Cerca
Registrazione   |  Login
Percorso di navigazione > Home > Notizie


27
Intervista esclusiva a PINA MAISANO
Luglio e agosto sono mesi carichi del ricordo delle vittime della mafia: da Falcone e Borsellino passando per Boris Giuliano sino a Libero Grassi. Quest'ultimo, da imprenditore, si rifiutò di pagare il pizzo alla mafia, pagando con la vita il proprio coraggio. La testimonianza della moglie Pina Maisano.

Intervista tratta dalla rivista 50&Più


di Daniela Florida

Sfoglia l'anteprima della rivista
clicca qui per sfogliare l'anteprima della rivista
Pina Maisano, vedova di Libero Grassi, è piccola, minuta, elegantissima con i suoi occhiali bianchi su un viso dorato dal sole. Il 23 maggio, a Palermo, in Aula Bunker all’Ucciardone, è fra le “autorità” intervenute per il  ventennale della strage di Capaci.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino cosa hanno in comune con Libero?

Innanzitutto il rispetto per il loro lavoro che hanno continuato a svolgere con senso di libertà e di civismo, cosa che purtroppo non sempre si riscontra in altri personaggi. Poi la libertà di pensiero e il vivere nella legalità. Quelle che io chiamo le tre “elle” - lavoro, libertà e legalità - che sintetizzano i valori fondamentali di Libero, il suo modo di vivere, che poi è anche il mio.

Quindi la denuncia come testimonianza di libertà? Certo, il fatto di non essersi piegato, di aver denunciato pubblicamente - forse per primo - è stato il modo di dimostrare rispetto per il suo lavoro e per quello di chi lavorava con lui. Falcone, Borsellino, Libero facevano il loro mestiere. Non hanno avuto bisogno di costruirsi una personalità civile al di fuori della loro professione, ma attraverso queste hanno dato una testimonianza etica (questo è il significato che io do alla parola “politica”, etica della polis, della collettività).

Oggi dedichi molto del tuo tempo e delle tue energie a portare questa testimonianza ai  giovani e agli studenti, partecipando ad iniziative come il “Premio Libero Grassi“, a incontri e dibattiti. Che riscontro hai da questa attività?

Gli studenti sono recettivi se hanno buoni insegnanti. Spesso sono proprio i più piccoli a dimostrarsi più interessati, perché sono ancora “vergini”. Se sono stati preparati dagli insegnanti, se sono stati stimolati ad elaborare un pensiero autonomo, non si appiattiscono, altrimenti diventano portatori sani - o non tanto sani - del pensiero dominante, dei messaggi - superficiali - che passano in televisione. È inutile portarli dove hanno ammazzato Mario Francese o Borsellino se non c’è stato un lavoro di preparazione perché quegli episodi sono lontani, non li hanno vissuti in prima persona, ossia in “diretta”.

Far conoscere il passato per far riflettere, per stimolare le coscienze individuali...
Certamente. La storia di ieri influenza la storia di domani. Basti pensare alla politica, della quale io ho un’alta considerazione perché chi la esercita, chi ricopre un incarico pubblico, deve considerarla un servizio da rendere alla collettività e non un mestiere da cui ricavare un profitto, un tornaconto personale. Per questo non mi piace l’espressione entrare in politica, la detesto, come detesto i “politicanti”.

Ogni anno nel giorno della ricorrenza dell’assassinio di Libero, in via Alfieri, tua figlia Alice attacca un manifesto dove c’è scritto: «Il 29 agosto 1991 qui è stato assassinato Libero Grassi, imprenditore, uomo coraggioso ucciso dalla mafia e dall’omertà dell’associazione industriali, dall’indifferenza dei partiti, dall’assenza dello Stato». A distanza di venti anni la cosiddetta società civile, il  mondo imprenditoriale, come sono cambiati?
Allora il presidente degli industriali, proprio dopo la denuncia di  Libero, dichiarò che non gli risultava che fra i suoi associati ci fosse chi pagava il pizzo, che il fenomeno delle estorsioni non esisteva. Le cose ora sembrerebbero essere cambiate. Oggi le associazioni imprenditoriali (Confindustria e Confcommercio, ndr) espellono chi paga il pizzo. È un salto di qualità notevole che dimostra  come queste battaglie, che sono costate la vita a tante persone, siano servite. C’è una maggiore  consapevolezza, ma nella classe politica rimane anche riuna buona dose di ipocrisia.

Dal libro che hai scritto a quattro mani con Chiara Caprì - Libero, l’imprenditore che non si piegò al pizzo (Alberto Castelvecchi Editore Srl) - emerge lo spaccato di una famiglia molto unita ma nella quale non mancava mai il confronto. Come è  stata vissuta la scelta di Libero di rendere pubblica la sua situazione? Prevaleva la preoccupazione o la volontà  di sostenerlo nella sua battaglia?
Prevaleva il sostegno, anche se la preoccupazione c’era soprattutto  per i figli. Ma i miei figli erano abbastanza forti. Loro avevano già fatto le loro battaglie negli anni Ottanta. Erano  stati sulle barricate. Perché il compito dei giovani è di essere ribelli. Quando sei giovane non hai  responsabilità, quindi puoi e devi permettertelo perché se non ti piace quello che ti sta intorno, senti che puoi  fare di meglio. E la ribellione, allora, è sacrosanta.

Un messaggio che in famiglia sembra essere condiviso.  Alice ha voluto al suo fianco il figlio, tuo nipote, per consegnare la targa agli studenti vincitori del Premio dedicato a “nonno” Libero. È un passaggio di testimone?

Mio nipote ha imparato a leggere quando scendendo  di casa con la mamma si fermava davanti al manifesto scritto a mano in via Alfieri, cominciando a compitare  quello che aveva scritto Alice. È vissuto in una famiglia in cui si è sempre parlato di tutto e questi argomenti  sono stati il pane quotidiano. D’altronde i ragazzi recepiscono quello che succede in famiglia, assorbono se  non sono tenuti nella bambagia, perché hanno bisogno di capire e conoscere per poi decidere se partecipare o non partecipare.

Per saperne di più:
www.solidariaweb.org/

Stampa






AREA RISERVATA 50&PIU' CARD
Sconti e agevolazioni su tutti i servizi riservati ai soci.

COMMUNITY
Accedi allo spazio di incontro, informazioni e proposte.
COLLEGAMENTI UTILI
Accedi alla pagina dedicata ai link di maggiore interesse.

In Primo piano

Il nuovo portale dell'associazione 50&Più

Un sito moderno, dinamico, ricco di informazioni. Si chiama Spazio50 ed è aperto a tutti gli over 50


Natale e Capodanno Insieme

Con 50&Più per trascorrere in compagnia il periodo più festoso dell’anno. Ecco le mete proposte


Pensionati, l’Inps ha avviato la verifica dei redditi 2018-2017

Sono coinvolti oltre 7 milioni di pensionati destinatari delle prestazioni legate al reddito


Italia in... Canto, a Roma le semifinali aspettando Sanremo

Saranno in 50 a contendersi la partecipazione alla finale che si terrà il 16 maggio 2020 al Teatro Ariston di Sanremo


Archivio News


 Forse ti interessano
 anche notizie su...
LAVORO e PREVIDENZA
Assistenza e sanità, sicurezza, pensioni e contributi  (...)

 TEMPO LIBERO
Arte e cultura, viaggi e turismo, scienza e tecnologia (...)

 COSTUME e SOCIETA'
Eventi, salute e benessere, novità per gli over 50, anniversari  (...)

ECONOMIA e FINANZA
Fisco, consumi e tariffe, trasporti, energia e ambiente (...)


 
Per ogni informazione contatta.il nostro numero verde.
La telefonata è gratuita da tutta Italia.