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CRISI: l’analisi di Confindustria
Giù l’occupazione, il Pil e i consumi. La recessione è più intensa del previsto.

Mentre è in corso il vertice Ue-Merkel per discutere sul destino dell’Euro, su come uscire dalla crisi e su quali misure è necessario puntare per la crescita, in Italia dove appena ieri è stato approvato dal Parlamento con voto di fiducia la Riforma del Mercato del lavoro, ci sono dati che sulla crescita e sull’occupazione sono neri. Li ha resi noti oggi il centro studi di Confindustria.

Le stime di crescita per il prossimo biennio certificano l'arretramento del Pil: -2,4% nel 2012 e -0,3% nel 2013. Spariscono quindi le previsioni più ottimistiche del dicembre scorso quando si scommetteva su un rapido rientro dell'eurocrisi e per il pil, dato in negativo all'1,6%, si aprivano possibilità di recupero dello 0,6% nel 2013.

"Non siamo in guerra: ma i danni economici fin qui provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di un conflitto”, scrivono nel report gli economisti di Viale dell’Astronomia. Ad essere colpite "le parti più vitali e preziose del sistema Italia", additando nell'industria manifatturiera e nelle giovani generazioni, proprio come in un conflitto, le vittime privilegiate.

Recessione piena
“I dati negativi ci confermano quello che avevamo già capito da privati cittadini: siamo in piena recessione e non ne usciremo tanto rapidamente”. Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine della presentazione del rapporto del Centro Studi a chi gli chiedeva se gli scenari di guerra significano che siamo all'ultima spiaggia per l'Europa e per l'euro. Alla domanda se basteranno i provvedimenti che saranno adottati dall'Ue per tranquillizzare i mercati, il presidente di Confindustria ha aggiunto: “Io sono europeista convinto e totale. Se si prenderanno provvedimenti giusti ci saranno cambiamenti in meglio; l'importante è che si prendano provvedimenti con determinazione e li si porti avanti”.

Occupazione
Il 2013 chiuderà con 1 milione 482 mila posti di lavoro in meno rispetto all'inizio del 2008 (in termini di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno):  era -1 milione e 276mila a inizio 2012. La disoccupazione salirà al 10,9% a fine 2012 e toccherà il record del 12,4% nel quarto trimestre 2013 (13,5% con la Cig).

Consumi
I consumi delle famiglie italiane continueranno a scendere anche nel prossimo biennio: -2,8% nel 2012 e -0,8% nel 2013. I consumi reali sono così a -4,5% rispetto alla media 2007.
Nel 2013 il livello di benessere degli italiani sarà del 10% inferiore rispetto alla media 2007, quasi 2.500 euro in meno a prezzi costanti. Una ''perdita difficilmente recuperabile'' se non si riporta il Paese ''su un sentiero di crescita superiore al 2% annuo''.

Pareggio di bilancio, inflazione
I conti pubblici migliorano "vistosamente", ma "si allontana il pareggio di bilancio", secondo il Centro studi di Confindustria. Il deficit pubblico nel 2013 sarà a -1,6% del Pil e non di -0,1% come prospettato a dicembre. Nel 2012 si assesterà invece a -2,6%, in peggioramento di 1,1 punti a causa della crisi.
L'inflazione nel 2012 dovrebbe salire dal 2,8% del 2011 al 3,1% per poi scendere al 2,6% nel 2013.

Nel documento del Centro Studi Confindustria si pone poi l'accento sui temi di attualità. Come il ritorno alla lira che - si legge - si tradurrebbe per gli italiani nella "più colossale patrimoniale mai varata".
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