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La PENSIONE degli italiani all'ESTERO
Sono oltre 4 milioni, di cui quasi la metà (il 47,9%) donne. In 800mila contano più di 65 primavere sulle spalle, mentre altrettanti sono coloro che hanno un’età compresa tra i 50 e i 64 anni. Il 15% risiede in Germania, e oltre il 14% proviene dal Meridione, soprattutto dalla Sicilia, dalla Puglia e dalla Campania.

di Giovana Vecchiotti, Direttore responsabile rivista 50&Più - Tratto dal numero di settembre

E' il ritratto dei nostri concittadini che a tutt’oggi vivono all’estero, tratteggiato dal Rapporto Italiani nel Mondo 2012, stilato dalla fondazione migrantes. Giovani e meno giovani, uomini e donne uniti da un progetto comune: trovare al di fuori dei confini italiani una nuova opportunità. Di lavoro, di cultura, di vita. Tanti i connazionali “cittadini del mondo”, ma tantissimi anche coloro che in italia sono tornati e che troppo spesso non sanno di aver maturato il diritto ad avere una pensione per aver lavorato in un Paese straniero.

Per meglio conoscere i propri diritti in materia previdenziale, quale sia l’iter da seguire per ottenere la pensione maturata all’estero, e quali i giusti interlocutori con cui rapportarsi, abbiamo sentito il parere del dottor Raimund Spies, dirigente del Drv Schwaben, il più grande dei quattro uffici di collegamento sul versante previdenziale dell’Italia con la Germania, uno degli Stati verso il quale, storicamente, il flusso migratorio è sempre stato altissimo.

Cos’è la Deutsche Rentenversicherung Schwaben e quali sono le sue competenze? È uno dei tre istituti previdenziali tedeschi, e si occupa, in modo particolare, delle pensioni di coloro che hanno lavorato in Germania, anche se sono rientrati nel Paese d’origine. Ecco, due terzi del nostro lavoro è proprio questo: fungere da collegamento tra l’Italia, il Marocco, la Tunisia, Malta e la Germania, anche se il 90% delle pratiche svolte dai nostri operatori è verso l’Italia. Verifichiamo la posizione previdenziale dei lavoratori ed eroghiamo la prestazione pensionistica. Abbiamo un ufficio studi specializzato in questioni riguardanti il lavoro e che svolge la propria attività a favore di tutta la Germania. Non ci occupiamo solo di pensioni ma anche di sanità. Esiste, infatti, un settore dedicato a quei lavoratori che hanno bisogno di assistenza e di riabilitazione, e per questo abbiamo quattro case di cura che si trovano nella zona delle Alpi. Chi abita nella nostra regione e ha avuto problemi di salute, può presentare domanda di assistenza per poter essere reintrodotto nel mondo del lavoro. Viene visitato dai nostri medici che lo inseriscono in un programma riabilitativo; non sono cure termali, ma il lavoratore viene assistito sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Quanti sono i vostri operatori e quali le loro funzioni? Attualmente abbiamo oltre 800 impiegati; di questi 60 sono ragazzi che si stanno formando. Per il collegamento con l’Italia sono 250 le persone a disposizione e 4-5 traduttori bilingue che traducono in tedesco tutta la documentazione proveniente dal vostro Paese. In sostanza ci sono 15 team che lavorano per l’Italia. Naturalmente abbiamo anche i medici che si occupano delle perizie dei lavoratori che necessitano cure, di cui parlavamo poc’anzi.

Quanti sono i nostri connazionali che attualmente lavorano in Germania? Ufficialmente quelli che lavorano e pagano i contributi sono 180mila. Fino al 1971 gli italiani arrivati in Germania erano 170mila; negli anni successivi se ne sono aggiunti altri 100mila. Negli Anni ‘90 il flusso migratorio ha subito un calo, attestandosi a 30mila migranti. Attualmente sono 20mila gli italiani arrivati qui. Altrettanti sono quelli tornati in Italia.

Sono molte le domande di pensione presentate dai nostri connazionali? Abbiamo 30mila domande all’anno che arrivano dall’Italia. E, attualmente, sono in pagamento 300mila pensioni ogni mese. In totale mandiamo in Italia quasi un miliardo di euro ogni anno. Però ci sono anche tanti italiani che percepiscono la pensione e sono ancora residenti in Germania... Sì, anche se oggi sono molti di meno rispetto al passato, perché la maggior parte è rientrata in Italia. E, comunque, ritengo che il 20% degli italiani che presenta la domanda di pensione qui in Germania dopo averla ricevuta, torna nel proprio Paese.

Nei prossimi anni questi dati subiranno delle variazioni? Le domande di pensione dovrebbero essere in aumento per i prossimi 3-4 anni. Poi ci dovrebbe essere una situazione abbastanza stabile fino al 2020 (che vuol dire sempre più di 30mila domande), e dal 2020 in poi un forte calo.

Qual è l’iter che un lavoratore italiano deve seguire per richiedere la pensione presso di voi? Se l’interessato risiede in Italia, può presentare la domanda all’Inps che a sua volta l’inoltrerà per via telematica al nostro ufficio in modo tale che possiamo calcolare l’importo della pensione spettante. In alternativa il lavoratore può rivolgersi ad un Patronato che gratuitamente compilerà la domanda di pensione e la invierà all’Inps.

In questa prima fase l’intervento dei Patronati è importantissimo, soprattutto quando viene richiesto di riempire moduli contenenti dati desunti dalla dichiarazione dei redditi. I loro operatori, infatti, sono in grado di compilarli e di verificare che la documentazione da produrre sia completa, evitando così ritardi nell’erogazione della pensione. La stessa procedura va seguita quando c’è da verificare la propria posizione previdenziale e l’estratto contributivo. In questo modo noi possiamo essere veloci ed erogare la pensione nel più breve tempo possibile.

Come intendete informare i cittadini che hanno lavorato in Germania sull’iter per la domanda di pensione? Ogni anno con l’Inps organizziamo in molte città italiane delle “giornate di informazione previdenziale”, a cui possono partecipare sia gli addetti ai lavori che i cittadini che devono presentare domanda di pensione. A volte molti lavoratori non sospettano neppure di aver maturato un diritto alla pensione. Aspettiamo proprio loro.

Per saperne di più:
50&Più Enasco Germania:
Responsabile Alfredo Di Cesare - Lindwurmstrasse 38 d - 80337, 38 - 80337 Monaco di Baviera
tel.: 00498974640814
fax: 00498974640805.




Il Patronato 50&Più Enasco, presente con le sue sedi su tutto il territorio nazionale, garantisce, gratuitamente, assistenza in campo previdenziale, assicurativo e burocratico ai connazionali emigrati, grazie ad una intensa collaborazione con i consolati italiani all’estero.
 

 

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