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MENU' tradizionale a tavola
Al bando prodotti esotici. Tornano i piatti di una volta, vini e spumanti nostrani. Stapperemo 90 milioni di bottiglie tricolori.

Altro che aragosta e caviale, sulla tavola natalizia quest’anno primeggiano i piatti della tradizione, preparati con ingredienti naturali e meno costosi, ma capaci di dare sapore e gusto alle festività 2011. In poche parole la cucina della nonna diventa il mood di questo Natale. L’anno della crisi è quello del ritorno alla tradizione, ai piatti semplici ma non per questo meno gustosi. Quindi al bando i menu’ esotici.

Una tendenza che trova d’accordo anche i grandi chef della cucina nostrana. Uno studio promosso da Polli Cooking Lab, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, rivela che su 110 chef stellati 7 su 10 dicono che il menu’ sarà ispirato alla cucina tradizionale (73%), con i suoi sapori antichi ma rassicuranti e con ingredienti semplici e senza tempo.

Secondo gli esperti, i prodotti nazionali, rivisitati per l’occasione, trasmettono sicurezza (52%), danno l’idea di festa (44%) e, dato da non trascurare in un periodo di crisi come questo, costano di meno (38%). Per fine anno, secondo i più prestigiosi cuochi nostrani, tornano di moda legumi, come ceci e lenticchie (73%), tortelli (46%), cappone (41%) e salmone (45%), ma anche sottoli, funghi, pomodori, filetto.

Perché preferire la grande tradizione a tavola? Per 1 chef su 2 (52%) i sapori classici trasmettono certezze e rassicurano. Ci sono inoltre cuochi che scelgono i piatti della tradizione perché ricreano l'idea della festa (44%) ed hanno un costo inferiore per la loro realizzazione (38%). Perché evitare di sperimentare a tavola in questo periodo? A detta degli chef per non disorientare i clienti (58%) e non eccedere con esperienze multisensoriali (41%).

La tendenza di riscoprire i prodotti Made in Italy riguarda anche il bere. Quest’anno secondo gli chef a tavola si brinderà con vini tipici del Belpaese come l’Amarone (55%), il Moscato (47%), il Barolo (39%) e si consumerà meno champagne (22%) e super alcolici (16%).

Vini e spumanti italiani in pole position, quindi. La conferma arriva anche  dall’Ovse,  l’Osservatorio economico degli spumanti italiani. In questi giorni si stapperanno 90 milioni di bottiglie tricolori e 4 milioni di importazione, per un valore al consumo di oltre 710 milioni di euro.
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