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I mercatini dell'USATO
Tornati di moda forse per la crisi economica, forse perché “alternativi”, i mercatini vivono una nuova primavera. E Internet c’entra qualcosa. Articolo tratto dal mensile 50&Più.

di Rosella Bennati

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Usato è bello
, gridavano le femministe negli Anni ’70. Ma non è stato sempre così: nell’Italia del secondo dopoguerra, quando in tutte le famiglie cominciava una lenta e faticosa marcia verso il benessere, i mercatini di oggetti e abiti di seconda mano venivano guardati con una certa diffidenza e chiamati sdegnosamente “mercati delle pulci”.

Solo negli Anni ’70 l’abbigliamento usato ebbe un momento di gloria, quando assunse un significato trasgressivo e anticonsumistico, e molte ragazze abbandonarono i loro tailleur e i vestitini cuciti dalla sarta di casa per indossare jeans sdruciti importati dagli Stati Uniti o gonnellone folk di origine messicana e peruviana. Ma la moda presto finì e, negli Anni ’80 e ’90, di vestiti di seconda mano non se ne voleva sentir parlare: i giovani volevano la moda  firmata e si godevano gli ultimi fuochi del consumismo di fine secolo, in barba ai primi segnali di crisi economica.


È con il nuovo millennio che l’usato ha cominciato ad avere un successo sempre più crescente, con un gran proliferare di “mercatini della nonna” che affiancano agli abiti tante chincaglierie del passato:  dai servizi da caffè alle vecchie stampe. L’abbigliamento usato del 2000 non ha i significati del secolo scorso: non è un segno di trasgressione e tantomeno di povertà, ma si è anzi arricchito di un valore vagamente antiquario.

 Ha perfino cambiato nome: adesso lo chiamano vintage, mentre gli oggetti di vent’anni fa fanno già parte del ”modernariato”, fratellino minore dell’antiquariato. Insomma, nella cultura di oggi l’usato è diventato un business, e come tale ha trovato forme nuove di vendita e diffusione. Quello che è veramente nuovo nel settore è che sono sorti molti locali nei quali si può omprare merce usata, ma si può anche vendere. Basta portare nel negozio i propri abiti dismessi, gli accessori e le borse, ma anche i mobili, i quadri e, perché no?, i libri già letti, e concordare un prezzo con i gestori, con i quali si dividerà il ricavato. Poi ci penseranno loro ad esporre la merce.

Una vera rivoluzione, almeno in Italia, perché a dire il vero in Europa e negli Stati Uniti questa logica del “compra e vendi” è molto più radicata: basti pensare ai garage sales, vendite nel giardino antistante il garage organizzate dagli americani in occasione dei loro traslochi, con i quadri e i giocattoli dei bambini sparsi allegramente sul prato davanti casa, in attesa dei compratori. Un ottimo sistema per riutilizzare vestiti e oggetti che ha anche un significato ecologico: prolungare la vita della merce significa rinviarne l’eliminazione, riducendo l’impatto ambientale.


C’è anche l’aspetto economico da non sottovalutare: i prezzi dei vestitini vintage sono davvero allettanti e, magari, si possono comprare a cifre modeste mobili Anni ’30 o vetrine liberty. Certo, ci vuole un po’ d’occhio per non trovarsi la casa piena di cianfrusaglie ancora più ingombranti di quelle messe in vendita, ma il mercato dell’usato è anche un gioco. Non la pensano così gli operatori del settore che, il loro business, lo prendono molto sul serio e ultimamente hanno cominciato ad organizzarsi. Nel novembre  2011 si è svolta a Napoli la prima Assemblea nazionale degli operatori e organizzatori dei mercati storici e delle pulci, che si calcola siano più di 50.000, e  si è costituita una grande associazione con un nome un po’ pomposo, forse velato di ironia: Rete Onu (Rete OperatoriNazionali dell’Usato)!



Anche sul Web
Onu a parte, come si trovano i mercatini? Esistono molti siti dedicati all’usato, ma uno dei più famosi è il portale www.mercatinousato.com, che descrive i 170 negozi distribuiti in tutta Italia dove tutti possono comprare abiti e oggetti usati, ma possono anche vendere la  propria merce.
Altri portali sono www.mercatiniditalia.it e www.mercatini.it che, oltre ad elencare i punti vendita dell’usato, descrivono le  fiere,  gli eventi e le mostre di antiquariato. Se poi consultate il sito www.mercatopoli.it, troverete notizia di un altro famoso network  dell’usato, Mercatopoli, con più di 100 negozi in tutta Italia. Insomma, c’è solo da scegliere, non dimenticando che gli oggetti è meglio  venderli che gettarli via, ma gli abiti e i giocattoli si possono anche regalare in beneficenza.
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