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Gli eredi beneficiano delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione se l'immobile è stato venduto?

Gli eredi possono beneficiare delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia se l'immobile è stato venduto? 

Risposta a cura di 50&PiùCaaf



DOMANDA


Pongo il seguente quesito per il quale non ho trovato risposta su nessun sito: nel 2015 ho venduto il mio appartamento e ho concordato con l'acquirente di scrivere nell'atto di vendita che le detrazioni per interventi di ristrutturazione restavano a mio favore, per cui sto ancora godendo, al momento della denuncia dei redditi, delle detrazioni fiscali.

Vorrei sapere se, in caso di morte, queste detrazioni sono fruibili da mio figlio unico erede in quanto ho letto che lo sono solo a patto che gli eredi conservino la detenzione materiale e diretta dell'immobile in oggetto, cosa che non ho più avendolo venduto
?


Grazie







       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA
 

Il trasferimento delle quote residue non fruite dal defunto della detrazione di cui all’art.16-bis, si concretizza esclusivamente in caso di immobile acquistato per successione mortis causa.

Come da Lei evidenziato nel quesito, le quote residue, si trasferiscono per intero esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

Nella fattispecie ipotizzata, trattandosi di un immobile già venduto, l’erede, in sede di successione mortis causa, non acquisirà il possesso e di conseguenza non potrà subentrare nel diritto alla detrazione per le quote residue di detrazione.

 


Cosa c’è da sapere...

    Trasferimento dell’immobile mortis causa”:


    In caso di acquisizione dell’immobile per successione, le quote residue di detrazione si trasferiscono per intero esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile. In sostanza la detrazione compete a chi può disporre dell’immobile, a prescindere dalla circostanza che lo abbia adibito a propria abitazione principale (Circolare 10.6.2004 n. 24, risposta 1.1). A tale riguardo si precisa che:

    - se l’immobile è locato, non spetta la detrazione, in quanto l’erede proprietario non ne può disporre;

    - se l’immobile è a disposizione, la detrazione spetta in parti uguali agli eredi;

    - se vi sono più eredi, qualora uno solo abiti l’immobile, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo, non avendone più gli altri la disponibilità;

    - se il coniuge superstite, titolare del solo diritto di abitazione, rinuncia all’eredità, non può fruire delle residue quote di detrazione, venendo meno la condizione di erede. In tale caso neppure gli altri eredi (figli) potranno beneficiare della detrazione se non convivono con il coniuge superstite, in quanto non hanno la detenzione materiale del bene.


    La condizione della “detenzione materiale e diretta del bene” deve sussistere non solo per l’anno dell’accettazione dell’eredità, ma anche per ciascun anno per il quale il contribuente intenda fruire delle residue rate di detrazione. L’erede che deteneva direttamente l’immobile e successivamente lo ha concesso in comodato o in locazione non può fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui non detiene l’immobile direttamente. Tuttavia, al termine del contratto di locazione o di comodato, potrà beneficiare delle eventuali rate residue di competenza (Circolare 24.04.2015 n. 17, risposta 3.3).

    In caso di vendita o di donazione da parte dell’erede che ha la detenzione materiale e diretta del bene, le quote residue della detrazione non fruite da questi non si trasferiscono all’acquirente/donatario neanche nell’ipotesi in cui la vendita o la donazione siano effettuate nel medesimo anno di accettazione dell’eredità.


    La detrazione si trasmette anche quando il beneficiario dell’agevolazione (de cuius) era il conduttore dell’immobile, purché l’erede conservi la detenzione materiale e diretta, subentrando nella titolarità del contratto di locazione (Circolare 09.05.2013 n. 13, risposta 1.1).


    In linea generale, la detrazione non si trasferisce agli eredi del comodatario, in quanto non subentrano nel contratto. Tuttavia, nell’ipotesi in cui l’erede sia il comodante questi potrà portare in detrazione le rate residue in quanto, in qualità di proprietario dell’immobile, ha il titolo giuridico che gli consente di fruire della detrazione. E’ necessario, tuttavia, che abbia la detenzione materiale e diretta del bene (Circolare 06.05.2016, n. 18, risposta 3.2).

     

     

    Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


    Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
    a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

    50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 800.000 lavoratori e pensionati.

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