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Ristrutturazione: il convivente può beneficiare delle detrazioni fiscali benché non proprietario dell'immobile?

Ristrutturazione: il convivente può beneficiare delle detrazioni fiscali benché non proprietario dell'immobile?


Risposta a cura di 50&PiùCaaf




DOMANDA

Convivo da circa 5 anni. Quest'anno stiamo effettuando lavori di ristrutturazione. La mia compagna è attualmente disoccupata. Io invece ho richiesto un prestito per i lavori. Essendo lei la proprietaria stiamo facendo le fatture a suo nome. Posso fare un bonifico a suo favore per le spese? Quale causale devo indicare? 


Grazie







       
       
   
 
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In riferimento alla detrazione spettante relativa alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis, Tuir) la Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 7/2018 ha evidenziato che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, la detrazione spetta anche al convivente more uxorio del possessore o detentore dell’immobile anche in assenza di un contratto di comodato. La disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta, infatti, insita nella convivenza che si esplica ai sensi della legge n. 76 del 2016 (c.d. legge Cirinnà). Lo status di convivenza deve già sussistere alla data di inizio dei lavori.

Poiché, ai fini dell’accertamento della “stabile convivenza”, la legge n. 76 del 2016 richiama il concetto di famiglia anagrafica previsto dal regolamento anagrafico di cui al DPR n. 223 del 1989 (Risoluzione 28.07.2016 n. 64), tale status può risultare dai registri anagrafici o essere oggetto di autocertificazione resa ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445 del 2000.

 

Tornando al suo quesito, in qualità di convivente more uxorio, lei potrà usufruire della detrazione spettante per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16bis del TUIR, a condizione che sostenga le relative spese e le fatture e i bonifici siano a lei intestati.

 

Nello specifico dovrà disporre il bonifico bancario a favore dell’impresa utilizzando l’apposita modulistica “dedicata” predisposta dalla sua Banca/Posta nella quale indicare:

  • la causale del versamento (interventi di ristrutturazione articolo 16bis del TUIR);

  • il codice fiscale/partita Iva dell’Impresa;

  • il suo codice fiscale quale soggetto beneficiario della detrazione fiscale (il codice fiscale è quello della persona che “sostiene la spesa” e gode dei relativi benefici fiscali nella dichiarazione del redditi).

 

In merito alle fatture già emesse, che sono state intestate alla sua compagna, dovrà annotare sulla fattura il suo nominativo e codice fiscale e la percentuale di spesa sostenuta (Circolare n. 7/2018). Ad esempio potrà indicare nella fattura la seguente dicitura: “Si dichiara che la spesa è stata sostenuta al 100% da …………………………………… “ . Le successive fatture dovranno essere intestate direttamente a lei.


Cosa c'è da sapere 


La detrazione spetta al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento. Per familiari si intendono, a norma dell’art. 5, comma 5, del TUIR, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. Per fruire della detrazione non è necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio di essere familiari conviventi (Circolare Agenzia entrate n. 7/2018).

A decorrere dal 1° gennaio 2016, la detrazione spetta anche al convivente more uxorio del possessore o detentore dell’immobile anche in assenza di un contratto di comodato. La disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta, infatti, insita nella convivenza che si esplica ai sensi della legge n. 76 del 2016 (c.d. legge Cirinnà).

 

Lo status di convivenza deve sussistere già al momento in cui si attiva la procedura ovvero alla data di inizio dei lavori e non è necessario sussista per l’intero periodo di fruizione della detrazione.

 

La detrazione spetta al familiare per i costi sostenuti per gli interventi effettuati su una qualsiasi delle abitazioni in cui si esplica la convivenza, purché tale immobile risulti a disposizione. La detrazione non compete, quindi, per le spese riferite ad immobili a disposizione di altri familiari (ad

esempio, il marito non potrà fruire della detrazione per le spese di ristrutturazione di un immobile di proprietà della moglie dato in comodato alla figlia) o di terzi. Non è invece richiesto che l’immobile

oggetto dell’intervento sia adibito abitazione principale del proprietario o del familiare convivente (Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 5.1e Circolare 10.06.2004 n. 24, risposta 1.10).

 

Ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali all’esecuzione dei lavori sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare/convivente more uxorio che usufruisce della detrazione.

 



Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:
Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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