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INVALIDITA' civile: cambiano i criteri

Dopo un'iniziale "stretta" dovuta ad un adeguamento ad una sentenza della Corte di Cassazione, il Ministero del Lavoro ha chiesto chiarezza.


di Gianni Tel - 50&Più

Gli invalidi civili totali, se coniugati, rischiano di ritrovarsi senza più la pensione: l’Inps a partire da quest’anno ha improvvisamente cambiato il criterio per valutare il requisito di reddito che ne prevede il diritto. Ciò che potrebbe accadere è che il limite annuo di reddito pari a 16.127,30 euro che consente di riconoscere il diritto alla pensione di inabilità, non debba più essere riferito solo al titolare della pensione ma anche al coniuge.

E’ chiaro che, se si considera due redditi, (quello dell’inabile e quello del coniuge) risulta più facile superare il limite sopra indicato e perdere, così, il diritto alla pensione.

Questa possibile “stretta” non nasce da una modifica normativa (cioè da una nuova legge), ma da un nuovo orientamento dell’Inps, il quale si è adeguato in via amministrativa ad una sentenza della Corte di Cassazione n. 4677/2012 che lo ha visto prevalere nel giudizio su una questione attinente proprio alle condizioni economiche per il riconoscimento della pensione di inabilità.

Per fortuna, dopo un primo momento di validità, il nuovo criterio è stato bloccato per ora dallo stesso Inps dopo che il Ministero del Lavoro, che ha chiesto chiarezza sulla vicenda, ha indicato che una decisione in tal senso ha bisogno di essere assunta a livello legislativo.

Per quanto riguarda, invece, la nuova impostazione di lavoro adottata dall’Inps, tramite le procedure informatiche, per consentire ai cittadini di ottenere il riconoscimento dello stato invalidante, va evidenziato che, già nell’ultima metà del 2012, le soluzioni adottate dall’istituto hanno decisamente migliorato i tempi di liquidazione di queste prestazioni e c’è da augurarsi che, entro quest’anno, si raggiungano tempi ancora più rapidi.

Quanto ai requisiti, per acquisire il diritto all’invalidità e all’assegno di accompagno, nulla è cambiato e allo stato attuale sono considerati invalidi tutti coloro affetti da minorazioni di vario tipo non riconducibili a causa di guerra, di servizio e di lavoro, che appartengono ad una delle seguenti categorie:

- i cittadini di età compresa tra i 18 e i 65 anni affetti da menomazioni congenite o acquisite che comportano una riduzione della capacità di lavoro non inferiore ad 1/3;
- i minori di 18 anni con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell’età;
- i cittadini con più di 65 anni non autosufficienti.
In base al grado d’invalidità riconosciuto, si possono ottenere i seguenti benefici:
- il 33,33 per cento (un terzo) è la soglia minima per essere considerato invalido ed avere diritto alle prestazioni protesiche e ortopediche;
- il 46 per cento consente all’invalido di ottenere l’iscrizione nelle liste speciali del collocamento obbligatorio;
- il 74 per cento è la soglia invece per ottenere l’assegno economico mensile di assistenza.

L’assegno di assistenza
Agli invalidi con età tra i 18 e 65 anni ed un grado di invalidità compreso tra il 74 e il 99 per cento,  spetta un assegno mensile di assistenza per 13 mensilità.
Per fruire dell’assegno – pari quest’anno a 275,87 € mensili – l’invalido deve essere disoccupato, residente in Italia e avere un reddito annuo personale (quello del coniuge non conta) che non superi un determinato limite (€ 4.738,63  per il 2013).
In presenza di  queste condizioni, anche i cittadini stranieri, compreso gli extracomunitari se titolari di carta di soggiorno, possono ottenerlo.
Anche quest’anno i titolari di detta prestazione debbono presentare l’apposito modello on-line tramite il Caf, in cui debbono dichiarare, sotto la propria responsabilità, di non svolgere attività lavorativa.
La dichiarazione va inviata all’INPS entro il 1° aprile ed è essenziale per conservare il diritto all’assegno.

La pensione di inabilità
Spetta agli invalidi ai quali sia stata riconosciuta un’inabilità lavorativa totale e permanente del 100 per cento.
L’importo è pari a quello stabilito per l’assegno di assistenza, ma le condizioni di accesso anche se al momento restano  più facili, in quanto il limite di reddito annuo personale è molto più elevato (€ 16.127,30  per il 2013), c’è da augurarsi – come già sopra indicato – che detto limite reddituale non venga modificato dalla legge e resti riferito solo al titolare della pensione non anche al coniuge.

L’indennità di accompagno
Questa prestazione è un sostegno economico che viene erogato alle persone che non sono in grado di camminare o di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita (mangiare, lavarsi, vestirsi ecc.).
L’importo dell’indennità, pari a 499,27 €  mensili, viene erogato per 12 mensilità.
E’ importante evidenziare che detta prestazione viene erogata a prescindere dall’età e dalle condizioni economiche dell’interessato. Possono ottenerla a qualsiasi età, sia le persone meno abbienti che i benestanti.
Non è poi legata alla composizione del nucleo familiare, non è reversibile e non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorative.
E’ cumulabile con la pensione d’inabilità e con altre prestazioni spettanti per altre minorazioni civili ai ciechi e ai sordomuti.
Sono esclusi dal beneficio gli invalidi ricoverati gratuitamente presso strutture pubbliche. Cio’ vale anche per i ricoveri in reparti di lungodegenza o di riabilitazione. Non hanno invece alcuna rilevanza i ricoveri per terapie contingenti o comunque di breve durata.
Chi è già titolare dell’indennità deve attestare la propria condizione di “non ricoverato” in via permanente, con una dichiarazione anch’essa da inviare all’Inps on-line tramite il Caf entro il 1° aprile prossimo.
La tabella riporta gli importi e i limiti di reddito 2013 di tutte queste prestazioni assistenziali.
E’ opportuno, comunque, data la particolare materia e la procedura telematica adottata dall’INPS, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&Più Enasco e del Caf i quali gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire ogni informazione e provvedere all’inoltro on-line della domanda e/o delle sopra citate dichiarazioni all’Istituto previdenziale.


Pubblicata in: Previdenza

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