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Meno soddisfazione più DIFFIDENZA

Tra gli italiani diminuisce la soddisfazione per la propria condizione di vita. Specie tra gli over 50.

Se non ci fossero la famiglia e l’amicizia gli italiani avrebbero ben poco di cui essere soddisfatti della propria vita nel suo complesso. E' il quadro che emerge dall'indagine Istat su Deprivazione e soddisfazione, aspetti di vita quotidiana secondo cui  "si riscontra una contrazione del livello di soddisfazione per la vita in generale, mentre aumenta per alcuni ambiti rilevanti della vita quotidiana, come le relazioni familiari e amicali”.

Alla domanda “Attualmente, quanto si ritiene soddisfatto della sua vita nel complesso?”, potendo indicare un voto da 0 a 10, in media, la popolazione di 14 anni e più esprime un voto pari a 6,8 (era 7,1 nel 2011). La fascia d’età più soddisfatta va dai 14 ai 17 anni con un punteggio di 7,5 che diminuisce con l’andare avanti negli anni attestandosi a un 6,4 degli ultracinquantenni. Tra gli over 50 maschi i più soddisfatti sono coloro che hanno un’età tra i 60 e i 64 anni, il voto medio è di 6,9, mentre dopo i 75 anni scende a 6,7. Per le donne invece risulta più soddisfatta la fascia d’età  tra i 45 e i 54 anni con un punteggio di 6,7, e scende a 6,3 dopo i 75 anni.

Più in generale, prendendo in considerazione tutte le fasce d’età, rispetto al passato aumentano i divari territoriali e sociali nella diffusione del benessere soggettivo. La flessione è più intensa tra gli strati sociali e nei territori che già facevano rilevare livelli più bassi della soddisfazione per la vita nel complesso.

Il 40,5% delle famiglie giudica la propria situazione economica sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente, mentre cresce dal 43,7% al 55,8% la quota di famiglie che dichiara un peggioramento della propria situazione economica.

La percezione delle famiglie è, comunque, molto diversificata rispetto alla propria condizione lavorativa. Dichiarano un peggioramento della propria situazione economica chi ha un lavoro autonomo (58,8%), operaio (56,9%) e in cerca di occupazione (73,4%).

Meno fiducia verso il prossimo. Il 78,1% delle persone pensa, infatti, che “bisogna stare molto attenti” nei confronti degli altri, mentre il 20,0% è orientato ad un atteggiamento di fiducia e l’1,9% non esprime un opinione al riguardo. L’atteggiamento di fiducia verso gli altri peggiora rispetto al 2011, anno in cui la quota di diffidenti era pari al 76,8% . Le donne sono più diffidenti degli uomini: il 79,7% di esse esprime un’opinione improntata ad un atteggiamento di cautela, rispetto al 76,4% degli uomini. La fascia d’età che su tutte esprime maggiore diffidenza è quella degli over 75: ’83,6% degli uomini e l’84,1 delle donne. La diffidenza tende ad aumentare dopo i 50 anni.

Più in generale, prendendo in considerazione tutte le fasce d’età, rispetto al passato aumentano i divari territoriali e sociali nella diffusione del benessere soggettivo. La flessione è più intensa tra gli strati sociali e nei territori che già facevano rilevare livelli più bassi della soddisfazione per la vita nel complesso.

Il 40,5% delle famiglie giudica la propria situazione economica sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente, mentre cresce dal 43,7% al 55,8% la quota di famiglie che dichiara un peggioramento della propria situazione economica.

La percezione delle famiglie è, comunque, molto diversificata rispetto alla propria condizione lavorativa. Dichiarano un peggioramento della propria situazione economica in misura superiore quelle hanno un lavoro in proprio (58,8%), operaio (56,9%) e in cerca di occupazione (73,4%).

Secondo l'indagine, nel 2012 sono aumentate le famiglie che dichiarano di non poter sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 33,3% al 38,4%), di non potersi permettere una settimana di ferie all'anno (dal 39,8% al 46,5%) o, se lo desiderassero, un pasto con carne o pesce ogni due giorni (dal 6,7% al 12,3%), nonché quella di chi non può permettersi di riscaldare adeguatamente l'abitazione (dal 11,2% al 17,9%). In compenso, il 91% degli intervistati si dichiara soddisfatto per le relazioni familiari (il 36,8% lo è molto): per le relazioni amicali tale quota è pari all'84,0%, con il 26,6% di molto soddisfatti.

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