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Lampadine a INCANDESCENZA
Dal 1° settembre scatta il divieto di vendita per le ultime lampadine con filamento da 25 a 40 watt

All’inizio era un filamento a carbone che bruciava per poche ore. Poi, il filamento interno delle lampadine, a forza di tentativi, divenne di tungsteno, un materiale molto più resistente e che garantiva una vita più lunga e una migliore illuminazione. Ma una cosa è certa: la lampadina come l’automobile, il telegrafo e il telefono, è stata una di quelle invenzioni che hanno radicalmente cambiato il mondo e la qualità della nostra vita.

La magia di un tempo. E anche se oggi guardiamo con disinvoltura a tutte le nuove tecnologie studiate per illuminare meglio e consumare sempre meno (lampade a Led e a basso consumo, solo per citarne alcune), per un momento sforziamoci di immaginare la “magia” che portava una lampadina nelle case delle persone comuni, negli uffici, nei luoghi di lavoro, nelle strade, nelle città dalle insegne luminose e, quindi, anche nel commercio.

La direttiva europea “Energy Using Products”. Come tutte le cose anche le tecnologie - soprattutto le tecnologie - hanno un inizio e una fine. All’improvviso qualcosa le supera, se poi ci si mette anche la “fame” di energia della società contemporanea e la ricerca di sistemi sempre più efficienti, il gioco è fatto. Così dal 1°settembre è scattato il divieto di vendita per le ultime lampadine a filamento “superstiti”, quelle tra i 25 e i 40 watt. Realizzato per il risparmio energetico e la lotta ai cambiamenti climatici, il divieto era già iniziato nel 2009 per le lampadine di potenza superiore ai 100 watt, in base alla direttiva europea Energy Using Products 2005/32/EC. Dal Primo settembre 2016, le prossime “vittime” saranno le lampade alogene a bassa efficienza.

Gioie e dolori delle vecchie lampadine. Le lampadine ad incandescenza hanno un’efficienza luminosa alquanto modesta (circa 10-15 lumen/watt) e una durata di circa 1.000 ore. Ma in compenso possono fornire istantaneamente luce e, anche se spente, si riaccendono subito, a differenza delle loro “nipoti” a basso consumo. Con il tempo fanno sempre meno luce, consumando tuttavia la stessa quantità di energia: un’illuminazione in perdita, quindi. Il tungsteno, infatti, evapora dal filamento depositandosi sulle pareti interne dei bulbi sotto forma di strato scuro. C’è da dire poi che trasformano in luce solo il 5/10% circa dell’energia che consumano, mentre il resto viene disperso sotto forma di calore.

Quanto si risparmierebbe
. Secondo la Commissione europea la direttiva porterebbe a risparmiare tanta energia quanto quella consumata da 11 milioni di famiglie ogni anno, riducendo le emissioni di CO2 di 15 milioni di tonnellate l’anno. Le lampadine a incandescenza, infatti, consumano molto di più rispetto alle fluorescenti compatte, alle alogene a basso consumo di energia ed ai diodi a emissione luminosa (Led). Le lampadine fluorescenti, ad oggi le più efficienti sul mercato, usano il 65/80% di energia in meno rispetto a quelle tradizionali: è vero, costano di più, ma nel tempo sono più economiche perché consumano meno e durano più a lungo. Grazie a queste, ogni famiglia può risparmiare sulla bolletta almeno 50 euro all’anno, secondo le stime dell’Unione.

La “vendetta” delle lampadine a filamento.
È stato il canto del cigno: per un momento nel 2009 si pensò che un nuovo procedimento potesse ridare vita alle vecchie lampadine a filamento, proprio mentre cominciava la messa al bando. All’Università di Rochester, negli Stati Uniti, una nuova scoperta dei laboratori di fisica, sembrò riabilitarle. Un gruppo di ricercatori, specializzati in ottica fisica, puntò sul filamento di una lampadina un nuovo tipo di laser, notando che il tratto colpito emetteva molta più luce senza che la lampada assorbisse più energia. In pratica, il laser aveva variato la struttura del tungsteno, riorganizzandola e aumentandone il rendimento luminoso. In questo modo, i filamenti delle lampade a incandescenza da 60 watt potevano emettere una luce equivalente a 100 watt, senza richiedere maggiore energia.
Per un attimo, ma solo per un attimo, le vecchie lampadine si erano riprese il posto d’onore, anche se - a ben pensarci - restavano molto più economiche quelle fluorescenti.
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