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Disoccupazione

NASpi - ASdI - DisColl - Disoccupazione agricola - Mobilità - Lavori socialmente utili



Generalità

Con il termine di ammortizzatori sociali si intende una serie di misure che hanno l'obiettivo di offrire sostegno economico ai lavoratori che hanno perso il lavoro o sono momentaneamente sospesi dal lavoro o che operano con orario ridotto. Si tratta delle misure che afferiscono alle categorie 8 e 9 della Classificazione europea delle politiche del lavoro (LMP) ed includono strumenti a cui possono ricorrere le aziende che si trovano in crisi e devono provvedere a riorganizzazione la loro struttura e dunque a ridimensionare il costo del lavoro.

Si possono distinguere due categorie di supporti economici (o strumenti di tutela):

•    in caso di sospensione del rapporto di lavoro, rivolti a soggetti sospesi in conseguenza di crisi temporanee. Rientrano in questa categoria la cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e i fondi di solidarietà bilaterali. Esiste anche uno strumento di cassa integrazione cosi detta in “deroga” prevista per i lavoratori non destinatari della normativa sulla cassa integrazione guadagni;
•    in caso di cessazione del rapporto, di lavoro rivolti a soggetti che si trovano involontariamente disoccupati. Rientrano in questa categoria l’assicurazione sociale per l’impiego (NASpI DISColl) e l’indennità di mobilità. La Legge n. 92 del 2012 prima e la Legge 183/2014 poi (c.d. Jobs Act) si sono poste l’obiettivo di rendere più efficiente, coerente ed equo l’assetto delle misure di sostegno al reddito e delle politiche attive del lavoro in una prospettiva di universalizzazione e di rafforzamento dell'occupabilità delle persone.

Tali interventi, le c.d. “prestazioni temporanee” o “prestazioni non pensionistiche” ai lavoratori dipendenti, sono individuate dall’art. 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, in ogni altra forma di previdenza di carattere temporaneo diversa dalle pensioni.

“A decorrere dal 1 gennaio 1989 le gestioni per l'assicurazione contro  la disoccupazione involontaria, ivi compreso il Fondo di garanzia per il  trattamento di fine rapporto e per l'assicurazione contro la tubercolosi, la cassa per l'integrazione guadagni degli operai dell'industria, la cassa per l'integrazione guadagni dei lavoratori dell'edilizia, la cassa per l'integrazione salariale ai lavoratori agricoli, la cassa unica per gli assegni familiari, la cassa per il trattamento di richiamo alle armi degli impiegati ed operai privati, la gestione per i trattamenti economici di malattia di cui all'art. 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, il Fondo per il rimpatrio dei lavoratori extra-comunitari istituito dall'art. 13 della legge 30 dicembre 1986, n. 943, ed ogni altra forma di previdenza a carattere temporaneo diversa dalle pensioni, sono fuse in una unica gestione che assume la denominazione di "Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti.
La predetta gestione, alla quale affluiscono i contributi afferenti ai preesistenti fondi, casse e gestioni, ne assume le attività e le passività ed eroga le relative prestazioni.
Dalla data di entrata in vigore della presente legge è soppresso il Fondo per gli assuntori dei servizi delle ferrovie, tranvie, filovie e linee di navigazione interna di cui agli accordi economici collettivi dell'8 luglio 1941 e dell'11 dicembre 1942. La residua attività patrimoniale, come da bilancio consuntivo della gestione del predetto fondo, è contabilizzata nella gestione dei trattamenti familiari.
Il bilancio della gestione è unico ed evidenzia per ciascuna forma di previdenza le prestazioni e il correlativo gettito contributivo”.

In un ottica attuale e contemporanea è possibile operare pertanto  una distinzione fra le “prestazioni a sostegno del reddito familiare” e “gli ammortizzatori sociali” veri e propri.


NASpI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego)

L’indennità di disoccupazione NASpI, è la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’Impiego, che spetta, a tutti i soggetti che hanno involontariamente perso il lavoro. A partire dal 01 maggio 2015 la NASpI ha preso il posto della vecchia ASpI che però rimane in vita per gli eventi di disoccupazione intervenuti fino al 30 aprile 2015.

Destinatari

Sono destinatari della NASpI:

•    i lavoratori dipendenti;
•    gli apprendisti;
•    i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata;
•    il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Esclusi

•    dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni
•    operai agricoli a tempo determinato o indeterminato
•    collaboratori coordinati e continuativi
Come noto dal 01 Gennaio 2015 per la categoria dei  collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione trova applicazione  una specifica e distinta tutela denominata DIS-COLL.

Requisiti

La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
 
a)    stato di disoccupazione: lo stato di disoccupazione deve essere involontario. Sono esclusi, pertanto, i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale.

La NASpI è riconosciuta anche nei casi:

1.    dimissioni per giusta causa se motivata o durante il periodo tutelato di maternità  (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio).
2.    per Risoluzione consensuale del rapporto, di lavoro si precisa che essa non è ostativa al riconoscimento della prestazione qualora sia intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione da tenersi presso la Direzione Territoriale del Lavoro secondo le modalità previste dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012.

b)  13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.

c) 30 giornate  di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Contribuzione utile al diritto:

•    i contributi previdenziali, versati durante il rapporto di lavoro subordinato;
•    i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria se all'inizio dell'astensione risulta già versata o dovuta contribuzione ed i periodi di congedo parentale purché regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro;
•    i periodi di lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati ove sia prevista la possibilità di totalizzazione;
•    i periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni di età nel limite di cinque giorni lavorativi nell'anno solare. 
 
Domanda

La domanda deve essere presentata entro il termine perentorio di 68 giorni dalla data di cessazione dell’attività.
 
E’ ammesso lo slittamento del termine perentorio di 68 gg. in casi particolari. ( es. per intervenuta malattia o maternità)

Decorrenza

La NASpI spetta a decorrere:
 
1.    dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno;
2.    dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, nel caso in cui la domanda sia stata presentata successivamente all’ottavo giorno;
3.    dall’ottavo giorno successivo alle date di fine dei periodi di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o di mancato preavviso del precedente paragrafo qualora la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno ovvero dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno ed entro i 68 giorni;

Liquidazione anticipata (Incentivo all’autoimprenditorialità)

Il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASpI può richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo per l’avvio:
•    di un’attività lavorativa autonoma;
•    di impresa individuale;
•    per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio
•    al lavoratore che intenda sviluppare  a  tempo  pieno  un'attività autonoma già iniziata durante il rapporto di  lavoro  dipendente  la cui cessazione ha dato luogo alla prestazione NASpI.

Durata

La NASpI è corrisposta con cadenza periodica mensile, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.
Non vanno computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

Calcolo e misura
 
L'indennità è rapportata ad una nuova base di calcolo determinata dalla:

•    retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni,
•    divisa per il totale delle settimane di contribuzione indipendentemente dalla verifica del minimale;
•    moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.

Retribuzione mensile imponibile = Retribuzione imponibile / nr. settimane * 4,33

La retribuzione mensile così calcolata, qualora pari o inferiore per il  2015 all'importo di 1.195 euro mensili, l'indennità mensile è pari al 75 per cento della retribuzione. Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementato di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. L’indennità mensile non può in ogni caso superare nel 2015 l'importo massimo mensile di 1.300 euro. 

La NASpI si riduce del 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione (91° della prestazione).

Nuova attività lavorativa in corso di prestazione

1. Lavoro subordinato ( decadenza – sospensione – cumulabilità)

Decadenza
In caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato dalla quale derivi un reddito annuale superiore al reddito minimo escluso da imposizione (per il 2016 € 8.000,00)  si decade dalla prestazione.
Sospensione
In caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato dalla quale derivi un reddito annuale superiore al reddito minimo escluso da imposizione (per il 2016 € 8.000,00) qualora la durata del rapporto di lavoro sia pari o inferiore a 6 mesi la prestazione viene sospesa indennità è sospesa d'ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie, per un periodo pari alla  durata del rapporto di lavoro. Al termine del periodo di sospensione l'indennità riprende ad essere corrisposta per il periodo residuo spettante al momento in cui l’indennità stessa era stata sospesa.

Cumulabilità:
a)    In caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione (per il 2016 € 8.000,00) si mantiene la prestazione ridotta comunicando  entro 30gg dall'inizio dell'attività tramite NASpICom il reddito annuo previsto.

2. Lavoro autonomo
In caso di svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma, di impresa individuale o parasubordinata, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, va comunicato entro 30 giorni dall'inizio dell’attività, o entro 30gg dalla domanda di NASpI se l’attività era preesistente, il reddito annuo presunto.
La riduzione è ricalcolata direttamente dall’INPS al momento della  presentazione della dichiarazione dei redditi.

Contribuzione Figurativa
Per i periodi di fruizione della NASpI sono riconosciuti d’ufficio i contributi figurativi rapportati alla  retribuzione  entro un limite di retribuzione  pari  a 1,4 volte l'importo massimo mensile della NASpI per l’anno in corso.



ASdI

L’assegno di disoccupazione ha la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito per i lavoratori già beneficiari di NASpI, che abbiano fruito di questa per l’intera sua durata, fino, siano privi di occupazione e si trovino in condizione economica di bisogno.

Requisiti


I soggetti destinatari della ASDi devono, innanzitutto, soddisfare i seguenti presupposti:
1.    non essere decaduti dalla NASpI;
2.    avere esaurito l'intera durata della Naspi al 31/12/2016;
3.    trovarsi alla data di cessazione della NASpI ancora in stato di disoccupazione;
4.    possesso di un’attestazione ISEE, in corso di validità, con un valore pari od inferiore ad euro 5.000.

Fra i soggetti che soddisfano tali presupposti, vanno quindi individuati coloro che rientrano il almeno una della fattispecie seguenti: 
 - far parte di un  nucleo familiare in cui sia presente  almeno un minore di anni 18;
-  avere un’età pari o superiore a 55 anni e non aver maturato il diritto per la pensione anticipata o di vecchiaia.

Decorrenza e durata

L’ADSI decorre dal primo giorno successivo al termine del periodo di completa fruizione della NASpI ed è erogato mensilmente.
E’ erogato mensilmente per la durata massima di 6 mesi.

Misura


L’importo dell’ASDI, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 22 del 4 marzo 2015 e dell’articolo 3 del decreto interministeriale del 29 ottobre 2015, è pari al 75 per cento dell’ultima indennità NASpI percepita.
La misura è soggetta ad un tetto massimo di erogazione, in quanto l’importo dell’assegno non può, in ogni caso, essere superiore all’ammontare dell’assegno sociale.

Per fruire dell’assegno di disoccupazione ASDI gli aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine perentorio di 30 giorni a partire dal primo giorno successivo al termine del periodo di completa fruizione della NASpI.


DisColl

La DIS-COLL è una nuova forma di disoccupazione a favore dei collaboratori coordinati e continuativi e/o a progetto introdotta dal 1° gennaio 2015 ed estesa fino al 31° dicembre 2016 dalla legge di stabilità 2016.

Destinatari
 
Sono destinatari della indennità DIS-COLL:
- I collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.
- I collaboratori delle Pubbliche Amministrazioni.

Soggetti esclusi

- Gli amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica.
- Gli assegnisti di ricerca, i dottorandi e i titolari di borsa di studio.

Requisiti

 
L’indennità DIS-COLL è riconosciuta ai lavoratori che soddisfino congiuntamente i seguenti requisiti:
1.    siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione;
2.    possano fare valere almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.

Durata della prestazione

 
L’indennità DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento. Ai fini del calcolo della durata della prestazione, non sono computati i “periodi contributivi” che hanno già dato luogo ad erogazione della DIS-COLL.

La durata massima della indennità DIS-COLL non può comunque superare i 6 mesi  di fruizione.
 
Si forniscono ad ogni buon fine due esempi che riassumono i criteri operativi appena esposti.

Contribuzione Figurativa

Per i periodi di fruizione della prestazione non sono riconosciuti i contributi figurativi.
 
Importo dell’indennità
 
La misura della prestazione è pari:
•    al 75% del reddito medio mensile, nell'ipotesi in cui detto reddito sia inferiore – per l'anno 2016 – all'importo di 1.195 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati di cui all'anno precedente;
•    al 75% dell'importo stabilito - 1.195 euro per il 2016, annualmente rivalutato - incrementata di una somma pari al 25% della differenza tra il reddito medio mensile e 1.195 euro, qualora il reddito medio mensile che costituisce base di calcolo della DIS-COLL sia superiore al predetto importo.
In ogni caso l'importo dell'indennità non può superare la misura massima mensile di 1.300 euro per l'anno 2016, rivalutato annualmente.

A partire dal quarto mese di fruizione (91° giorno) l'indennità DIS-COLL si riduce di un importo pari al 3%.

Presentazione della domanda


 La domanda deve essere presentata entro il termine perentorio di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di collaborazione.

Nuova attività lavorativa
 
Lavoro subordinato
- inferiore o pari a cinque giorni ---> sospensione  d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie.
- superiore a cinque giorni ---> decadenza.

Lavoro autonomo
Il beneficiario di indennità DIS-COLL che intraprenda o sviluppi un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o un’attività parasubordinata, deve comunicare all’INPS entro 30 giorni rispettivamente dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DIS-COLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività.

I limiti:
- 8.000 euro per il  parasubordinato;
- 4.800 euro  per il lavoro autonomo.
Qualora il reddito dichiarato sia inferiore o pari ai suddetti limiti, la prestazione DIS-COLL sarà ridotta.

Lavoro accessorio
 
La DIS-COLL è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro accessorio nel limite complessivo di 3.000 euro per anno civile (lordo € 4.000).
- Compensi inferiori a euro 3000 cumulabilità senza necessità di  comunicazione all’Inps.
- Compensi compresi fra 3000 euro e fino a 7.000 euro con necessità di comunicazione all’INPS (DIS-COLL Com), la prestazione sarà ridotta.


Disoccupazione agricola

Hanno diritto alla disoccupazione agricola gli operai che lavorano in agricoltura, iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli e più precisamente:
  • gli operai a tempo determinato;
  • i piccoli coloni;
  • i compartecipanti familiari;
  • i piccoli coltivatori diretti che integrano fino a 51 gg. le giornate di iscrizione negli elenchi nominativi mediante versamenti volontari;
  • gli operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano per parte dell’anno.
Non spetta:
La disoccupazione agricola non spetta:
  • ai lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
  • ai lavoratori che presentino la domanda oltre il termine previsto;
  • ai lavoratori iscritti in una delle gestioni autonome per l’intero anno ovvero per parte dell’anno quando il numero delle giornate lavorative rientranti nel periodo di iscrizione nella gestione autonoma è superiore a quelle di attività agricola dipendente;
  • ai lavoratori titolari di pensione diretta alla data del 1° gennaio dell’anno di competenza della prestazione;
  • ai lavoratori che si dimettono volontariamente, ad eccezione:
- delle lavoratrici madri o dei lavoratori padri dimissionari durante il periodo di puerperio;
- di coloro che si dimettono per giusta causa.

Indennità con i requisiti normali
Requisiti
  • iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti a tempo determinato per l’anno cui si riferisce la domanda o rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato per parte dell’anno di competenza della prestazione;
  • almeno 2 anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria;
  • almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall’anno cui si riferisce l’indennità e dall’anno precedente ( tale requisito può essere perfezionato con il cumulo della contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola).
Per il raggiungimento dei 102 contributi giornalieri sono validi anche quelli figurativi per periodi di maternità obbligatoria e congedo parentale compresi nel biennio utile.

Retrodatazione del biennio
Ai fini dell’ampliamento del biennio in cui ricercare il requisito contributivo delle 102 gg. lavorative, si considerano utili i periodi:
  • di malattia;
  • di infortunio sul lavoro;
  • di lavoro all’estero in Paesi non convenzionati;
  • di astensione obbligatoria per maternità e per congedo parentale se non accreditabili figurativamente.
Durata dell’indennità
L’indennità spetta per un numero di giornate pari a quelle lavorate entro il limite massimo di 365 giornate annue, dalle quali vanno detratte le giornate di lavoro agricolo e di eventuale lavoro non agricolo e le giornate indennizzate ad altro titolo (malattia, maternità,infortunio ecc...).

Misura

La disoccupazione agricola spetta nella misura del 40% della retribuzione di riferimento. Dall’importo spettante viene detratto il 9% “a titolo di contributo di solidarietà” per ogni giornata di indennità di disoccupazione erogata fino ad un massimo di 150 gg.

La domanda
La domanda deve essere inoltrata per via telematica, direttamente o tramite gli Enti di Patronato, alla sede Inps competente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello cui si riferisce l’indennità, pena la decadenza dal diritto all’indennità. Se il termine di presentazione coincide con un giorno festivo, esso è prorogato al primo giorno successivo non festivo.

Modalità di pagamento
L’indennità viene pagata direttamente dall’Inps in un’unica soluzione.

Indennità con i requisiti ridotti

In mancanza del requisito contributivo dei 102 contributi giornalieri , il lavoratore può chiedere l’indennità di disoccupazione agricola con i requisiti ridotti.

Requisiti:
  • iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti per l’anno di competenza della prestazione;
  • 78 gg. di effettivo lavoro nell’anno a cui si riferisce la domanda.
Nel calcolo delle 78 gg. vanno incluse le giornate indennizzate a titolo di malattia, maternità, infortunio ecc..

Durata dell’indennità
L’indennità di disoccupazione agricola con i requisiti ridotti è erogata per un numero di giornate pari a quelle lavorate nei limiti del parametro annuo di 312 gg. o di 365 gg. nel caso in cui vi siano giornate non indennizzabili superiori a 53 gg.

Misura
L’indennità di disoccupazione agricola con i requisiti ridotti è erogata nella misura del 30% della retribuzione di riferimento, senza applicazione del contributo di solidarietà.

La domanda
La domanda deve essere inoltrata per via telematica, direttamente o tramite gli Enti di Patronato, alla sede Inps competente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello cui si riferisce l’indennità, pena la decadenza dal diritto all’indennità. Se il termine di presentazione coincide con un giorno festivo, esso è prorogato al primo giorno successivo non festivo.

Modalità di pagamento
L’indennità viene pagata direttamente dall’Inps in un’unica soluzione.

Assegno al nucleo familiare a favore dei disoccupati indennizzati

Sull’indennità di disoccupazione spettante (ordinaria, con i requisiti ridotti ed agricola) viene erogato, se spettante, l’assegno al nucleo familiare.
La sussistenza del diritto e l’importo dell’assegno dipendono dal numero dei componenti il nucleo familiare, dal reddito complessivo del nucleo familiare e dalla tipologia del nucleo familiare.
Per quali persone spetta:
  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli (legittimi, legittimati, adottivi, naturali, affiliati ecc) di età inferiore a 18 anni:
  • i figli maggiorenni inabili
Fanno parte del nucleo anche i fratelli, le sorelle del richiedente minori di età o maggiorenni inabili a condizione che:
  • siano orfani di entrambi i genitori;
  • non abbiano diritto alla pensione ai superstiti.


Mobilità

  • L’indennità di mobilità spetta ai lavoratori a seguito di:
  • licenziamento per riduzione o trasformazione di attività o di lavoro o per cessazione di attività
  • licenziamento a seguito di un periodo di cassa integrazione straordinaria e le imprese  prevedono di non poter reimpiegare tutti o parte dei lavoratori sospesi.
Lavoratori beneficiari: operai, impiegati, quadri, soci lavoratori e lavoratori a domicilio.
La procedura non si applica:
alle eccedenze di personale determinate da fine lavoro nelle imprese edili e nelle attivita'  stagionali o  saltuarie,  nonche'‚ per i lavoratori assunti con contratto a termine ai datori di lavoro non  imprenditori,  come  le  associazioni sindacali, politiche, di volontariato, gli enti senza fini di lucro.

Requisiti
Iscrizione nelle liste di mobilità compilate dai centri per l’impiego- anzianità aziendale complessiva di almeno 12 mesi
far valere almeno 6 mesi di effettivo lavoro,comprese ferie, festività e infortuni.

Mobilità ordinaria

E’ determinata in base all’età dei lavoratori al momento del licenziamento e all’ubicazione dell’unità produttiva di appartenenza, spetta per un periodo di 12 mesi elevato a 24 mesi per coloro che hanno da 40 a 50 anni e  a 36 mesi per coloro che hanno più di 50 anni.
Per i lavoratori licenziati da aziende ubicate nelle zone del mezzogiorno, in relazione all’età dei lavoratori, spetta  per 24 mesi,per 36 mesi e per 48 mesi.
Generalmente l’indennità non può essere corrisposta per un periodo superiore all’anzianità aziendale.

Mobilità lunga

Può avere una durata superiore, in quanto la stessa dovrebbe accompagnare il lavoratore fino alla data di maturazione di diritto al pensionamento.

Mobilità prorogata

Disposizioni di legge prevedono la possibilità di prorogare il pagamento dell’indennità di mobilità oltre la durata ordinaria.

Misura

E’ determinata con riferimento al trattamento straordinario  di integrazione salariale percepito dal lavoratore, o che comunque sarebbe spettato ed e' pari al 100% della misura della CIGS per i primi 12 mesi  all'80% dal tredicesimo mese in poi.
Il trattamento non può superare i massimali stabiliti anno per anno, dal 1 gennaio 2008 la rivalutazione dei massimali è determinata nella misura del 100% dell’aumento dell’indice ISTAT.
La domanda per la concessione della prestazione va inoltrata entro il  68° giorno dalla data del licenziamento.
I lavoratori sono iscritti  nella lista di mobilita' dal giorno successivo a quello del licenziamento e permane per tutto il periodo di  percezione dell'indennita'.
L’iscrizione nella lista dovrebbe determinare un più agevole collocazione lavorativa.


Lavori socialmente utili


Con il decreto legislativo ( 1° dicembre 1997, n.468 ) la disciplina dei lavori socialmente utili viene modificata con l’individuazione dei settori e gli ambiti d'intervento,con le categorie dei lavoratori che possono essere utilizzate nei progetti di lavori socialmente utili, nonché dei criteri d'assegnazione degli stessi ai vari progetti e il relativo trattamento economico.

Tipologie di attività
Il  decreto individua le tipologie dei lavori socialmente utili:
  • lavori di pubblica utilità mirati alla creazione di occupazione (durata 12 mesi , rinnovabile per altri 12);
  • lavori rivolto al tirocinio formativo in settori formativi (durata 12 mesi); 
  • lavori di carattere straordinario (durata 6 mesi rinnovabili per altri 6 mesi);
  • lavori rivolti esclusivamente a soggetti titolari di trattamenti previdenziali.
Soggetti promotori
I progetti possono essere proposti:
  • dalle amministrazioni pubbliche;
  • dagli enti pubblici economici; 
  • dalle società a totale o prevalente;
  • artecipazione pubblica;
  • dalle cooperative sociali e loro consorzi; 
  • da altri soggetti identificati con decreto ministeriale.
Soggetti utilizzabili
Ai fini della realizzazione dei progetti per Lsu, tranne quelli rivolti esclusivamente a soggetti fruitori di trattamenti previdenziale, dai quali sono esclusi i soggetti diversi, possono essere utilizzati:
  • lavoratori in cerca di prima occupazione;
  • disoccupati iscritti da oltre due anni nelle liste di collocamento; 
  • lavoratori iscritti nelle liste di mobilità che non hanno indennità economica; 
  • lavoratori iscritti nelle liste di mobilità percettori della relativa indennità o di altro trattamento speciale di disoccupazione; 
  • lavoratori, sospesi a zero ore, che fruiscono del trattamento di Cigs; 
  • lavoratori espressamente individuati a seguito di accordi per la gestione di esuberi da crisi aziendale o di area; 
  • categorie di lavoratori individuati dalla Commissione regionale per l’impiego, anche per riferimento ad aree territoriali; 
  • detenuti ammessi al lavoro esterno.
Rifiuto all’avviamento ai lavori
I titolari di trattamento previdenziale che, senza un giustificato motivo rifiutino l’assegnazione ai Lsu sono cancellati dalle liste di mobilità e perdono la relativa indennità economica con un provvedimento del responsabile della sezione circoscrizionale per l’impiego.
Contro il provvedimento di decadenza e cancellazione si può ricorrere entro 30 giorni alla Direzione regionale del lavoro che ha tempo, invece, 20 giorni per decidere.
Il rifiuto all’assegnazione ai lavori socialmente utili viene considerato giustificato quando l’attività a cui si è chiamati si svolge in un luogo distante oltre 50 chilometri da quello di residenza. Anche la partecipazione ad attività di formazione viene considerato un motivo giustificativo per il rifiuto ad accettare i Lsu.
Qualora il lavoratore non partecipi con regolarità all’attività o non rispetti le condizioni impartite si determina la decadenza dal trattamento economico e la cancellazione dalle liste di mobilità nonchè, per coloro che non usufruiscono di trattamenti previdenziali, la cessazione dalla partecipazione ai Lsu.

Compensi e regolamentazione dei lavori
L’impegno nei lavori socialmente utili non costituisce l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato e di conseguenza non comporta la cancellazione dalle liste di collocamento e di mobilità.
I lavoratori utilizzati che percepiscono trattamenti previdenziali verranno impegnati per un orario determinato dalla proporzione tra l’entità del trattamento percepito e la retribuzione iniziale previsto per i dipendenti dell’azienda promotrice considerato al netto delle trattenute previdenziali, comunque per un minimo di 20 ore settimanali e con un massimo di 8 ore giornaliere.
Per tutte le ore eccedenti l’orario standard, verrà corrisposta un ‘integrazione a carico dell’ente utilizzatore sulla base della retribuzione iniziale al netto dei lavoratori dipendenti che svolgono attività analoghe.
Ai lavoratori che non percepiscono nessun trattamento previdenziale è corrisposto un assegno mensile, rivalutato nella misura dell’80% degli indici ISTAT,  erogato dall’Inps, secondo la segnalazione delle presenze fornite dall’ente utilizzatore ; anche per loro, l’orario settimanale è di 20 ore e per non più di 8 ore giornaliere e nel caso di impegno lavorativo superiore è dovuta l’integrazione a carico dell’ente utilizzatore.

L’assegno è incompatibile con:
  • i trattamenti di pensione diretta dell’AGO del Fondo pensione dei lavoratori dipendenti , delle gestioni sostitutive, esclusive ed esonerative e delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • il pensionamento anticipato.
I titolari di assegno o pensione di invalidità chiamati a svolgere lavori socialmente utili possono optare per il sussidio, nel qual caso verrà sospeso il trattamento di invalidità.
Anche coloro che percepiscono l’indennità di disoccupazione , se chiamati per i Lsu, possono optare per il relativo assegno e viene loro riservato lo stesso trattamento previsto per i titolari delle altre prestazioni previdenziali (Cigs e mobilità).
Naturalmente l’attività nei lavori socialmente utili non è compatibile con il lavoro subordinato a tempo pieno e con il lavoro a part-time a tempo indeterminato, nonché con il lavoro autonomo al di sopra dei limiti anzidetti. Anche nel caso di compatibilità dei Lsu con il lavoro parziale o autonomo, l’Ente promotore valuterà la possibilità di potere svolgere le due attività, assicurando che non si verifichi pregiudizio nei confronti del programma.

Assicurazione Inail
I lavoratori impegnati nei lavori socialmente utili devono essere assicurati  presso l’Inail contro gli infortuni e le malattie professionali e per la responsabilità civile verso terzi.
In caso di infortunio o di malattia professionale il lavoratore ha diritto all’assegno per le giornate non indennizzate dall’Inail e, alla fine dell’inabilità temporanea, può riprendere l’attività.



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