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Gli eredi debbono pagare l'Imu se la casa è l'abitazione principale del genitore superstite?

Gli eredi debbono pagare l'Imu se la casa è l'abitazione principale del genitore superstite?


Risposta a cura di 50&PiùCaaf




DOMANDA

Di recente è mancato mio padre che aveva il 50% della proprietà della casa dove adesso continua a vivere mia mamma.  Il 50% della parte intestata a mio padre viene diviso in 3 (mamma, io e mio fratello).

Su quel 1/3 che ci spetta io e mio fratello dobbiamo pagare l'Imu seconda casa? Oppure abitandoci la mamma non dobbiamo pagare l'imposta? Nel 730 dell’ anno prossimo dobbiamo indicare la nostra quota della sezione fabbricati?

Grazie 









       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

Il diritto di abitazione del coniuge in caso di successione è regolato dall’art. 540, comma 2, del Codice Civile, in base al quale a favore del coniuge è riservato l'usufrutto di due terzi del patrimonio dell'altro coniuge. La norma stabilisce il diritto di continuare ad abitare la casa coniugale, se di proprietà comune o del coniuge deceduto, anche in presenza di altri eredi, come anche  in caso di rinuncia all’eredità. L’esenzione delle imposte IMU  spetta a patto che il diritto stesso sia realmente esercitato ovvero  se il coniuge superstite risulta anagraficamente nell’immobile  (n.b.:  di categoria catastale non di lusso) . Se invece, il coniuge superstite  lascia l’abitazione, l’IMU sarà divisa tra tutti gli eredi in base alle quote di possesso dell’immobile.

Nel  Suo caso se sull’immobile risulta esercitato il diritto di abitazione, lei e suo fratello non siete tenuti al pagamento dell’IMU e come nudi proprietari non dovrete dichiarare il possesso dell'immobile  in sede di dichiarazione dei redditi.

 

Cosa c'è da sapere 

L’IMU è dovuta:

  • da chi ha la proprietà di immobili come case, negozi, capannoni industriali, aree fabbricabili o terreni agricoli (questi ultimi sono esenti dall’1/1/2016 solo se posseduti e condotti dai coltivatori diretti);
  • da chi vanta un diritto reale di godimento su un immobile quali il diritto di usufrutto, uso, abitazione, diritto di superficie e di enfiteusi;
  • dal locatario, per gli immobili concessi in locazione finanziaria;
  • dai concessionari, per le aree demaniali;
  • dal gestore di immobili pubblici;
  • l’ex coniuge assegnatario della casa coniugale a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (se si tratta di abitazione di categoria A1, A8 e A9);
  • il coniuge superstite titolare del diritto di abitazione previsto dall’art. 540 del Codice Civile sulla casa adibita a residenza familiare, per la quota che era di proprietà del coniuge deceduto (se si tratta di abitazione di categoria catastale di lusso,  A1, A8 e A9) 

Se l’immobile è posseduto da più proprietari, l’imposta deve essere ripartita proporzionalmente tra loro in base alle quote di proprietà, e versata separatamente (ad esempio, per una casa cointestata a marito e moglie, entrambi devono versare l’IMU, ma separatamente).

In caso di usufrutto, l’imposta è dovuta da chi vanta tale diritto, vale a dire da chi utilizza l’immobile, e non dal nudo proprietario.

Se l’immobile è in multiproprietà, l’IMU deve essere invece pagata dall’amministratore del condominio o della comunione.

Non devono pagare l’IMU i possessori (cioè coloro che sono proprietari, usufruttuari, o che godono di un diritto reale) della sola abitazione principale (con esclusione delle abitazioni accatastate con categoria A1, A8, A9), con eventuali pertinenze limitatamente ad un solo box o posto auto e ad una sola cantina o soffitta.

Per abitazione principale si deve intendere quella in cui il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, risiede, ritenendosi tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica.

La stessa norma di esenzione vale per i soci di cooperative edilizie a proprietà indivisa per le abitazioni assegnate ed utilizzate come abitazione principale.

Inoltre a partire dall’anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.


 
Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: 

Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

Rivolgiti a 50&PiùCaaf per il tuo modello 730, penseremo noi a certificare la correttezza dei dati inseriti apponendo il visto di conformità che ti permetterà di beneficiare di tutte le detrazioni e deduzioni fiscali a cui hai diritto. Ogni anno oltre 800.000 lavoratori e pensionati scelgono il nostro Caaf.

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