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Spending review: No ai TAGLI
In piazza i sindaci protestano contro i tagli. Le province: apertura delle scuole a rischio.

Primi cittadini in piazza oggi al Senato per la manifestazione dell'Anci, contro i tagli della spending review che colpisce i comuni, ma anche contro la chiusura dei piccoli tribunali. Accanto ai primi cittadini il personale dei piccoli tribunali, alcuni indossando la toga, si sono infatti uniti alla protesta dell'Anci per porre sul tavolo anche il tema della giustizia. In piazza anche gli amministratori dei comuni terremotati che chiedono di non essere dimenticati.

"La spending review è sbagliata nel merito e nel metodo come certificato poche ore fa dalla Corte Costituzionale. Siamo consapevoli che il Paese è in difficoltà ma l'incendio non si spegne spostandolo sui territori periferici". Così il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, nel suo intervento alla manifestazione Anci contro la spending review convocata davanti al Senato.

"Il momento è serio - ha ammonito Delrio - Per il risanamento abbiamo dato più di tutti, 22 miliardi negli ultimi anni, come nessuno tra gli altri settori dello Stato”.

Delrio ha poi ricordato che la "battaglia sull'Imu è stata vinta e il gettito dal 2013 tornerà ai Comuni" però ha ammonito il presidente Anci "diciamo fin da ora al governo Monti che da questo non si torna indietro perchè questa è una tassa municipale, pilastro dell'autonomia e del federalismo".

Tagli anche alle province
: 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo di euro per il 2013. “Tagli dovuti perché il Governo considera come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi di euro: in realtà questa cifra include voci di bilancio delle Province che non sono consumi intermedi aggredibili, bensì servizi".
L'allarme lanciato oggi dal Presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, dal presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e dal presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza.

I presidenti hanno spiegato come "i parametri scelti dal Governo per definire i costi aggredibili sono sbagliaiti, perché si considerano come consumi intermedi anche servizi essenziali come la manutenzione delle scuole, delle strade, la formazione professionale. Se togliamo questi, che non sono costi ma servizi ai cittadini, l'ammontare totale della spesa aggredibile delle province scende dai 3,7 miliardi stabiliti dalla spending review a 1,3 miliardi”.
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