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Modello 730: è tempo di conguagli



A debito o a credito, dal mese di luglio i sostituti d’imposta sono tenuti ad effettuare il conguaglio in busta paga dei lavoratori dipendenti. Per i pensionati l'operazione inizierà ad agosto e settembre. Ma cosa accade in caso di sopraggiunta cessazione del rapporto di lavoro? O di crediti superiori a 4.000 euro? Tutte le casistiche riferite ai conguagli scaturiti dal 730/2018.


a cura di 50&PiùCaaf

L’ultimo giorno utile per la presentazione del Modello 730/2018 (redditi 2017) è stato lo scorso 23 luglio, e già a partire dalla retribuzione del mese di luglio per chi ha presentato la dichiarazione con largo anticipo, il datore di lavoro effettuerà i rimborsi o provvederà a trattenere le somme, ovvero le rate se è stata richiesta la rateizzazione, dovute a titolo di saldo, primo acconto Irpef e cedolare secca, e anche a titolo di addizionali regionale e comunale all’Irpef, di acconto del 20 per cento su taluni redditi soggetti a tassazione separata.

 

Per i pensionati le operazioni di conguaglio verranno effettuate a partire dal mese di agosto o di settembre (anche se è stata richiesta la rateizzazione). Nel caso di conguaglio a credito, può anche accadere che il sostituto d’imposta non rimborsi la totalità del credito risultante dal 730-4. Questo si verifica quando i crediti del Modello 730, che il sostituto d’imposta deve rimborsare, sono superiori alle ritenute che lo stesso deve complessivamente versare all’erario. In tal caso il sostituto rimborserà i crediti residui nei mesi successivi, dandone notizia al dipendente contestualmente all’erogazione della prima rata di rimborso. Se entro il 31/12/2018 il sostituto d’imposta non è riuscito ad effettuare il rimborso, provvederà a comunicare all'interessato gli importi ai quali ha diritto, indicandoli anche nella certificazione Modello CU2019. Tali importi potranno essere fatti valere nella dichiarazione successiva o nella prima dichiarazione utile, se l’anno successivo, ricorrendo le condizioni di esonero, il contribuente non presenterà la dichiarazione dei redditi.

 

Nel caso in cui, invece, il risultato della liquidazione della dichiarazione, evidenziato nel Modello 730-4, risulta a debito, gli importi dovuti dal contribuente verranno trattenuti dalla retribuzione di luglio. Qualora la retribuzione di competenza del mese di luglio risulta insufficiente a trattenere l’intero importo dovuto, la parte residua sarà trattenuta dalle retribuzioni erogate nei mesi successivi. Il differimento del pagamento comporterà, però, l’applicazione di una maggiorazione dello 0,40 per cento mensile in aggiunta alle somme da versare. Se entro il mese di dicembre 2018, il sostituto d’imposta non è riuscito a trattenere gli importi da versare, dovrà comunicarlo al contribuente, che provvederà a versarli, con la maggiorazione dello 0,40 per cento mensile, entro il 31 gennaio 2019.

 


Per i contribuenti che, in mancanza di un sostituto d’imposta tenuto ad effettuare le operazioni di conguaglio, ma in possesso dei requisiti per presentare il Modello 730, hanno presentato un Modello 730/2018 senza sostituto d’imposta e dalla dichiarazione emerge un debito, il soggetto che presta l’assistenza fiscale (CAF o professionista) trasmetterà la delega di versamento degli importi a debito utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, oppure, entro il decimo giorno antecedente la scadenza del termine di pagamento, consegnerà la delega di versamento compilata al contribuente che effettuerà il pagamento con Modello F24.

In questo caso i versamenti devono essere effettuati nei termini ordinari previsti per le dichiarazioni dei redditi presentate per l’anno d’imposta 2018, cioè, in via generale, entro il 02 luglio 2018, oppure, entro il 20 agosto 2018 con la maggiorazione dello 0,40 per cento mensile. Nel caso in cui, invece, dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso sarà eseguito direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Il rimborso non verrà erogato se il credito derivante dalla somma algebrica complessiva delle singole imposte, a debito e a credito, è pari o inferiore a 12,00 euro. I contribuenti, senza sostituto, che vogliono ottenere l’accredito del rimborso fiscale direttamente sul proprio conto corrente bancario o postale, possono farne richiesta, comunicando il proprio codice IBAN, tramite l’apposito modello reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il Modello può essere presentato:

- in via telematica, se il contribuente è in possesso di pincode, tramite la specifica applicazione a disposizione sul sito dell’Agenzia delle entrate;

- presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate, che acquisirà le coordinate bancarie del conto corrente del richiedente.

   
   Cosa c'è da sapere...

I controlli preventivi dell'Agenzia delle Entrate

Secondo le disposizioni dell’articolo 5, comma 3-bis, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, l’Agenzia delle Entrate, nei casi previsti dalla legge, può effettuare controlli preventivi, in via automatizzata o mediante verifica della documentazione, entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione alle posizioni che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate (indipendentemente dall’importo del rimborso) oppure determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro.

Con Provvedimento del 9 giugno 2017, l’Agenzia ha inoltre chiarito che per le posizioni sottoposte a controllo preventivo, il 730-4 non sarà messo a disposizione del sostituto d’imposta, ed il rimborso verrà effettuato direttamente dalla stessa al termine dei controlli, ed entro il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione Modello 730/2018.

Con la Circolare n. 4/2018 di recente emanazione la stessa Agenzia delle Entrate, in relazione alle operazioni di conguaglio a debito oppure a credito del Modello ha evidenziato che:

  1. il sostituto d’imposta potrà effettuare i conguagli del Modello 730/2018 sulla retribuzione di luglio oppure agosto solo dopo aver ricevuto il 730/4 da parte dell’Agenzia delle Entrate in via telematica;

  2. il sostituto d’imposta che non è tenuto al conguaglio deve effettuare la restituzione del Modello 730/4 all’Agenzia delle Entrate mediante i servizi telematici. Il CAF potrà elaborare un eventuale modello 730 Integrativo di tipo 2, per cambio sostituto, solo dopo che l’Agenzia (oppure l’INPS) gli abbia comunicato lo scarto del 730/4;

  3. il CAF non può rilasciare i modelli 730/4 cartacei al sostituto d’imposta, oppure al dichiarante, ad eccezione dei casi in cui l’Agenzia non abbia espressamente comunicato al CAF che l’invio del risultato contabile dovrà essere effettuato al Sostituto in via “cartacea”;

  4. il diniego di effettuare il conguaglio da parte del sostituto è possibile esclusivamente nei casi in cui il rapporto di lavoro con il contribuente non è mai esistito, ovvero è cessato entro il 31 marzo 2018;

  5. se il rapporto di lavoro cessa dopo il 31/03/2018 il sostituto d’imposta è comunque tenuto a conguagliare gli importi a credito anche ai dipendenti cessati o privi di retribuzione, mediante una corrispondente riduzione delle ritenute relative ai compensi corrisposti agli altri dipendenti. In caso di conguaglio a debito il sostituto dovrà, invece, comunicare al contribuente le somme che devono essere versate mediante F24.

 

 

Grazie alla competenza dei suoi esperti fiscali, 50&PiùCaaf svolge un elevato servizio di assistenza apponendo il visto di conformità che, per i dati certificati, ti esonera da ogni incombenza e dai futuri controlli dell’Amministrazione Finanziaria sulla tua dichiarazione dei redditi Modello 730. Ogni anno oltre 800.000 lavoratori e pensionati scelgono il nostro Caaf.

 


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