Cerca
Register   |  Login
Percorso di navigazione > Home > Notizie


26
Italia, la più LONGEVA d'Europa
Dal 1960 l'aspettativa di vita della popolazione europea e' salita di 8 anni e le proiezioni demografiche prevedono un ulteriore aumento di 5 anni nel corso dei prossimi 40.

E' la fotografia scattata dal Libro Bianco 2012 "La salute dell'anziano e l'invecchiamento in buona salute", un lavoro redatto dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma presentato in Senato.

Un'indagine che restringe il focus sull'Italia che, come prodotto della combinazione di una fecondità particolarmente bassa e una durata media di vita tra le più elevate, risulta essere (lo sarà ancor di più nel futuro), il Paese più vecchio d'Europa.

Anche nell'area Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), è l'Italia l'unico Stato ad aver già raggiunto quota 20% come proporzione di persone di 65 anni e oltre sulla popolazione totale e livelli inferiori al 25% della quota di popolazione under 25.

Alcuni dati
I cittadini tra i 65 e i 74 anni in Italia sono pari al 10,3% della popolazione, mentre gli ultra settantacinquenni superano il 10%. Dati con cui occorre fare i conti visto che l’ufficio statistico europeo ha stimato che in Europa, entro il 2060, ci saranno solo due persone in età lavorativa (15-64 anni) per ogni persona oltre 65 anni, rispetto al rapporto di 4 a 1 di oggi.
Attualmente, riguardo alla composizione per genere la quota di donne rappresenta, a livello nazionale, il 53,6% della popolazione di 65-74 anni ed il 62,3% della popolazione over 75 anni.

Secondo quanto emerge a livello territoriale, la regione caratterizzata da una elevata presenza di anziani e molto anziani è, ormai da tempo, la Liguria (rispettivamente, 13,0% e 13,9%). In Campania, invece, il processo d’invecchiamento della popolazione si trova in una fase meno avanzata.
Dal Libro Bianco si evince una forte tendenza all’invecchiamento della popolazione con uno sbilanciamento, nelle età più avanzate, a favore delle donne: anche l’aspettativa di vita è a vantaggio del genere femminile, ma il divario si sta riducendo a favore degli uomini.

Nel nostro Paese, il benessere degli anziani è ancora essenzialmente legato al contesto familiare in cui essi vivono, per cui la famiglia continua a svolgere una primaria azione di assistenza e cura, rappresentando l’elemento centrale per una qualità di vita accettabile; la maggiore concentrazione di anziani disabili si riscontra nel Meridione e nelle Isole.
Le persone sole di 65 anni ed oltre risultano molto o abbastanza soddisfatte delle relazioni familiari, tanto che in caso di necessità gli anziani reputano più probabile il poter contare sui propri familiari e, poi, sugli amici, sui vicini di casa, sui volontari e, infine, su altri soggetti piuttosto che fare ricorso all’Assistenza Domiciliare Integrata o all’Ospedalizzazione, cosa assai più frequente per i molto anziani.

Più di un anziano ogni quattro vive solo (trend in crescita) ed anche in questo caso si osserva un netto sbilanciamento verso il genere femminile. Questo divario può essere imputabile sia alla differenza di età fra i coniugi, che alla più elevata mortalità maschile, che rende le donne più a rischio di sperimentare l’evento vedovanza e di vivere sole per il resto della vita.
La presentazione del Libro Bianco 2012 è stata anche l’occasione per presentare il Decalogo “HEALTHY AGEING”: regole basate sulle prove di efficacia per invecchiare in salute. Queste raccomandazioni si rivolgono alla popolazione adulta e anziana per rendere la vecchiaia sinonimo di salute, secondo lo spirito dell’anno 2012 dedicato "all’invecchiamento attivo e alla solidarietà intergenerazionale” dall’Unione Europea.

“La situazione italiana, relativa alla popolazione anziana e molto anziana, evidenzia sia i progressi conseguiti nell’ambito dello stato di salute e della qualità dell’assistenza nel nostro Paese, sia le aree di intervento dove è necessario implementare e concentrare maggiormente l’attenzione per raggiungere livelli più soddisfacenti. Infatti, i dati analizzati mostrano un quadro complessivamente buono dello stato di salute degli anziani, ma sottolineano importanti differenze, oltre che a livello regionale, anche tra generi e classi di età, soprattutto per quanto riguarda gli stili di vita ed i comportamenti, così come l’accesso e l’utilizzo dei servizi.” Ha detto Walter Ricciardi, Direttore Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane.
Stampa






AREA RISERVATA 50&PIU' CARD
Sconti e agevolazioni su tutti i servizi riservati ai soci.

COMMUNITY
Accedi allo spazio di incontro, informazioni e proposte.
COLLEGAMENTI UTILI
Accedi alla pagina dedicata ai link di maggiore interesse.

In Primo piano

Invalidità civile 2020: i nuovi importi

Pochi euro per tutti: è la situazione che molti affrontano da tempo, sebbene i trattamenti siano calcolati sui redditi dei singoli


Spese detraibili: dal 1° gennaio è cambiato il metodo di pagamento


Olimpiadi invernali: vince il Trofeo la provincia di Massa Carrara

Secondo posto per la squadra provinciale di Bergamo e terzo per Lucca


Incontri 50&Più in Sardegna

La grande festa de soci 50&Più quest’anno si tiene a Geremeas (Ca) dal 30 maggio al 28 giugno


Archivio News


 Forse ti interessano
 anche notizie su...
LAVORO e PREVIDENZA
Assistenza e sanità, sicurezza, pensioni e contributi  (...)

 TEMPO LIBERO
Arte e cultura, viaggi e turismo, scienza e tecnologia (...)

 COSTUME e SOCIETA'
Eventi, salute e benessere, novità per gli over 50, anniversari  (...)

ECONOMIA e FINANZA
Fisco, consumi e tariffe, trasporti, energia e ambiente (...)


 
Per ogni informazione contatta.il nostro numero verde.
La telefonata è gratuita da tutta Italia.