Pubblicato il 05 dicembre 2011, 19.27

ma la disoccupazione colpisce di più gli uomini. Ecco il quadro ad ottobre 2011.
In attesa che l’Istat fornisca nuovi dati sull’occupazione per gennaio 2012, ecco il quadro che si prospettava ad ottobre 2011. Nonostante l’affacciarsi di quella che viene definita la più potente crisi economica dopo quella del ’29, ad ottobre scorso gli occupati erano circa 22.913.000: un livello abbastanza invariato rispetto al mese precedente, un risultato che nasconde una
flessione degli uomini (-0,5%) e un
aumento delle donne (+0,8%). Il pareggio, per così dire, degli attivi è dunque il risultato di una modulazione della presenza dei due sessi sul mercato del lavoro, tanto che persino su base annua, la componente femminile fa la parte del leone, attestandosi ad un +1,2%, in controtendenza con quella maschile che registra un -0,4%.
In questo difficile equilibrio dei sessi, il tasso di occupazione pari al 56,9% è stabile nel confronto congiunturale e in aumento – anche se di poco – in termini tendenziali di 0,1 punti percentuali.
Naturalmente la congiuntura insiste anche sui disoccupati, pari a circa 2.134.000: un risultato che “nasconde” (si fa per dire) un aumento del 2,5% rispetto a settembre 2011, stimabile in circa 53.000 unità che vanno ad ingrossarne le file. Su base annua la disoccupazione finisce per registrare così una crescita dell’1,8% (37.000 unità) con un allargamento dell’area di inclusione quasi esclusivamente agli uomini, come già visto. Il tasso di disoccupazione si attesta globalmente all’8,5%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,1 punti rispetto all’anno precedente. Nota veramente dolente: il tasso di disoccupazione giovanile resta a livelli altissimi, pari al 29,2%, recuperando rispetto a settembre appena 0,1 punti percentuali.
Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni - cioè coloro che non rientrano nella forza lavoro, ovvero quella sola parte che può essere classificata come occupata o disoccupata - diminuiscono dello 0,4%, cioè di circa 60.000 unità rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività si posiziona al 37,8%, con una flessione di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia su base annua.
Allegati:
Tabella in valori percentuali dei principali indicatori del mercato del lavoro per sesso.