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Non buttare, ma RICICLARE

Fino al 25 novembre è la Settimana Europea per la riduzione dei Rifiuti. Tutti coinvolti, nessuno escluso.

Cosa fare per ridurre i rifiuti? Quest'anno per la quarta edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (European Week for Waste Reduction –EWWR), fino al 25 novembre, sono state messe in campo ben 5.261 azioni validate. Il che la dice lunga su quanto ancora occorra lavorare per vivere in un mondo più pulito e meno sprecone.

La “Settimana” nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni, imprenditori e tutti i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea. In Italia il Comitato promotorie della settegiorni per la riduzione dei rifiuti è costituito dal Ministero dell'Ambiente, Federambiente, AICA, Provincia di Torino, Rifiuti 21 Network, Provincia di Roma, Legambiente ed Eco dalle Città.

Tra le tante iniziative e progetti messi in campo nel nostro paese ci sono quelle dei Comuni che hanno aderito all'appello dell’Associazione dei Comuni Virtuosi sottoscrivendo un documento messo a punto con Italia Nostra e Adiconsum. Lo slogan è Meno Rifiuti - Più Benessere in 10 mosse. Lo scopo è sollecitare la riduzione dei rifiuti a monte, ovvero a partire dalla produzione  e a seguire la distribuzione. 

Dieci mosse per sollecitare. Insieme ai promotori, circa 300 tra enti locali, associazioni nazionali e locali e singoli cittadini,  hanno concordato sulle dieci mosse da mettere in campo per ridurre l’impatto ambientale di imballaggi e articoli usa e getta; soluzioni che hanno permesso ad altri Paesi europei di raggiungere migliori tassi di riciclo e una minore produzione di imballaggi. Perché, in quanto a produzione pro capite di imballaggi, anche se il dato è di qualche anno fa, siamo al terzo posto in Europa!

Si può fare molto di più. Il Rapporto Banca dati sulla raccolta differenziata 2011 registra un calo del 1,88% dei rifiuti prodotti rispetto al 2010. Un piccolo dato positivo, ma in questo modo difficilmente riusciremo ad arrivare all’obiettivo nazionale del 65% di raccolta differenziata, conseguito e superato da altri Paesi europei, se l’aumento annuo si attesterà su percentuali così modeste. Come la percentuale di raccolta differenziata che, sempre secondo il Rapporto, è passata dal 33,26% del 2010 al 35,5 % del 2011.

Perché dobbiamo pensarci bene. In Europa, l’Italia occupa il 20° posto su 27 Stati membri rientrando tra quei 12 Paesi della classifica che hanno basse performance di gestione dei rifiuti. Ciò è dovuto a politiche deboli o inesistenti di prevenzione dei rifiuti, ad assenza di incentivi che evitino la messa in discarica, allo scarso sfruttamento del riciclaggio e all’inadeguatezza delle infrastrutture.

Il 50% è ancora troppo. Attualmente gettiamo in discarica quasi il 50% della produzione totale di rifiuti: circa 15 milioni di tonnellate in tutto. Inoltre, gran parte delle 255 discariche di rifiuti illegali non sono state ancora bonificate, come richiesto da una sentenza del 2007 della Corte di giustizia Europea: ora rischiamo di pagare una multa di 56 milioni di euro. Va ripensato il processo di produzione industriale, responsabile della quantità e qualità dei prodotti in commercio nel rispetto del principio della responsabilità del produttore. D’altronde, l’industria del riciclo è uno degli assi portanti della green economy capace di creare occupazione 10 volte di più rispetto allo smaltimento in discarica e all’incenerimento. Produrre in modo eco-compatibile porterebbe infatti benefici a cascata anche ai Comuni che entro la fine del 2012 non avranno raggiunto il 65% di raccolta differenziata e alle Regioni italiane che sono lontane dall’obiettivo del 50% di riciclo dei rifiuti.

Un mare di manifestazioni. Durante la Settimana Europea della raccolta differenziata si svolgeranno in tutta Italia tantissimi eventi, ma per un calendario più completo si può visitare il link www.comunivirtuosi.org. Ecco un assaggio:
a Viterbo il 22 novembre c’è La cena degli avanzi: siamo contro lo spreco alimentare!, perché le logiche di mercato della grande distribuzione ogni anno buttano migliaia di tonnellate di prodotti alimentari solo perché non conformi alle aspettative del “cliente tipo”, che richiede frutta e verdura con forme e colorazioni identiche tra loro.
Palermo invece, con Ridurre si può per il 23 novembre, si parlerà di riduzione dei rifiuti attraverso scelte di acquisto consapevoli e responsabili, con visite presso un ecopunto di prodotti detergenti sfusi per acquistare diminuendo i rifiuti plastici.
aLucca il 22 novembre, organizzato dal Comieco c’è un seminario su Riciclabilità degli imballaggi e dei prodotti a base cellulosica. Si parlerà di metodi innovativi come il metodo MC 501-11 che analizza il livello di riciclabilità di materiali cellulosici.
A Firenze, il Museo di Storia Naturale, ha prodotto La lunga vita di telefonini, palloni da calcio e DVD, tre pieghevoli sul ciclo vitale di telefoni cellulari, Cd e Dvd e palloni da calcio. Di ognuno è riportata la filiera di produzione, le materie prime usate, la vita utile, le vie dello smaltimento, la possibilità del riuso e riciclaggio.
Pino Torinese, in provincia di Torino, il 24 novembre c’è Laboratorio di riuso e trasformazione di oggetti e mobili usati, due laboratori per riflettere sul recupero di materiali ed oggetti usati: uno dedicato ai bambini che, con creatività e fantasia, potranno trasformare i “rifiuti” in nuovi giochi; l’altro, per un target adulto, consente di portare a nuova vita mobili vecchi o che non piacciono più restaurandoli o trasformandoli.

Le 10 mosse in breve
1) Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili.
2) Ridurre il peso degli imballaggi eliminando i doppi imballaggi e i componenti accessori superflui per mettere in commercio prodotti iperconcentrati o allo stato solido.
3) Sostituire o eliminare negli imballaggi i componenti che impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette sleeves, gli additivi, i coloranti e i composti esterni.
4) Ottimizzare l’impiego dei materiali e del design dei contenitori per un riciclo efficiente.
5) Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile).
6) Utilizzare ove possibile materiale riciclato per realizzare il packaging al posto di materia vergine.
7) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che comunichi in modo chiaro al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso.
8 ) Nei punti vendita della grande distribuzione favorire la nascita di circuiti a filiera breve raccolta-riciclo-riprodotto, anche con sistemi a cauzione.
9) Nei punti vendita della grande distribuzione eliminare l’imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l’ortofrutta introducendo soluzioni riutilizzabili.
10) Nei punti vendita della grande distribuzione spingere i consumatori al riuso di contenitori portati da casa e all’adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all’uso multiplo, unica strategia efficace per ridurre il consumo usa e getta.

Tutte le informazioni sulla Settimana e l'elenco completo delle azioni su www.menorifiuti.org.


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