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ONU: 2050 più anziani che bambini
Tra meno di 40 anni gli anziani saranno il 30% della popolazione mondiale, in Italia il 38,4%.

Sembra un tempo ancora lontano, ma in realtà tra meno di quarant’anni nel mondo ci saranno più anziani che bambini. Sono le previsioni di un rapporto delle Nazioni Unite intitolato "Ageing in the Twenty-First Century" e presentato ieri a New Delhi in occasione della Giornata internazionale dell'anziano.

Secondo gli esperti del Fondo della Popolazione delle Nazioni Unite (Unfpa) l'invecchiamento della popolazione mondiale, reso possibile dall'allungamento della vita, "è un fenomeno che non si può più ignorare" per le sue ripercussioni dal punto di vista della salute pubblica e anche dell'economia.

Attualmente l'11,5% del pianeta (810 milioni di persone) ha più di 60 anni. Tra dieci anni saranno un miliardo e tra nel 2050 saranno  due miliardi. Gli anziani rappresenteranno il 30% degli abitanti in 64 Paesi del mondo, come oggi accade in Giappone.  

Anche i due giganti mondiali, India e Cina, dovranno presto fare i conti con una società dai capelli grigi. In Cina il trend è già allarmante a causa della politica del figlio unico che ha rallentato la crescita demografica. L'India però perderà presto il suo "vantaggio demografico" sul suo rivale asiatico. Il rapporto calcola che il numero di centenari nei due Paesi sarà simile nel 2050, mentre gli ultrasessantenni indiani saliranno al 19% rispetto all'8% di oggi.

In Italia, attualmente, la fascia di persone di età superiore ai sessant'anni rappresenta il 27% dei cittadini, percentuale che salirà al 38,4% nel 2050.

"Il numero delle persone anziane sta crescendo più rapidamente di qualsiasi altro gruppo di età'", si legge nel dossier. "La gente di tutto il mondo deve invecchiare con dignità, e vedere garantita la piena realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali", ha spiegato il direttore dell'Unfpa Babatunde Osotimehin, aggiungendo che "l'invecchiamento non è un processo che inizia a 60 anni, ma sono i giovani di oggi che faranno parte dei due miliardi di anziani di domani".

Osotimehin ha sottolineato che sicuramente sono stati compiuti importanti progressi in materia: nell'ultimo decennio per esempio, cento Paesi hanno adottato nuove norme sulle pensioni per gli anziani più poveri. "Ma rimane ancora molto da fare", ha detto, ribadendo che c'è bisogno di una leadership politica "coraggiosa" per gestire al meglio questo aspetto.
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