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I genitori non proprietari dell'immobile del figlio, possono detrarre gli interessi del mutuo?

I genitori non proprietari dell'immobile del figlio, possono detrarre gli interessi del mutuo?


Risposta a cura di 50&PiùCaaf




DOMANDA

La mia domanda è questa: ho acquistato una casa prima di sposarmi e la devo ristrutturare. La casa è intestata a me e ho ancora la residenza a casa dei miei genitori. Ho contratto un mutuo e i miei genitori vorrebbero aiutarmi contraendo un mutuo per pagarmi  alcune spese. Possono farlo e detrarre poi le spese dal 730? Mio padre è in pensione, ma svolge altra attività iscritto alla Camera di commercio.


Grazie







       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA 


Per espressa previsione normativa (Art.15 - Detrazione per oneri – del TUIR) per fruire della detrazione del 19% degli interessi passivi, e relativi oneri accessori, nonché delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione, derivanti da mutui ipotecari contratti a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale, tra le altre condizioni, è necessario che il contratto di mutuo venga stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.

I suoi genitori, pertanto, non essendo proprietari/possessori dell’immobile non potranno fruire della detrazione degli interessi passivi e oneri accessori in capo all’eventuale mutuo stipulato per la ristrutturazione ma, qualora ricorrano le condizioni per potersi qualificare “familiari conviventi”, potranno fruire della detrazione per i costi sostenuti per gli interventi agevolati effettuati sull’abitazione in cui si esplica la convivenza già alla data di inizio lavori (Circolare 11.05.1998 n. 121, paragrafo 2.1).


    Cosa c'è da sapere 


    - Detrazione per interventi di recupero edilizio e/o risparmio energetico sostenuti dal familiare convivente:

    La detrazione spetta al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (Circolare 11.05.1998 n. 121, paragrafo 2.1). Per familiari si intendono, a norma dell’art. 5, comma 5, del TUIR, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. Per fruire della detrazione non è necessario che i familiari abbino sottoscritto un contratto di comodato essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiari conviventi (Circolare 11.05.1998 n. 121, paragrafo 2.1). Lo status di convivenza deve sussistere già al momento in cui si attiva la procedura ovvero, come sopra detto per i detentori, alla data di inizio dei lavori (Risoluzione 6.05.200a2 n. 136) e non è necessario sussista per l’intero periodo di fruizione della detrazione.

    La detrazione spetta al familiare per i costi sostenuti per gli interventi effettuati su una qualsiasi delle abitazioni in cui si esplica la convivenza, purché tale immobile risulti a disposizione. La detrazione non compete, quindi, per le spese riferite ad immobili a disposizione di altri familiari (ad esempio, il marito non potrà fruire della detrazione per le spese di ristrutturazione di un immobile di proprietà della moglie dato in comodato alla figlia) o di terzi. Non è invece richiesto che l’immobile oggetto dell’intervento sia adibito abitazione principale del proprietario o del familiare convivente(Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 5.1e Circolare 10.06.2004 n. 24, risposta 1.10). Ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali all’esecuzione dei lavori sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione (Risoluzione 12.06.2002 n. 184).

     

    - Detrazione interessi passivi per mutui ipotecari per la costruzione/ristrutturazione dell’abitazione principale:

    Per poter fruire della detrazione degli interessi è necessario che vengano rispettate le seguenti condizioni:

    - l’unità immobiliare che si costruisce o ristruttura deve essere quella nella quale il contribuente o i suoi familiari intendono dimorare abitualmente;

    - il mutuo deve essere stipulato entro sei mesi, antecedenti o successivi, alla data di inizio dei lavori di costruzione o ristrutturazione. A decorrere dal 1° dicembre 2007 per poter fruire della detrazione, la stipula del contratto di mutuo deve avvenire nei sei mesi antecedenti ovvero nei diciotto mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzione;

    - l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori;

    - il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.

    Ferma restando la detraibilità, alle condizioni sopra riportate, il beneficio in questione deve essere rapportato al costo effettivo sostenuto dal contribuente per la costruzione/ristrutturazione dell’immobile e tale adempimento dovrà essere posto in essere al termine dei lavori. La detrazione, infatti, spetta limitatamente agli interessi relativi all’ammontare del mutuo effettivamente utilizzato e pertanto gli importi devono essere rapportati alle spese sostenute e documentate. La detrazione perciò non spetta sugli interessi che si riferiscono alla parte di mutuo eccedente l’ammontare delle spese documentate e qualora, per questi ultimi, negli anni precedenti si è fruito della detrazione è necessario che siano assoggettati a tassazione separata ai sensi dell’art. 17, comma 1, lett. n-bis), del TUIR.



    Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:
    Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


    Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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