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Per gli ESODATI si riapre la platea

Si riparte dalla Commissione Bilancio della Camera. La strada però è ancora in salita per una soluzione definitiva.

Venerdì sera è stato depositato alla Commissione Bilancio della Camera un nuovo emendamento alla Legge di stabilità per garantire il diritto alla pensione a quei lavoratori che hanno sottoscritto accordi di incentivo all'esodo e che per effetto della riforma previdenziale si trovano senza pensione e senza lavoro.

La platea dei lavoratori salvaguardati dalla riforma previdenziale compresi nel nuovo emendamento riguarda coloro che avrebbero maturato il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2014. Sarà questa la volta giusta?

La strada sembrerebbe ancora in salita, visto che nel giro di poche ore dalla presentazione del nuovo emendamento, la Ragioneria dello Stato ha fatto sapere che vista l'estensione della platea la copertura non è più sufficiente. Inoltre, c'è anche un precedente: la bocciatura della scorsa settimana della Commissione  Bilancio della Camera  all'emendamento già approvato dalla Commissione Lavoro. Motivo? Copertura finanziaria insufficiente.

Con l'emendamento presentato venerdì sera il nodo degli esodati era stato dato per sciolto dal relatore alla Legge di Stabilità Pier Paolo Beretta.  Questa la sua dichiarazione riportata dall'Agenzia Adnkronos: "Con l'emendamento che abbiamo depositato, il nodo degli esodati viene risolto non solo con i 100 milioni già previsti, ma anche con i risparmi che si potranno ricavare dai 9 miliardi già stanziati per la platea dei primi 120mila salvaguardati. Viene così offerta finalmente una copertura ampia e risolutiva per l'arco di tempo di competenza della Legge di Stabilità al delicato problema degli esodati''. I relatori, afferma Baretta, si sono assunti la ''responsabilità di chiudere una fase di discussione e di avviare finalmente la fase legislativa. Mi auguro, naturalmente, che la Camera e il governo condividano il testo".

I punti dell'accordo
La proposta di modifica prevede che le norme che tutelano gli attuali esodati vengano estese anche ai lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento dopo il 31 dicembre del 2011 nei seguenti casi: ''Se il rapporto di lavoro è cessato entro il 30 settembre del 2012 e i lavoratori sono stati collocati in mobilità ordinaria o in deroga in seguito di accordi governati o non governati, stipulati entro il 31 dicembre 2011 e che abbiamo perfezionato i requisiti utili al trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014''.

Sono inoltre interessati dalla norma coloro che sono ''autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto qualsiasi attività, non riconducibile alla prosecuzione volontaria a condizione che: abbiano conseguito un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a 7.500 euro; perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014; ai lavoratori licenziati, entro il 31 dicembre 2011, anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale nonché di cessazione dell'attività dell'impresa, purché privi di occupazione e che maturino il diritto alla pensione sulla base delle previgenti regole entro i successivi 24 mesi''.

Il monitoragio dell'Inps e del Governo
Le disposizioni della norma dovranno essere definite con decreto del ministero del Lavoro, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di stabilità. L'emendamento stabilisce inoltre che l'Inps dovrà provvedere al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dagli interessati. Entro il 30 settembre del 2013 il governo, sulla base dei dati forniti dall'Inps, ''provvede a monitorare gli esiti dell'attuazione, anche in termini di finanziamenti''.

Le risorse mancanti
Se le risorse non saranno sufficienti
entro i successivi 30 giorni, con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro del Lavoro e con il ministro dell'Economia, ''si provvede a individuare le necessarie risorse aggiuntive, a tal fine rimodulando nella misura necessaria l'indice di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo più elevato'', indicati nello stesso decreto. Ogni sei mesi il governo dovrà verificare con le parti sociali la situazione degli esodati, al fine di ''individuare idonee misure di tutela, ivi compresi gli strumenti delle politiche attive del lavoro utilizzate in applicazione'' della norme vigenti in materia di salvaguardia.

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