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ESODATI: “Una soluzione per tutti”
In attesa del decreto per i 65mila “salvaguardati” dall’aumento dell’età pensionabile, arriva puntuale la Relazione annuale Inps sul 2011: oltre il 52% dei pensionati italiani riceve un assegno mensile inferiore a 1.000 euro. In media le donne percepiscono la metà rispetto agli uomini.

La condizione di tutti gli esodati ''deve trovare una soluzione che valga per tutti, non solo per il contingente di 65.000 lavoratori salvaguardati", individuati dal decreto che dovrebbe essere emanato a giorni dal ministro del Lavoro e da quello dell'Economia.  Lo ha sottolineato il presidente Inps Antonio Mastrapasqua presentando alla Camera la Relazione annuale sul 2011.

Al riguardo il ministro Elsa Fornero ha assicurato che una volta emanato il decreto sui “salvaguardati”, il governo subito dopo si metterà con le parti sociali a cercare una soluzione per tutti gli altri fuori dal provvedimento.

Questa soluzione in due tempi per il segretario della Ggil Susanna Camusso: “E' un disprezzo nei confronti delle persone''.

Persone. Appunto. Quante sono quelle escluse dal decreto? Questo è un nodo ancora da dipanare. Per l’Inps gli esodati sono 130mila persone nei prossimi 4 anni. Per i sindacati il numero di tutti gli esodati è superiore alle 300mila unità

Pensioni sotto i 1.000 euro
Ma per dare voce ai numeri, l'Inps rivela quello che oltre la metà dei pensionati già sanno e cioè di esssere destinatari di una pensione inferiore a 1.000 euro. Sono il 52% dei pensionati, oltre 7,2 milioni. Da quanto emerge dalla Relazione annuale Inps sul 2011 il reddito pensionistico medio è di 1.131 euro. Se si guarda al complesso delle pensioni in essere sono sotto 1.000 euro il 77% degli assegni. L'Inps sottolinea come solo il 2,9% dei pensionati 403.000 persone possa contare su più di 3.000 euro al mese mentre il 76,2% (oltre tre quarti del totale) deve fare i conti con meno di 1.500 euro. Hanno meno di 500 euro di reddito pensionistico al mese 2,39 milioni di pensionati, il 17,2% del totale.

Meno di 600 euro in media per le donne
Il valore medio delle pensioni percepite dalle donne è di 569 euro, notevolmente inferiore a quello dell'assegno medio degli uomini (1.047 euro). Ciò è dovuto alla maggiore presenza femminile fra i titolari di prestazioni assistenziali (di importo più basso) sia ai valori medi delle pensioni previdenziali, più basse per le donne (che sono titolari soprattutto delle pensioni di vecchiaia mentre gli uomini sono largamente prevalenti tra i titolari delle pensioni di anzianità che hanno importi medi più alti). Il 59,7% delle pensioni erogate a donne è sotto i 500 euro.
 
In cassa integrazione
Nel 2011 sono stati interessati alla cassa integrazione oltre 1,4 milioni di lavoratori (il 10,7% del totale dei lavoratori dipendenti) con un calo del 7,6% sul 2010: è un altro dato emerso dal Rapporto annuale dell'Inps secondo il quale in media si è rimasti in cassa due mesi e quattro giorni. Sulla base delle ore effettivamente utilizzate di cig (531,8 milioni di ore a fronte dei 973 milioni autorizzati alle aziende nell'anno) emerge che le unità lavorative annue non utilizzate nell'intero 2011 sono state 265.942. Ma se per la cassa integrazione ordinaria i conti sono in attivo, la cassa straordinaria è in rosso con 2.362 milioni di spesa (1.311 le indennità e 1.051 milioni la contribuzione figurativa) a fronte di appena 1.042 milioni di contributi. Per la cassa in deroga la situazione è ancora più preoccupante con 1.355 milioni di costo complessivo nell'anno a fronte di appena 25 milioni di contributi (per la cassa in deroga non sono previsti contributi a carico di aziende e lavoratori come accade per cig e cigs). La spesa per la disoccupazione è stata pari a 6.544 milioni ai quali si aggiungono 5.104 milioni per la contribuzione figurativa (solo 3.481 milioni di contributi versati nell'anno).

Per l'indennità di mobilità l'Inps ha speso nell'anno 1.401 milioni di euro e 1.040 milioni per la contribuzione figurativa (a fronte di 640 milioni di contributi versati). I beneficiari dell'indennità di disoccupazione ordinaria non agricola sono stati 494.335 (526.058 i beneficiari della disoccupazione ordinaria agricola). La disoccupazione con requisiti ridotti è stata concessa a 495.891 persone per quella non agricola e 5.810 per quella agricola. Le ore di cassa integrazione autorizzate alle aziende nel complesso nel 2011 sono state 973 milioni con un calo del 18,8% sul 2010.
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