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Bonus Mobili e Modello 730/2018



E' possibile portare in detrazione le spese per l'arredo e grandi elettrodomestici sostenute nel 2017 e collegate a interventi di recupero edilizio. Il 23 luglio è l'ultimo giorno utile per presentare la dichiarazione dei redditi modello 730/2018.


a cura di 50&PiùCaaf


Prima la Legge di Bilancio 2017 e poi la Legge di Bilancio 2018 hanno disposto la proroga fino al 31 dicembre 2017 e, successivamente, fino al 31 dicembre 2018, del cosiddetto bonus arredo, introdotto dal D.L. n. 63/2013.

Il bonus arredo consiste nella possibilità, per i soggetti che effettuano interventi di recupero edilizio, di fruire della detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di: mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni) destinati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, per un importo di spesa complessivo non superiore ad € 10.000,00, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.


Per fruire della detrazione sulle spese per arredo sostenute fino al 2016, era richiesto il sostenimento di spese per recupero edilizio dal 26 giugno 2012, senza ulteriori limiti; si poteva, ad esempio, beneficiare nel 2016 dell’agevolazione delle spese sostenute per arredi collegate anche ad interventi di recupero effettuate nel 2013.

 

Diversamente, la detrazione di spese per l’arredo sostenute nel 2017 è ammessa solo in presenza di spese per recupero edilizio relative ad interventi iniziati a partire dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017; nel 2017 rimangono escluse quindi dall’agevolazione le spese per l’arredo collegate a lavori di recupero edilizio iniziati prima di tale data. Le spese per mobili ed elettrodomestici sostenute nel 2018 risultano, invece, agevolabili solo in presenza di interventi di recupero edilizio iniziati dal 1° gennaio 2017.


In linea generale per fruire del bonus arredo occorre il sostenimento di spese per interventi di recupero edilizio di cui all’art. 16-bis, TUIR su singole unità immobiliari residenziali o su parti comuni degli edifici residenziali.

In caso di interventi effettuati su parti comuni condominiali, gli acquisti di mobili ed elettrodomestici sono agevolabili solamente se finalizzati all’arredo delle suddette parti comuni (guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc.).


In tal caso, non sono agevolabili gli acquisti di mobili ed elettrodomestici destinati all’arredo delle

singole unità immobiliari.

Secondo l’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 29/2013) è possibile collegare il bonus arredo ai seguenti interventi previsti dall’art. 16-bis, TUIR:


  • interventi di cui all’art. 3, D.P.R. n. 380/2001, ovvero manutenzione ordinaria (solo parti comuni di edificio residenziale),manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia - art. 16-bis, comma 1, lett. a) e b), TUIR;

  • interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi - art. 16-bis, comma 1, lett. c), TUIR;

  • acquisto o assegnazione di immobile ristrutturato da impresa di costruzioni o cooperativa edilizia, che provveda entro 18 mesi dal termine dei lavori all’alienazione o assegnazione dell’immobile - art. 16-bis, TUIR, comma 3.

Diversamente, non possono considerarsi interventi edilizi che consentono la fruizione del bonus mobili:


  • la realizzazione di posti auto o box pertinenziali;

  • gli interventi finalizzati alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi (ad esempio, installazione di sistemi di antifurto).

Per usufruire dell’agevolazione, inoltre, è necessario che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, non è necessario invece che le spese di recupero edilizio siano sostenute prima di quelle per l’arredo. La data di avvio dei lavori potrà essere provata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, dalla comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori), se obbligatoria, oppure, per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del Dpr 445/2000), come prescritto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.


Rientrano tra le spese agevolabili l’acquisto di mobili, quali letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Per quel che riguarda i grandi elettrodomestici, la norma limita il beneficio all’acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, se per quelle tipologie è obbligatoria l’etichetta energetica. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano, per esempio, fra i grandi elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.


Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito.


L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

Per avere la detrazione occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Se il pagamento è disposto con bonifico bancario o postale, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.


La detrazione è ammessa anche se i beni sono stati acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento.


I documenti da conservare sono:

  • l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente);

  • le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, insieme all’indicazione della natura, della qualità e della quantità dei beni acquistati, è equivalente alla fattura.

   
   Cosa c'è da sapere...

L'assistenza del Caf

Chi si rivolge ad un Caf ha tempo fino al 23 luglio per elaborare la propria dichiarazione dei redditi Modello 730/2018. Il Caf ha l’obbligo di verificare che i dati indicati nel modello 730 siano conformi ai documenti esibiti dal contribuente (relativi a oneri deducibili e detrazioni d’imposta spettanti, alle ritenute, agli importi dovuti a titolo di saldo o di acconto oppure ai rimborsi) e rilascia per ogni dichiarazione un visto di conformità (ossia una certificazione di correttezza dei dati).

 

E’ pertanto necessario esibire al Caf tutta la documentazione per verificare la conformità dei dati da riportare nella dichiarazione 730. I principali documenti da esibire sono la Certificazione Unica e le altre certificazioni che documentano i redditi percepiti e le ritenute subite, gli scontrini, le ricevute, le fatture e le quietanze che provano le spese sostenute, gli attestati di versamento d’imposta eseguiti con il modello F24.

 

 

Grazie alla competenza dei suoi esperti fiscali, 50&PiùCaaf svolge un elevato servizio di assistenza apponendo il visto di conformità che, per i dati certificati, ti esonera da ogni incombenza e dai futuri controlli dell’Amministrazione Finanziaria sulla tua dichiarazione dei redditi Modello 730. Ogni anno oltre 800.000 lavoratori e pensionati scelgono il nostro Caaf.

 


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