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Spese FISSE più pesanti
Confcommercio: l’aumento negli ultimi 20 anni è passato dal 32,3 al 39,5% sul totale dei consumi.

La spesa delle famiglie destinata ai consumi obbligati (bollette, affitti, servizi bancari e assicurativi, carburanti, spese sanitarie, trasporti, eccetera) è aumentata di oltre 7 punti percentuali passando dal 32,3% sul totale dei consumi del 1992 al 39,5% del 2011. E' il dato più significativo che emerge da un'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio sull'evoluzione e l'incidenza negli ultimi due decenni delle spese obbligate sui consumi delle famiglie.

Tra le spese fisse, è l'abitazione ad assorbire - tra affitto, manutenzione ed utenze - le maggiori quote di consumo (quasi il 23% contro il 17% del 1992); nello stesso periodo la quota di consumi "liberi" delle famiglie - quelli cioè per beni e servizi commercializzabili - si è ridotta passando dal 67,7% al 60,5%.

All'interno del solo comparto dei beni, i cui consumi sono diminuiti nel complesso di oltre 10 punti percentuali, la spesa per alimentari e bevande si è progressivamente ridimensionata passando dal 19,5% al 15,1%. Determinanti, in questo quadro, le dinamiche dei prezzi che, per i beni e i servizi obbligati, risultano più che raddoppiati nel periodo considerato a fronte di un aumento molto più contenuto dei beni e servizi liberi: dal 2010 al 2012, l'aumento del prezzo dei carburanti (mediamente 46 centesimi al litro) ha sottratto risorse per altri consumi pari ad oltre 6 miliardi di euro l'anno.

Negli ultimi tre anni, si legge nella ricerca, l'aumento del prezzo di benzina e gasolio è dovuto per la gran parte (56%) alla ''mano pesante'' del fisco che ha portato l'accisa dai 564 euro per 1000 litri di inizio 2009 a 725 euro per 1000 litri di agosto 2012. Un aumento, ha spiegato il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella ''totalmente indipendente dall'andamento dei prezzi internazionali'' e sul quale si deve aggiungere anche l'Iva. Il risultato è che il peso dell'accisa e dell'Iva sull'accisa per un litro di benzina (al netto dell'Iva complessiva) è passato da circa 67 centesimi di gennaio 2011 a 87,8 centesimi del mese scorso.

Tra i servizi pubblici, i maggiori aumenti si registrano per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (+80% dal 1996 al 2011) e per i servizi di trasporto (+65% circa). Dalla ricerca emerge anche che gli over 65 che vivono da soli destinano ai "consumi di base" - cioè spese fisse più quelle per l'alimentazione domestica - quasi l'80% del totale, mentre le famiglie numerose, con tre o più figli, sono quelle che spendono di più per assicurazioni e trasporti (il 10,4%, un quarto del totale dei propri consumi obbligati).
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