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Eco e sisma bonus: stop allo sconto



Dal 2020 i contribuenti non potranno più beneficiare dello sconto in fattura per interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico. Il meccanismo rimane solo per i lavori condominiali per un importo superiore a 200 mila euro.

 a cura di 50&PiùCaaf


Dal prossimo anno viene abolito lo sconto in fattura previsto per il cosiddetto eco bonus e sisma bonus. L’abrogazione del contestato meccanismo introdotto con il decreto Crescita n. 34/2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 26 giugno, a favore dei soggetti beneficiari delle detrazioni per gli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, è stata prevista in un emendamento al disegno di legge di Bilancio 2020 approvato dalla Commissione Bilancio del Senato.

Lo strumento viene salvato solo per gli interventi di riqualificazione energetica di aree comuni degli edifici condominiali 
di importo superiore a 200.000 euro. Viene cancellata anche la possibilità di cedere la detrazione Irpef del 50% per interventi di risparmio energetico. La facoltà di fruire dello sconto in fattura dell’eco e sisma bonus rimarrà senza limitazioni per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2019. Ancora pochi giorni quindi per poter beneficiare di questa possibilità al posto della detrazione d’imposta recuperata ratealmente nella dichiarazione dei redditi.

Qui tutti i dettagli

Come indicato dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 31 luglio 2019, il contributo è pari alla detrazione dall’imposta lorda spettante per gli interventi di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico, in base alle spese sostenute entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento. L’importo della detrazione deve essere calcolato tenendo conto delle spese complessivamente sostenute nel periodo di imposta, comprensive dell’importo non corrisposto all’impresa per effetto dello sconto ottenuto.

L’importo dello sconto praticato non riduce l’imponibile Iva e deve essere espressamente indicato nella fattura emessa (quale sconto praticato in applicazione delle previsioni dell’articolo 10 del D.L. n. 34/2019).

Il pagamento delle spese sostenute per l'esecuzione degli interventi deve essere effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita Iva, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Il fornitore che ha praticato lo sconto recupererà il relativo importo sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, in 5 quote annuali di pari importo, oppure può cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi (è esclusa la possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi).

Il contribuente, previa accettazione del proprio fornitore, dovrà inviare un’apposita Comunicazione, entro il 28 febbraio 2020, all’Agenzia delle Entrate il cui Modello e relative Istruzioni sono state approvate dall’Agenzia con il citato Provvedimento del 31/7/2019.

Le comunicazioni riferite agli interventi effettuati su singole unità immobiliari dovranno essere effettuate dai soggetti beneficiari, alternativamente:

- utilizzando le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel;

- presentando agli uffici dell’Agenzia delle Entrate il modello, allegato al provvedimento n. 660057/2019, debitamente compilato o inviandolo tramite PEC, sottoscritto con firma digitale o firma autografa (in quest’ultimo caso occorre allegare anche un documento d’identità).

Per gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici condominiali, invece, dovranno essere seguite le modalità indicate ai punti 4.2 dei provvedimenti dell’8 giugno 2017 (prot. n. 108572) e del 28 agosto 2017 (prot. n. 165110), secondo cui la comunicazione dovrà essere effettuata dall’amministratore di condominio, mediante il flusso informativo utilizzato per trasmettere i dati necessari alla predisposizione della precompilata. Nei condomini minimi, l’adempimento dovrà essere svolto da uno dei condòmini.

 


   Cosa c’è da sapere

    Fino al 31 dicembre 2019, salvo proroghe previste dalla legge di Bilancio per il 2020, il limite massimo di spesa per gli interventi di recupero edilizio sul quale calcolare la detrazione del 50% da far valere con il Modello 730/2020 è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

    Questo limite è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente. Gli interventi edilizi effettuati sulla pertinenza non hanno, infatti, un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.

    Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.

    Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

    La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

    Il contribuente che, pur avendone diritto, non ha usufruito dell’agevolazione in uno o più anni (ad esempio, per incapienza o perché esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi), nei successivi periodi d’imposta può comunque beneficiare della detrazione, indicando in dichiarazione il numero della rata corrispondente.

     

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