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L’UE finanzia i nostri progetti

Nuove regole rendono più semplice l’accesso ai fondi. Si riducono i tempi di attesa. Ma cittadini ed istituzioni sono maggiormente responsabilizzati.


di Anguel Konstantinov Beremliysky

L’articolo è tratto dalla rivista 50&Più numero di febbraio 2013.

Sfoglia l’anteprima on line del numero di febbraio 2013.

Ormai da tempo l’Unione Europea eroga finanziamenti e sovvenzioni per un’ampia gamma di progetti e programmi. Il suo Regolamento finanziario definisce i modi, i criteri e le condizioni garantendo una gestione attenta da parte delle istituzioni e dei beneficiari, nonché procedure trasparenti. 

Tuttavia, pur essendo alla base di una struttura complessa di rapporti, il Regolamento è stato sempre adeguato a nuove esigenze. La versione attuale, adottata nel 2002, è stata modificata nel 2010 per finanziare la creazione del Servizio Europeo per l’Azione esterna, ma una riforma importante è quella entrata in vigore da gennaio, frutto di una lunga gestazione iniziata con la proposta di revisione delle principali preoccupazioni espresse dai beneficiari dei fondi Ue. Le nuove regole puntano a far accedere in modo più semplice e rapido ai finanziamenti, rafforzando la responsabilità di chi gestisce il denaro dei contribuenti

Si sa bene che le regole hanno bisogno anche di un’applicazione puntuale. Per questo, il 27 ottobre scorso è entrato in vigore il nuovo Regolamento. Le Ong, i ricercatori, gli studenti, le città e altri destinatari possono accedere in modo più facile ai fondi dell’Ue. 

Sono tre i principali aspetti su cui la Commissione ha puntato: semplificazione; responsabilizzazione e tutela dei cittadini europei; maggiore efficacia dei fondi, con strumenti e meccanismi di finanziamento innovativi. 

Vengono ridotti i tempi tra l’invito a presentare proposte e la conclusione degli accordi di sovvenzione, come pure i termini di pagamento. L’enfasi del sistema di concessione delle sovvenzioni passerà dal rimborso delle dichiarazioni di spesa ai pagamenti in base ai risultati effettivamente raggiunti, attraverso un maggiore impiego di importi fissi, tassi forfettari e costi unitari. Sarà, inoltre, possibile semplificare ancora la burocrazia e incentivare i finanziamenti connessi al raggiungimento di risultati concreti con un uso maggiore dei premi versati ai vincitori dei concorsi per lo sviluppo di soluzioni a problemi esistenti (“premi di incentivo”).

I beneficiari dei fondi europei non saranno più tenuti ad aprire conti bancari fruttiferi separati e anche se verranno maturati interessi, non dovranno essere restituiti al bilancio dell’Unione, né saranno conteggiati come entrate del progetto. Una novità tiene conto di una delle principali preoccupazioni dei beneficiari, in particolare gli organismi di ricerca e le Ong.

Le nuove regole permetteranno di responsabilizzare di più coloro che gestiscono il denaro dei contribuenti. Ciò riguarda anche gli Stati Membri che attuano una buona parte del bilancio dell’Unione, compresa la politica regionale dell’Ue. In futuro, le autorità degli Stati Membri che gestiscono i fondi europei dovranno firmare e trasmettere alla Commissione dichiarazioni annuali attestanti che i fondi dell’Ue sono stati spesi in modo corretto. Sono stati poi rafforzati i meccanismi di rettifica finanziaria per irregolarità commesse dai beneficiari riscontrate in fase di audit (la valutazione o controllo di dati): come deterrente, la Commissione pubblicherà decisioni che impongono sanzioni in caso di uso improprio di fondi dell’Ue.

La semplificazione delle regole e dei processi non si conclude con l’adozione del nuovo Regolamento finanziario: la Commissione porterà avanti una serie di proposte di semplificazione per integrarle con la nuova generazione di programmi (2014-2020), al momento negoziata al Consiglio e al Parlamento europeo. 

Un’altra priorità assoluta per le istituzioni dell’Ue è proteggere il bilancio Ue dalle frodi e dall’utilizzo improprio dei fondi: la distrazione di fondi europei a fini illeciti pregiudica l’obiettivo dell’Unione di creare posti di lavoro, stimolare la crescita e migliorare le condizioni di vita. Oltre il 90% del bilancio dell’Unione è gestito a livello nazionale: nel 2010 si sono registrati 600 casi di sospetta frode riguardanti le spese e le entrate dell’Unione. Gli Stati Membri hanno denunciato casi di sospetta frode per un valore di 600 milioni di euro, casi in cui i richiedenti forniscono informazioni false per ricevere i fondi o in cui i funzionari nazionali accettano denaro in cambio dell’aggiudicazione di un appalto pubblico.

La Commissione è impegnata, con gli Stati Membri, nel controllo e nell’azione repressiva di tale fenomeno. Il 2012 ha visto anche la proposta di nuove norme per combattere con strumenti di diritto penale la frode a danno del bilancio dell’Unione. Il testo in discussione vorrebbe creare un quadro più armonizzato per perseguire e sanzionare tali reati, affinché i criminali non possano più sfruttare le differenze tra i vari ordinamenti giuridici nazionali. 

Il nuovo regolamento
- Si riducono i tempi di attesa tra l’invito  a presentare le proposte e la conclusione degli accordi;
- si riducono i tempi di pagamento;
- le sovvenzioni passano dal rimborso delle dichiarazioni di spesa al pagamento in base ai risultati raggiunti;
- la burocrazia è semplificata: più premi ai vincitori dei concorsi per lo sviluppo di soluzioni a problemi esistenti (“premi di incentivo”);
- non vanno aperti conti bancari fruttiferi separati e gli interessi maturati non vanno restituiti all’Unione né sono conteggiati come entrate del progetto;
- si rafforzano i meccanismi di rettifica finanziaria con sanzioni in caso di uso improprio dei fondi;
- le autorità che erogano i fondi devono trasmettere alla Commissione  dichiarazioni annuali sulla loro corretta spesa.

Per saperne di Più: Sportello Enterprise Europe Network di Confcommercio - www.confcommercio.it/home/DOCUMENTAZ/Interventi/index.htm - http://ec.europa.eu

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