori marittimi è stata, fin dal 2001, attuata una politica di salvaguardia dell’occupazione attraverso la previsione di uno sgravio contributivo, nella misura del 70%(art. 11 legge n. 388/2000 e successive proroghe) successivamente aumentato all’80%.



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