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In caso di affitto della prima casa, oltre al pagamento dell’Imu, si perdono le detrazioni per la ristrutturazione?

In caso di affitto della prima casa, oltre al pagamento dell’Imu, si perdono le detrazioni per la ristrutturazione?


Risposta a cura di 50&PiùCaaf




DOMANDA

Vorrei dare in affitto la mia prima casa a Milano, nella quale attualmente ho la mia residenza e sulla quale usufruisco dei vantaggi di prima casa (non pago l’Imu) e delle detrazioni fiscali (50 e 65%) per aver effettuato delle ristrutturazioni e riqualificazione energetica.
Trasferirei la mia residenza a Bergamo dove abita il mio compagno.

Le domande che pongo sono le seguenti:
- perderei le detrazioni fiscali?
- dovrei pagare l’Imu?
- sono obbligata a trasferire la residenza a casa del mio Compagno o posso mantenerla nella casa che affitterò a Milano?

Grazie








       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

In merito alla corretta definizione della prima casa il  D.L. 201/2011, in materia di IMU, prevede espressamente la seguente definizione: “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”.

 

Il legislatore in pratica evidenzia, per il possessore ed il suo nucleo familiare, la necessità della presenza di entrambi i seguenti requisiti:

- la  dimora abituale;

- la  residenza anagrafica.

 

Ai fini Tasi, per l’abitazione principale, valgano gli stessi criteri previsti per Imu e sarà pertanto necessario, anche in questo caso, il doppio requisito della residenza e dimora abituale.

 

Tornando al suo quesito se lei darà in affitto la sua abitazione e si trasferirà a Bergamo non potrà più usufruire dell’esenzione Imu/Tasi.

Al contrario per le agevolazioni fiscali relative alle spese di ristrutturazione e di riqualificazione energetica che ha sostenuto sull’immobile di sua proprietà potrà continuare ad usufruire dei benefici fiscali, per le rate residue, in quanto il trasferimento della residenza non è rilevante. Se in futuro dovesse sostenere nuove spese di ristrutturazione o riqualificazione energetica, fermo restando la sussistenza degli altri requisiti, potrà portarle in detrazione indipendentemente dal luogo di residenza o dalla destinazione dell’immobile.

 

Cosa c'è da sapere 

Entro il prossimo 17 giugno scade il versamento dell’acconto di Imu e Tasi 2019. L’importo va calcolato considerando  le aliquote e le detrazioni dei 12 mesi del 2018, indicate nel Regolamento comunale pubblicato  sul sito del  Ministero dell’economia e delle finanze  .

E’ possibile versare l’Imu anche in un’unica soluzione entro il 17 giugno. Tuttavia, non si tratterebbe di un versamento definitivo in quanto il Comune può deliberare variazioni Imu per l’anno in corso fino ad ottobre, con il rischio quindi di dover poi effettuare un conguaglio più alto a dicembre.

 

L’Imu si paga sugli immobili diversi dall'abitazione principale, e sue pertinenze di categoria C/2, C/6, C/7, nel limite massimo di una per ciascuna categoria catastale. L’esenzione per l’abitazione principale, non riguarda le abitazioni cosiddette “di lusso” (A/1, A/8 e A/9) che continua a scontare sia l’Imu che la Tasi, ove previsto.


Il comune, inoltre, ha la facoltà di equiparare all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da  anziani  o  disabili  che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.

A partire dal 2016, invece, non è più prevista la facoltà per il comune di considerare adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare concessa in  comodato ai parenti  in linea retta di primo grado che la utilizzano come abitazione principale. Per l'unità immobiliare data in comodato è prevista direttamente dalla legge la riduzione del 50% della base imponibile, fatta eccezione per le abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e purché ricorrano le seguenti condizioni:

- il contratto di comodato sia registrato;

- il comodante possieda un solo immobile in Italia;

- il comodante risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato.

La riduzione della base imponibile si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.


 

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: 

Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

Rivolgiti a 50&PiùCaaf per il tuo modello 730, penseremo noi a certificare la correttezza dei dati inseriti apponendo il visto di conformità che ti permetterà di beneficiare di tutte le detrazioni e deduzioni fiscali a cui hai diritto. Ogni anno oltre 800.000 lavoratori e pensionati scelgono il nostro Caaf.

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