Oggi in Europa 5 milioni di giovani sono disoccupati mentre altri 7,5 milioni, tra i 15 e i 24 anni, non lavorano, non studiano e non si formano. Un problema che si estende anche ai laureati che non riescono a trovare il primo lavoro.
Tempo di crisi per tutti. Anche per chi, giovanissimo e pieno di energie, potrebbe dare una
scossa al mercato del lavoro, innovando, proponendo, facendo esperienza. Nell’Eurozona il tasso di
disoccupazione giovanile si è attestato intorno ad un drammatico 21%. In Italia, per i giovani compresi tra i 15 e i 24 anni, siamo ad una situazione ancora più preoccupante: il 29,2%, secondo stime provvisorie dell’Istat a ottobre 2011.
Un dato complessivo allarmante che ha spinto da subito la
Commissione europea a chiedere a tutti i soggetti impegnati l’appoggio dell’iniziativa “Opportunità per i giovani”, il cui scopo è prevenire l’abbandono scolastico, aiutare i giovani a sviluppare competenze più adatte al mercato del lavoro, garantirne esperienze professionali e di formazione. Ma è anche vero che gli Stati membri devono fare un miglior uso del
Fondo Sociale Europeo, dato che dispone ancora di 30 miliardi di euro destinati a finanziare nuovi progetti non assegnati. La Commissione stessa ha inoltre proposto iniziative finanziate direttamente dai fondi europei.
Per José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, l’approccio al problema deve avere tempi brevi: l’iniziativa vuole aiutare i
giovani europei ad integrarsi nella parte attiva della società europea, e per arrivarci occorre un lavoro. La riforma a lungo termine di tale mercato è una necessità evidente, ma ci vorrà tempo perché produca i risultati attesi.
Sulla stessa linea è anche
László Andor, Commissario responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione. I giovani rappresentano il futuro: è giusto dare loro una speranza e senza un intervento deciso a livello europeo e nazionale si rischia di lasciarli indietro con pesanti ricadute economiche e sociali. L’attuale tasso di disoccupazione giovanile, infatti, costa circa 2 miliardi di euro la settimana, cioè più dell’1% del Pil dell’Unione.
La Commissione interverrà principalmente
finanziando, anche se restano tantissimi i progetti attivati a sostegno della formazione e della occupazione. Vediamone qualcuno.
Finanzierà con
4 milioni di euro la realizzazione di un progetto “
garanzia per i giovani”, che assicuri entro quattro mesi dalla conclusione degli studi il loro impegno in studi di livello superiore, nel lavoro o nella formazione. Con 1,3 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo supporterà l’apprendistato per raggiungere un totale di 370.000 nuovi posti di apprendista, e con 3 milioni provenienti dall’assistenza tecnica per il Fondo Sociale Europeo finanzierà il sostegno a giovani che intendano avviare nuove imprese o imprese sociali.
Inoltre, interverrà con ampie risorse destinate alle aziende per attivare nel 2012 almeno 130.000 tirocini per i programmi
Erasmus e Leonardo da Vinci; finanzierà nel biennio 2012-2013 circa 5.000 giovani perché trovino lavoro in un altro Stato membro con l’iniziativa “Il tuo primo posto di lavoro Eures”; aumenterà le risorse destinate al Servizio Volontario Europeo per creare almeno 10.000
occasioni di volontariato nel 2012; presenterà un piano per tirocini di “alta qualità” nell’Unione Europea e finanzierà ulteriori 600 scambi nell’ambito del programma Erasmus per i “giovani imprenditori”.
Lo sforzo della Commissione sarà massimo nell’appoggiare gli Stati membri nel contrasto alla disoccupazione giovanile, sia con indirizzi operativi che con assistenza concreta. Un problema, quest’ultimo, divenuto prioritario nell’ambito della
strategia Europa 2020 e che gli Stati membri dovranno affrontare nel loro programma nazionale di riforma. Il prossimo appuntamento sarà ad aprile 2012, quando la Commissione - dopo aver analizzato i provvedimenti presi dagli Stati membri - riferirà alla riunione informale del Consiglio dei ministri del lavoro e degli affari sociali.