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Approvato il Decreto SVILUPPO
Nella sfida a far ripartire l’economia, l’edilizia si accaparra il primo posto per gli incentivi.

La crescita non si fa con gli annunci. Il ministro dello Sviluppo è stato chiaro: la ripartenza del Paese passa attraverso una linea fatta di azioni, non di parole. Il Decreto Sviluppo contiene sì liquidità, ma anche l’importante riforma di alcuni settori strategici come nel campo fallimentare e nella finanza d’impresa. Un decreto legge che, rispettando il pareggio di bilancio, mobilita parecchie risorse tra fondi pubblici, europei e privati.

80 miliardi, ma distribuiti come? Dovrebbero arrivare alle imprese 40-45 miliardi attraverso, ad esempio, project bond (emissioni obbligazionarie finalizzate alla realizzazione di un progetto) e altri 30-35 miliardi mediante le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie e lo sblocco dei cantieri.

Chi è rimasto fuori. Restano, comunque, provvedimenti non andati in porto: il ministro ha dichiarato di aver rinunciato a circa 6-700 milioni al credito d’imposta per l’innovazione, ma è solo un rinvio, in attesa che le risorse arrivino da spending review e dismissioni. Così come altri provvedimenti, in particolare quelli di altri ministeri giunti all’ultimo minuto nel decreto, sembrerebbero non avere al momento copertura.

L’edilizia fa la parte del leone
. Un nuovo bonus aleggia sull’economia italiana: il 50% per le ristrutturazioni edilizie. Di sicuro un bell’incentivo ai cantieri e un corposo tentativo di abbattere il mercato nero, ma resta un grosso punto di domanda sul risparmio energetico perché isola gli interventi per il risparmio energetico ora agevolati dal 55%. Passando dall’iniziale 36% al 50%, l’impatto può rivelarsi positivo su uno dei settori più colpiti dalla crisi, rischia però di ridurre l’interesse per la riqualificazione energetica.

Cosa accadrà. Nel momento in cui entrerà in vigore il decreto, e fino al 30 giugno 2013, la detrazione passerà al 50%, innalzando il limite massimo di spesa da 48mila a 96mila euro. La detrazione del 55% sull’efficienza energetica resterà in vigore fino alla fine del 2012, salvo poi allinearsi al 50% nei primi sei mesi del 2013. Di fatto, i bonus che all’inizio erano stati creati con diverse destinazioni d’impiego - uno base per le ristrutturazioni edilizie e uno maggiorato per l’efficienza energetica (finestre, caldaie a condensazione, pannelli solari, coibentazioni) -, vedranno quindi un livellamento.

C’è chi protesta.
Si spiegano così le proteste delle sigle imprenditoriali più vicine al 55%, che fanno da contraltare alla soddisfazione di altri costruttori. Se si può avere il 50% senza dover raggiungere le prestazioni previste per il 55% – è il ragionamento delle prime – perché un proprietario poco consapevole dei risparmi in bolletta dovrebbe acquistare finestre o caldaie più performanti, ma più costose o certificare i lavori di coibentazione?

A quali condizioni l’efficienza. Per usufruire delle detrazioni legate al risparmio energetico, la norma prevede che il proprietario dell’immobile fornisca documentazione e dimostri una riduzione della bolletta energetica. Per ora, però, sia documentazione che normativa da rispettare sono oscuri dato che la norma doveva inizialmente entrare in vigore dal 2013 e non ci sono ancora indicazioni interpretative.

Contro il sommerso. Di certo quello che il Decreto Sviluppo farà, è soprattutto contrastare il lavoro nero nei cantieri. Tra il vecchio 36% e il nuovo 50% la convenienza aumenta molto, perché l’effetto dell’inflazione si riduce. Contro una detrazione del 50%, la proposta di interventi “senza fattura” diventa meno interessante, fatta eccezione per chi ha poca liquidità. Le cose non dovrebbero cambiare molto neppure se da ottobre l’Iva in edilizia passasse dal 10 al 12%.

Ristrutturando... Facciamo un esempio per capire meglio: un contribuente inizia nella propria abitazione lavori di ristrutturazione agevolati al 36% da marzo 2012 pagando due bonifici d’acconto per un totale di 30mila euro. Si prevede che il cantiere finisca entro l’autunno. I bonifici successivi all’entrata in vigore del decreto legge godranno di una detrazione del 50%, anziché di quella del 36%.
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