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Rivalutati i minimali e massimali contributivi per il 2018


Il tasso di rivalutazione è dell'1,1%. L'aggiornamento riguarda i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato.


A cura di 50&PiùEnasco


L’Inps con una recente circolare ha comunicato i valori per il 2018 dei minimali e massimali che consentono l'accredito della contribuzione per i lavoratori dipendenti sia del settore pubblico che privato nonché del limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi per la generalità dei lavoratori.

L'Istituto di previdenza ha aggiornato infatti i minimi ed i massimali che riguardano tutte le tipologie di contribuzione in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Per calcolare gli importi validi nel 2018 l'Inps ha applicato il tasso di rivalutazione del 1,1% rilevato a novembre 2017.

Minimale

Il legislatore ha stabilito che, a prescindere dalla retribuzione di fatto percepita dal lavoratore, ai fini contributivi, l'importo della somma dovuto per la controprestazione lavorativa non possa essere inferiore determinati limiti.

Nello specifico l'articolo 1 del decreto legge 338/89 prevede che la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi previdenziali non può essere inferiore alle retribuzioni stabilite da leggi e da contratti collettivi o individuali (in quest’ultimo caso solo se ne deriva una retribuzione superiore a quella prevista dal contratto collettivo). Pertanto  il reddito da lavoro dipendente da assoggettare a contribuzione deve essere aumentato, se inferiore, sino a raggiungere il 9,5% della pensione minima in vigore (il cd. minimo dei minimi).

Per il 2018, quindi, il minimale giornaliero da assoggettare a contributi risulta fissato nella misura del  48,20 euro, pari al 9,5% di 507,42 euro, minimo di pensione di gennaio 2018.

Minimale part-time

La  legge n. 389/1989  prevedono che la retribuzione minima oraria da assumere quale base in caso di part-time, debba determinarsi rapportando alle giornate di lavoro settimanale a orario normale il minimo giornaliero, e dividendo l'importo così ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale stabilito dal contratto collettivo nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno.

Detto procedimento di calcolo del minimale orario si articola con le seguenti operazioni: 

- si moltiplica il minimale giornaliero, ossia 48,20 euro per il numero delle giornate di lavoro settimanale a orario normale. Tale valore, in considerazione delle disposizioni e dei criteri vigenti in materia di minimali giornalieri, è in linea generale pari a 6, anche nei casi in cui l'orario di lavoro sia distribuito in 5 giorni.

- si divide il prodotto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno.

Applicando tale criterio, considerando un orario settimanale contrattuale di 40 ore, il minimale orario part-time per il 2018 risulta pari a 7,23 euro (48,20 x 6: 40).

Il limite per l'accredito di una settimana

Anche nel 2018 il limite l'accredito completo dei contributi obbligatori e figurativi settimanali è fissato nella misura del 40% del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio dell'anno di riferimento.

Pertanto nel 2018 è pari a 202,97 euro a settimana per un totale di 10.544 euro l'anno. Tale minimale, che si aggiunge a quelli indicati ai due punti precedenti, si applica per tutti i lavoratori, in particolare per quelli a tempo parziale e comporta, in caso di retribuzioni annue inferiori ai limiti, che l’INPS accrediti un numero di contributi settimanali in modo proporzionale riducendo l'anzianità annua (contrazione del periodo di riferimento).

Aliquota aggiuntiva

L'art. 3-ter legge n. 438/1992 stabilisce che, a decorrere dal1° gennaio 1993, in favore di tutti i regimi pensionistici che prevedono aliquote contributive a carico del lavoratore inferiore al 10% (attualmente 9,19%), è dovuta una quota aggiuntiva nella misura di un punto percentuale sulle quote di retribuzione eccedenti il limite della prima retribuzione pensionabile.

Per il 2018 la prima fascia di retribuzione pensionabile è di  euro 46.630 euro. Pertanto, l'aliquota aggiuntiva predetta (1%), deve essere applicata sulla quota di retribuzione eccedente detto limite, il quale, rapportato a 12 mesi, viene mensilizzato  in 3.886 euro.

Massimale

L'Inps fissa anche il massimale annuo pensionabile per i nuovi assicurati dal 1° gennaio 1996 (cioè per i cd. contributivi puri) o per quelli che optano alla pensione contributiva. Nel 2018 questi lavoratori non sono tenuti a versare i contributi previdenziali per le retribuzioni che eccedono i 100.427,00 euro annui.

Per i direttori generali, i direttori amministrativi e i direttori sanitari delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere il  massimale retributivo  è pari a 184.885 euro.

 


   In evidenza...


Maternità e congedo straordinario

L'Inps precisa che l’importo dell’indennità di maternità obbligatoria a carico dello Stato ai sensi dell’art. 78 del D.Lgs. 151/2001 e che è corrisposto alle lavoratrici interessate nei casi previsti dall’art. 75 dello stesso decreto legislativo, per l’anno 2018 è pari a 2.109,19 e che è il minimo spettante in caso di erogazione dell’indennità di maternità.

Per quanto riguarda invece il tetto massimo complessivo della retribuzione per congedo straordinario per assistere un familiare con handicap e dei relativi contributi obbligatori a carico dell’amministrazione, l'Inps comunica che il valore quest'anno non può eccedere i 47.968,00 euro.  



Per qualsiasi problematica attinente l’argomento trattato, o per altra questione di natura previdenziale, il Patronato 50&PiùEnasco offre in via del tutto gratuita la consulenza e l’assistenza necessaria.


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 Gli esperti di 50&PiùEnasco che curano questa Rubrica sono:
 Paolo Daprelà, Filomena Ianni, Mauro Torciano, Daniela Toschetti.

50&PiùEnasco è un Istituto di Patronato e di Assistenza Sociale, presente su tutto il territorio nazionale e fornisce la propria assistenza gratuita nello svolgimento delle pratiche relative a tutte le tipologie di prestazioni erogate da INPS (comprensive di quelle a carico dei lavoratori pubblici - ex INPDAP - e dei lavoratori dello spettacolo - ex ENPALS, ENASARCO, INAIL, Ministero dell'Interno.

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