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L'intervista: Michele La Ginestra    

Il talento di far ridere con intelligenza

È senza dubbio un artista eclettico, abile nel catturare lo spirito dei nostri tempi e strappare sorrisi e risate, perfino al pubblico più esigente del Sistina. Una platea per lui ormai familiare, che ne ha segnato la brillante carriera sin dal debutto nel “Rugantino”
di Paola Stefanucci

Nell’immaginario televisivo Michele La Ginestra è per tutti “quello della pasta”. Ovvero, il simpatico protagonista dello spot di un noto, anche grazie a lui, pastificio abruzzese. Tra pentole e fornelli rivela a milioni di telespettatori il “segreto” per preparare una buona pasta. Ma il suo di segreto, invece, qual è? 

L’attore, autore, conduttore e regista romano sciama instancabile da una ribalta all’altra: teatro, cinema e tv. Classe ’64, a novembre compie 54 anni. Che non dimostra. Probabilmente il successo ferma il tempo. Anche il temperamento è inossidabile: grinta, energia, ottimismo, gioia di vivere. Saldo negli affetti: è il marito di Elisabetta e il padre di Luca e Alessandro, vent’anni l’uno e diciassette l’altro. Che incita allo studio, prima di tutto. Così come hanno fatto i suoi genitori con lui, ci ha raccontato. La Ginestra era il titolare di un affermato studio legale nella Capitale, prima di assecondare totalmente, raggiunti i trent’anni, la propria vocazione di straordinario e versatile artista. 

Fatale per l’abbandono dell’avvocatura fu la vittoria al programma televisivo Beato fra le donne. Lo notò Pietro Garinei che lo volle nella stagione di apertura del Millennio al Sistina in Rugantino, nel ruolo di protagonista. Da allora è stato un susseguirsi di apparizioni, sulle reti Rai e Mediaset, in serie per la tivù: Tre stelle, Nati ieri, Nero Wolfe, Matrimoni e altre follie, Amiche mie, I Cesaroni. Nel cinema: Immaturi di Paolo Genovese e Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno, solo per citare un paio di titoli. 

Ma nulla, forse, nello spettacolo lo esalta più del teatro. Tanto da averne uno tutto suo - il Teatro Sette, il tempio capitolino della “comicità intelligente” - che dirige da oltre vent’anni. Lo abbiamo incontrato. 

Michele, si è appena aperta la nuova stagione del suo teatro Sette. Che cosa c’è nel cartellone? 

Tanti artisti di riguardo: Pino Insegno con Alessia Navarro (la moglie) in Imparare ad amarsi, per la regìa di Siddhartha Prestinari. Massimo Wertmuller e Rodolfo Laganà, per la prima volta insieme, nell’inedito Amici per la pelle, scritto e diretto da Stefano Reali. Marco Zadra e Sergio Zecca, che si cimenteranno in un classico della commedia degli equivoci, Pigiama per sei. E poi Federica Cifola, Beatrice Fazi, Giulia Ricciardi, le cosiddette ragazze “stremate”, giunte all’epilogo della loro saga. Ormai anziane, sulla scena beninteso, recitano Stremate - Ultimo atto. Sebbene “ad una certa età” di invecchiare non vogliono saperne… E ancora il duo Andrea Perrozzi e Alessandro Salvatori affiancato da Ketty Roselli in Ago, Bianca e… Uno e basta… 

Fermiamoci, non possiamo citare tutti. Lei cosa presenterà?

Come Cristo comanda. Ha debuttato l’anno scorso ed ha registrato sempre il tutto esaurito. 

La regìa è di Roberto Marafante, ma lei ne è l’autore. Di che parla?...

L'articolo continua sulla rivista 50&Più di novembre 2018





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