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Chi ha lavorato all'estero, ma non è iscritto all'Aire, deve presentare la dichiarazione dei redditi anche in Italia?

Chi ha lavorato all'estero, ma non è iscritto all'Aire, deve presentare la dichiarazione dei redditi anche in Italia?



Risposta a cura di 50&PiùCaaf



DOMANDA

 

Ho un quesito da risolvere. Nel corso del 2017 ho lavorato in Olanda per meno di 183 giorni. Non sono iscritto all'Aire, lo farò nel 2018.
I miei redditi pertanto sono: reddito olandese più un reddito italiano derivante da un immobile affittato.

Devo presentare dichiarazione dei redditi in Italia e anche in Olanda?
Nella dichiarazione italiana mi verranno decurtate le tasse pagate in Olanda?

Grazie








       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA
 

In linea generale, possiamo affermare che per stabilire dove un cittadino è tenuto a pagare le imposte sui redditi percepiti occorre considerare il concetto di “residenza fiscale”. In base al cosiddetto “principio della tassazione mondiale” (World Wide Taxation Principle), sul quale si fonda il sistema fiscale di molti Paesi europei e che è stato adottato anche dalla legislazione fiscale italiana, il cittadino che lavora all’estero, mantenendo la residenza italiana, ha comunque l’obbligo di pagare le imposte in Italia anche sui redditi prodotti all’estero, salvo che sia diversamente indicato da disposizioni contenute nelle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni. Le eventuali imposte pagate a titolo definitivo nei Paesi in cui i redditi sono stati percepiti si possono comunque detrarre da quelle italiane, sotto forma di credito d’imposta, nei limiti stabiliti dall’articolo 165 del Tuir, che stabilisce quanto segue: “Se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all'estero, le imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi, sono ammesse in detrazione dall'imposta netta dovuta fino alla concorrenza della quota d'imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all'estero ed il reddito complessivo, al netto delle perdite di precedenti periodi d'imposta ammesse in diminuzione”.

 

L’Italia ha stipulato con molti Paesi le cosiddette “Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni”, e riconosce un credito d’imposta per le imposte pagate all’estero nel momento in cui si dichiarano i redditi in Italia. Le Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni sono degli accordi tra due Stati, attraverso i quali viene disciplinata la sovranità tributaria di entrambi, in base al principio della reciprocità. Oltre a evitare le doppie imposizioni sui redditi e sul patrimonio dei rispettivi residenti, le Convenzioni hanno anche lo scopo di prevenire l’evasione e l’elusione fiscale. Generalmente, le Convenzioni non prevedono che sia un unico Stato, tra i due contraenti, ad assoggettare a tassazione un determinato tipo di reddito (tassazione esclusiva).

Per questo motivo, è necessario dichiarare in Italia anche i redditi conseguiti all’estero. La doppia imposizione viene comunque eliminata mediante l’applicazione dell’articolo 165 del Tuir, secondo il quale le imposte pagate all’estero a titolo definitivo sono ammesse in detrazione dall’imposta netta fino a concorrenza della quota di imposta italiana. E’ opportuno sottolineare che le imposte estere si considerano pagate a titolo definitivo quando esse non sono ripetibili o è stata presentata la dichiarazione dei redditi all’estero o vi è un’apposita certificazione di definitività dell’imposta, rilasciata dalle autorità estere.

 

E’ bene evidenziare anche che l'art. 51, comma 8 bis, del TUIR prevede che: "... il reddito di lavoro dipendente, prestato all'estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto da dipendenti che nell'arco di dodici mesi soggiornano nello Stato estero per un superiore a 183 giorni, può essere determinato sulla base delle convenzionali definite annualmente con ildel Ministro del lavoro e della previdenza sociale". In questo caso, anche le ritenute assolte in via definitiva all’estero vanno rapportate al “reddito convenzionale”.

 

In sintesi, venendo al suo quesito, salvo che sia diversamente indicato da disposizioni contenute nelle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, è tenuto a presentare la dichiarazione in Italia, conguagliando i redditi percepiti all’estero con i redditi percepiti in Italia. A tal fine, oltre al reddito derivante dalla locazione di un immobile in Italia, le occorre acquisire la Certificazione dei redditi percepiti all’estero nell’anno 2017 rilasciata dal datore di lavoro estero. Le imposte pagate all’estero a titolo definitivo, ammesse in detrazione dall’Imposta netta fino alla concorrenza della quota di Imposta italiana, corrispondente al rapporto tra redditi prodotti all’estero e reddito complessivo, andranno indicate nel Quadro G del Modello 730, ovvero nel Quadro CE del Modello Redditi PF.

 


 

Cosa c’è da sapere...

Come espressamente indicato nell’art. 2 del Tuir (Dpr 917/1986), per le imposte sui redditi si considerano fiscalmente residenti in Italia le persone che:

- per la maggior parte del periodo d’imposta (cioè, per almeno 183 giorni all’anno) sono

iscritte nelle Anagrafi comunali della popolazione residente in Italia;

- hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza;

- si sono trasferiti in uno dei Paesi a fiscalità privilegiata (salvo prova contraria).

L’A.I.R.E (“Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero”) contiene i dati dei cittadini che risiedono all’estero per un periodo di tempo superiore a 12 mesi o, per i quali, è stata accertata d’ufficio tale residenza. Il cittadino italiano che trasferisce la propria residenza da un comune italiano all’estero (anche se in un Paese dell’Unione Europea), entro 90 giorni dal trasferimento della residenza deve iscriversi all’AIRE presso l’Ufficio consolare competente per territorio. Con l’iscrizione all’AIRE, che è gratuita, si viene cancellati dall’Anagrafe della popolazione residente del Comune italiano di provenienza. L’iscrizione può anche avvenire d’ufficio, sulla base di informazioni di cui l’Ufficio consolare sia venuto a conoscenza.



 

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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