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Nell'atto di trasferimento di un immobile non sono indicate le detrazioni fiscali a favore del venditore, è possibile rimediare?

Se nell'atto di trasferimento di un immobile non è indicato il mantenimento delle detrazioni fiscali a favore del venditore, come è possibile rimediare?


Risposta a cura di 50&PiùCaaf




DOMANDA

Ho venduto un appartamento e subito dopo sono venuto a conoscenza che le detrazioni in corso per lavori di ristrutturazione erano state trasferite automaticamente all'acquirente.

Ho chiesto al notaio perché non mi avesse informato della necessità di esplicitare nell'atto di trasferimento della proprietà che tali detrazioni dovevano rimanere a favore del venditore.

Cosa posso fare contro questa negligenza del notaio?


Grazie







       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA 


L’art. 16-bis del TUIR, al comma 8, prevede che, in caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare.


Il trasferimento della detrazione all’acquirente è, in pratica, il regime “naturale” salvo le parti non evidenzino nell’atto un diverso accordo. Poiché tale accordo è demandato alla volontà di “entrambe le parti” (venditore e acquirente) a nostro parere non si ravvede alcuna inadempienza di natura fiscale da parte del notaio.


La Circolare dell’Agenzia delle entrate del 27/4/2018 n. 7/E prevede che in mancanza di tale specifico accordo nell’atto di trasferimento dell’immobile, la conservazione in capo al venditore delle detrazioni non utilizzate può desumersi anche da una scrittura privata, autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, sottoscritta da entrambe le parti contraenti, nella quale si dia atto che l’accordo in tal senso esisteva sin dalla data del rogito.


Si ritiene, pertanto, che una scrittura privata autenticata dal notaio redatta in ossequio alle indicazioni della citata Circolare possa consentire al venditore di mantenere il diritto ad usufruire dei benefici fiscali relativi gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16 bis del TUIR.


    Cosa c'è da sapere 


    In tema di trasferimento della detrazione fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio la Circolare 7/2018, confermando i precedenti documenti di Prassi, ha evidenziato che la disposizione trova applicazione in tutte le ipotesi in cui si ha una cessione dell’immobile e, quindi, anche nelle cessioni a titolo gratuito quale, ad esempio, la donazione.


    Tale disposizione vale anche in caso di permuta poiché, in base all’art. 1555 del codice civile, le norme stabilite per la vendita si applicano anche alla permuta, in quanto compatibili. Al contrario il trasferimento di una quota dell’immobile non è idoneo a determinare un analogo trasferimento del diritto alla detrazione mancando il presupposto della cessione dell’intero immobile. Pertanto, qualora la vendita sia solo di una quota dell’immobile e non del 100 per cento, l’utilizzo delle rate residue rimane sempre in capo al venditore. L’unica eccezione è rappresentata dalla cessione di una quota parte dell’immobile ad un soggetto che, per effetto di tale acquisto, diventi proprietario esclusivo dell’immobile stesso.



    Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:
    Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


    Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
    a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

    50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 800.000 lavoratori e pensionati.

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