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Fresche, dolci e colorate BEVANDE
«In estate si tende a bere di più, così sugli scaffali dei supermercati è un proliferare di bevande di ogni tipo. L’una vale l’altra per dissertarci? In aiuto c’è la piramide dell’idratazione messa a punto da un pull di esperti nutrizionisti, tra cui il professor Michelangelo Giampietro che abbiamo intervistato».

Gialle, arancioni, rosse. Con zucchero o senza zucchero, con caffeina o senza. Lisce o gassate, in bottiglia o in lattina. Ce n’è per tutti i gusti. Ma con un “però”: «Non sono tutte perfettamente in linea con i principi della dietetica», avverte il professor Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione, tra gli autori della “piramide dell’idratazione”. «Molte sono ricche di zuccheri, altre  millantano virtù non sempre sostenute da prove scientifiche valide, altre ancora nel messaggio pubblicitario evidenziano un certo quantitativo di frutta, quando contengono soprattutto acqua e zucchero».

Nella “piramide dellidratazione”, elaborata secondo i gusti e le abitudini della popolazione adulta italiana, queste bevande (bibite e aperitivi analcolici, sciroppi, bibite gassate, zuccherate o con edulcoranti sintetici, energy drink) non  sono proprio un toccasana, infatti si trovano al livello più alto, il settimo. «Nulla è vietato - spiega Giampietro - ma è chiaro che meno se ne consumano e meglio è. Solo per il primo livello - dove troviamo l’acqua - il quantitativo indicato è “almeno”; per tutti gli altri livelli è consigliato un limite».

Vale a dire?
Se si vuole coprire il fabbisogno idrico con la sola acqua, e questo sarebbe auspicabile, ben venga. Dal secondo al settimo livello è un aiuto che noi diamo alla popolazione: fatto salvo un litro di acqua, si raggiunge l’altro mezzo litro o un litro - a seconda delle necessità - con altre bevande, senza però superare le quantità massime indicate. Nel caso delle bevande del settimo livello si consiglia un consumo molto limitato da 0-1 bicchiere.

Perché?
O contengono troppa energia, zucchero, o sostanze che possono o potrebbero avere, se consumate in quantità elevate, un impatto negativo sulla nostra salute. Come, ad esempio, i vari edulcoranti, coloranti e anche la caffeina se consumata in quantità eccessiva.

A proposito di edulcoranti, a leggere alcune etichette di bevande “zero zuccheri” se ne trovano anche più di uno, come aspartame, ciclammato acesulfame, saccarina. È stato dimostrato se questi dolcificanti siano o meno cancerogeni?
Ci sono stati molti lavori, molte pubblicazioni, anche in contrasto tra loro sui risultati. Da una partesi va dall’assoluta sicurezza o assoluto danno anche per quantità minime. Il nostro consiglio è di non superare la quantità massima indicata di un bicchiere. Anche perché il rischio è quello di assumere nella stessa giornata altri alimenti che contengono edulcoranti. Ad esempio, nelle caramelle, elle gomme da masticare, nel dolcificante che usiamo nel caffè insostituzione dello zucchero tradizionale. Quindi, la quantità totale giornaliera di questi dolcificanti potrebbe superare la Dose Giornaliera Accettabile (Dga). Inoltre, ci sono bevande gassate, zuccherate o con edulcoranti che contengono anche caffeina. Ci sono gli energy drink, che contengono o direttamente caffeina, in quantità  pari a due caffè, 80 milligrammi di caffeina, oppure sostanze che hanno comunque caffeina come, guaranà, matè, noce di cola. In questi casi nelle etichette occorrerebbe indicare il corrispondente in milligrammi di caffeina.

Perché andando avanti con gli anni si sente meno l’esigenza di bere?

Il centro ipotalamico che regola la sete comincia a perdere qualche colpo. La stragrande maggioranza dei problemi, non solo nutrizionali, ma  clinici, dipendono dalla bassa quantità di acqua che c’è nell’organismo. Il consiglio è di bere quanto più  possibile, almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, e fare attività fisica. E per bere bene... Fare riferimento  alla “piramide dell’idratazione”, consumare soprattutto i prodotti dei primi tre livelli: sono i più virtuosi. Abbiamo  acqua, tè, infusi, tisane, succhi di frutta, centrifugati di frutta e verdura, il latte, meglio se parzialmente o completamente privato del grasso. Poi si può essere un po’ più indulgenti, senza essere permissivi al  massimo, sulle bevande analcoliche, due o tre tazzine di caffé, sui succhi di frutta non al 100% che possiamo sostituire con centrifugati e spremute fatte in casa. Riguardo agli ultimi due livelli, gli integratori idro-salini non servono per chi fa sport meno di un’ora al giorno. Limitare al massimo il consumo delle bevande del settimo livello. Infine, fondamentale, leggere le etichette.

LA PIRAMIDE DELL'IDRATAZIONE
(FONTE: GIAMPIETRO M. ET AL. PIRAMIDE DELL'IDRATAZIONE. ADI MAGAZINE 2011)



Articolo tratto dalla Rivista 50&Più, numero di luglio e agosto
di Luisella Berti


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