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RC AUTO: prezzo in aumento
Nel 2012 il costo è salito del 2,1%. In diminuzione le auto in circolazione, i sinistri e i furti.

In Italia, specie nei centri urbani, le auto in circolazione sono diminuite grazie principalmente all'aumento  del prezzo della benzina (in media del 15%). Sono diminuiti i sinistri, purtroppo solo quelli di minore entità, e anche i furti. Quello che non è sceso è il prezzo per assicurare la propria automobile. C'è da dire però che il trend dell'aumento delle tariffe è in rallentamento.

Secondo i dati dell'Ania (Associazione nazionale imprese assicurative), dopo cinque anni (2005-2009) in cui il premio medio della copertura r.c. Auto è risultato in costante diminuzione per un valore complessivo nel quinquennio di -11,8%, dal 2010 si è registrata un’inversione di tendenza (+4,7%) poi proseguita anche nel 2011 (+5,8%). Complessivamente, comunque, nel periodo 2005-2011 il premio medio della copertura r.c. auto risulta lievemente in diminuzione (-2,4%), il che equivale a dire che in media nello scorso anno si è pagato lo stesso premio del 2005. Nei primi tre mesi del 2012 si è registrato,invece, un rialzo del premio medio della copertura r.c. auto (+2,1%).

Il prezzo medio pagato per la singola copertura, precisa l'Ania, tiene conto del fatto che il numero di veicoli assicurati varia nel tempo. Dividendo il volume dei premi per il numero dei veicoli si ha il prezzo medio della copertura per veicolo.

L'aumento nei primi mesi del 2012 del 2,1% contrasta con quello rilevato dall'Istat. L'Ania  lo spiega così: “A livello di mercato  le “tariffe”, vale a dire i prezzi di listino che non corrispondono ai prezzi effettivi pagati per l’acquisto o il rinnovo della polizza r.c. auto, ad aprile 2012 mostravano un aumento tendenziale del 4,3% rispetto allo stesso mese del 2011 (Fonte ISTAT). L’andamento tariffario rilevato dall’ISTAT prende in considerazione solo alcuni profili di rischio, considerati più rappresentativi dell’intero territorio nazionale e valorizza anche l’applicazione delle disposizioni di legge sul c.d. “bonus malus familiare”. Le misurazioni basate sui prezzi di listino non rispecchiano i prezzi effettivamente pagati dagli assicurati e rappresentano i prezzi massimi di riferimento per tipologia di rischio. Pertanto, la loro variazione non fornisce un’indicazione attendibile sulla variazione della spesa reale dei consumatori”.

I dati dell'Ania contrastano anche con quelli rilevati  dall'Osservatorio Nazionale di Federconsumatori che evidenziano un aumento del 109% dal 2001 ad oggi.  
L'indagine dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori  dice che l’aumento medio nel 2012 si attesta al 6% con un aumento di 78 Euro in più a polizza.  I dati si basano su un campione di 18enni e 50enni che devono assicurare un autoveicolo nelle aree del Nord, del Centro e del Sud del Paese, prendendo in considerazione le prime 5 compagnie assicurative che coprono oltre il 60% del mercato italiano.

Esistono però notevoli differenze ed andamenti diversi delle tariffe a seconda della classe di appartenenza e dell’età dell’intestatario dell’assicurazione. A pagare le tariffe più care sono i neopatentati: mediamente la spesa varia dai 2.000 ai 4.000 Euro (soprattutto nel Sud le tariffe tendono a raggiungere cifre elevatissime). È questa la categoria per cui si registra un aumento maggiore, con punte che sfiorano anche il +19%.

Crescono in misura minore, ma sempre allarmante, le tariffe per i 50enni in 1 classe, mediamente del 4-5%.

Il livello dei prezzi dell’assicurazione obbligatoria r.c. Auto, si legge nel documento dell'Ania, dipende da quello dei costi dei risarcimenti che vengono pagati dal sistema assicurativo (14,8 miliardi di euro su una raccolta premi di meno di 17,8 miliardi euro). Per ridurre in maniera decisiva i prezzi dell’assicurazione occorre agire sulla filiera dei costi e sulle gravi anomalie che caratterizzano il sistema Italia rispetto a quelli degli altri paesi europei. Fra le maggiori criticità che influenzano la struttura dei costi dei risarcimenti, particolare rilievo assumono – oltre alle frodi diffuse che pesano nel risarcimento dei danni (sia alla persona sia ai veicoli) per un valore stimato di 1,5 miliardi euro e all’eccessivo numero dei danni alla persona di modestissima entità, che in altri paesi non vengono considerati ai fini del risarcimento (valore complessivo stimato oltre 2 miliardi) – anche gli elevati valori economici stabiliti dai tribunali per risarcire i danni alla persona più gravi (valore complessivo circa 6 miliardi).


Per una maggiore concorrenza e trasparenza delle polizze Rc Auto si attendono i risultati dei provvedimenti inseriti decreto Cresci-Italia con norme dirette a contrastare le frodi, le speculazioni sulle lesioni fisiche lievissime e l’inadempimento dell’obbligo assicurativo, norme per favorire il confronto dei prezzi offerti dalle diverse compagnie, la riduzione obbligatoria della tariffa r.c. auto per gli assicurati che acconsentano di montare a bordo dei propri veicoli una “scatola nera” per la registrazione dell’attività del veicolo.

Provvediementi che, secondo le associazioni dei consumatori, devono essere ancora più incisivi: " Occorre
incrementare la trasparenza e la competitività in un settore che è ancora troppo carente sotto questi aspetti", dicono Federconsumatori e Adusbef.
Anche il Codacons chiede al Governo Monti ulteriori azioni  "in favore dei cittadini contro lo strapotere delle imprese assicuratrici”.
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