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ESODATI: la “sospirata” lettera
E' quella inviata dall'Inps ai “salvaguardati” dalla riforma pensionistica. E chi non l'ha ricevuta?

di Rosaria Bendia, 50&Più


Siamo ormai prossimi al 21 settembre, data entro la quale le Sedi dell’Inps dovranno aver compiuto l’accertamento dei requisiti per l’accesso alla pensione da parte dei lavoratori cosiddetti “salvaguardati”.

Il problema è nato con la riforma previdenziale Monti-Fornero, dello scorso anno, che ha radicalmente innovato le regole di uscita dal mondo del lavoro, lasciando “appesi” e con il rischio di trovarsi senza alcuna copertura reddituale, un considerevole numero di lavoratori. Si tratta di lavoratori, che ormai prossimi al pensionamento hanno accettato esodi incentivanti, lavoratori in mobilità, in esubero, titolari di prestazione straordinaria a carico di fondi di settore, prosecutori volontari, lavoratori in congedo parentale per assistere i figli disabili.  

La norma di salvaguardia, contenuta nella stessa legge di riforma, ha evidentemente come finalità primaria quella di garantire il pensionamento con le “vecchie” regole a tali lavoratori. Stabilite, quindi, le categorie di lavoratori da tutelare bisognava individuarne il numero.
Abbiamo appreso dai media quante e quali polemiche siano sorte proprio a proposito della quantificazione dei soggetti da salvaguardare, infine, il decreto interministeriale del Lavoro e dell’Economia, emanato  lo sorso giugno, ha fissato in 65.000 unità il numero di tali lavoratori, numero  ampliato ad ulteriori 55mila soggetti, per i quali bisognerà attendere il relativo decreto di attuazione previsto per il prossimo mese di ottobre.

Nel frattempo, l’Inps ha inviato ai primi 65 mila lavoratori individuati dal decreto interministeriale una lettera con l’invito a prendere visione della propria posizione contributiva per accertare che i periodi contributivi non contengano inesattezze ed ha attivato uno “sportello”, al quale accedere per ottenerne consulenza.

Anche gli Enti di Patronato sono stati coinvolti nell’operazione avviata dall’Istituto allo scopo di assistere tali lavoratori nel controllo del proprio estratto conto individuale e nella segnalazione all’Ente previdenziale di eventuali anomalie presenti nello stesso.

E’ di tutta evidenza che il compito del Patronato non si esaurisce con la sola verifica delle posizioni assicurative. Infatti, dal momento che il decreto interministeriale di giugno ha  fissato i requisiti  per l’accesso alla salvaguardia, tale compito comprenderà anche la valutazione della sussistenza di tutte le condizioni previste.

Ovviamente le complicazioni potranno insorgere nei confronti dei lavoratori che non hanno ricevuto  la lettera dell’Inps e che si rivolgono agli Enti di Patronato per essere rassicurati sulla possibilità di poter usufruire della salvaguardia.

In sostanza la ricezione della lettera dell’Istituto è già di per sé una garanzia, mentre la sua mancata ricezione, lascia nel lavoratore un alto senso di incertezza che il Patronato è chiamato a  sciogliere sia in senso positivo che negativo.  

A complicare la faccenda va detto che non tutti i possibili “salvaguardati”, hanno ricevuto la “sospirata” lettera. Non è stata inviata ai lavoratori licenziati a seguito di accordi individuali, a quelli in esonero della Pubblica Amministrazione e delle Poste. Inoltre, alcune categorie di “salvaguardati” sono tenuti a presentare entro il 21 novembre p.v. le domande per l’accesso al beneficio della salvaguardia alle Direzioni Territoriali del Lavoro (DTL). Si tratta in questo caso di lavoratori esonerati dal servizio, in congedo per assistere i figli con disabilità grave, con rapporto di lavoro cessato a seguito di accordi individuali, con rapporto di lavoro cessato in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo.

L’assistenza degli Enti di Patronato ai lavoratori prosegue, quindi, nel seguire la presentazione delle domande alle DTL e soprattutto nel verificare che le richieste siano corredate della documentazione necessaria.

Entro il 21 settembre prossimo l’Inps dovrebbe aver esaurito la fase di accertamento e dovrebbe cominciare ad inviare  le “certificazioni del diritto alla salvaguardia, il condizionale è d’obbligo in una situazione così altamente farraginosa.
 
Il Patronato 50&Più Enasco, presente con le sue sedi su tutto il territorio nazionale, è a completa disposizione gratuitamente per la verifica dei requisiti per l'accesso alla salvaguardia e l'invio delle domande alle Direzioni Territoriali del Lavoro.
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