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Pensioni 2019: nuovi cambiamenti

Dalla “quota 100” alla “quota 41” fino al possibile ripristino di “opzione donna”: ecco le novità del nuovo anno per andare in pensione


di  Gianni Tel

Sta per essere varata l’ennesima riforma del sistema previdenziale. Dal 2019 si potrà smettere di lavorare prima, a patto di ottenere meno soldi. Per il Governo si avvicina il momento della verità sulle promesse relative alle pensioni con la modifica della Legge Fornero più volte annunciata.

  • QUOTA 100
La misura prevista è la “quota 100”, mentre la pensione anticipata con 41 anni di contributi, misura più costosa, slitta probabilmente al 2020. D’altronde la bocciatura della Commissione Ue si concentra proprio su “quota 100”, sottolineando come «l’introduzione della possibilità di pensionamento anticipato è un passo indietro rispetto a precedenti riforme pensionistiche a supporto della sostenibilità a lungo termine del debito pubblico italiano». Ci sono al momento poche certezze per accedere a questo pensionamento anticipato e si conosce anche che, salvo sorprese dell’ultimo minuto, non ci saranno personalizzazioni per coloro che avanzeranno tale richiesta.

I requisiti
Per ottenere la pensione con “quota 100” bisogna aver maturato almeno 38 anni di contribuzione e aver raggiunto un’età minima di 62 anni (38+62=100). Chi ha già maturato detti requisiti nel 2018 non può andare in pensione subito, ma si ipotizza tre mesi dopo (se autonomo o dipendente privato), sei mesi dopo (se dipendente statale), a settembre (se personale scolastico). La misura è “sperimentale” con alcuni vincoli il primo anno per calmierare la spesa pubblica, meno poi quando si auspica che i conti miglioreranno.

La “quota 100” è comunque strutturale, e cioè dal 2019 in poi si potrà sempre andare in pensione a 62 anni di età con 38 di contributi e poi a salire 63+38, 64+38, 65+38, 66+38; fino ad agganciare i requisiti della Fornero e cioè: 
  • la pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi, che verrà adeguata alla speranza di vita nel 2023:
  • la pensione anticipata con 43 anni e 3 mesi, se uomini, e un anno in meno per le donne (42 e 3 mesi).
Per le categorie fragili, disoccupati, parenti disabili da assistere, lavori pesanti viene rinnovata per un altro anno l’Ape social. È un’altra possibilità, per chi ne ha bisogno, di prendere la pensione anche con 30 anni di contribuzione e 63 anni di età coperti dallo Stato. Nella Tabella A sono indicate tutte le possibili soluzioni per accedere alla pensione con i relativi requisiti, mentre in quella successiva, tenendo conto della fascia di età, sono indicate le soluzioni per il pensionamento.

  • QUOTA 41
Come si è detto, dal 1° gennaio 2019, circa 400mila italiani potranno accedere alla pensione con “quota 100”, mentre “quota 41” dovrebbe partire dal 2020 per tutti ed andrà a sostituire l’attuale pensione anticipata (vedi Tabella A), indipendentemente dall’età pensionistica. Sembra così delineato ormai il piano con cui l’attuale Governo intende superare la Riforma Fornero con uno stanziamento di spesa per il 2019 di circa 7 miliardi di euro.

  • OPZIONE DONNA
Dovrebbe essere ripristinata anche la cosiddetta “opzione donna”, la possibilità per le lavoratrici dipendenti e autonome di ottenere la pensione rispettivamente con 57 e 58 anni di età e 35 anni di contribuzione confermata per 3 anni. Questa opportunità è stata già prevista fino al 2017, poi non è stata più prorogata. Si tratterebbe quindi di rilanciarla. La controindicazione resta il calcolo della prestazione interamente con il calcolo contributivo, il che comporta una decurtazione di circa il 25-30%.



Le politiche che nel tempo hanno fatto crescere disuguaglianze e povertà sono venute da scelte di maggioranza e di Governo che avrebbero potuto essere diverse. È l’esito di un indebolimento della cultura costituzionale centrata sui diritti e bisogni delle persone, sull’uguaglianza, sulla giustizia sociale. Va rimessa al centro dell’agenda politica la Costituzione.

Per fare questo è necessario un Parlamento ampiamente rappresentativo, senza artifici maggioritari in chiave di esasperata governabilità.
Dare dunque attuazione alla Costituzione con l’idea che le scelte politiche si fanno per le persone, mentre le imprese e i mercati sono mezzi e non fini.

Infine, in previsione delle particolari normative che prossimamente troveranno approvazione, per i chiarimenti e gli approfondimenti (possibili scelte e, tra queste, le più convenienti) si consiglia di rivolgersi al nostro Patronato 50&PiùEnasco, che con esperti operatori assiste da sempre gratuitamente su tutto il territorio nazionale.



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