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In caso di trasferimento della residenza dall’immobile di proprietà a un altro preso in locazione, occorre pagare l’Imu?

In caso di trasferimento della residenza dall’immobile di proprietà a un altro preso in locazione, occorre pagare l’Imu?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf



DOMANDA

Sono proprietario di un immobile presso il quale ho sempre avuto la mia residenza.
Se prendo in locazione un altro immobile (vivendoci, ovviamente), posso spostare qui la mia residenza, senza dover poi pagare l'Imu sull'unico immobile di mia proprietà?

Grazie







       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

Ai fini Imu è richiesto che il possessore (proprietario o titolare di diritto reale di godimento) dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’immobile destinato ad abitazione principale.

Il comma 2 dell’art. 13, D.l. n.201/2011 definisce, infatti, l’abitazione principale come l’unica unità immobiliare nella quale il possessore e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale. In sostanza, con la definizione di abitazione principale, predisposta ai fini Imu, il legislatore ha voluto collegare i benefici dell’abitazione principale e delle sue pertinenze al possessore e al suo nucleo familiare; in secondo luogo, si è proceduto a unificare il concetto di residenza anagrafica e di dimora abituale individuando come abitazione principale solo l’immobile in cui le condizioni previste dalla norma sussistono contemporaneamente.

Ne discende che, in caso di trasferimento della residenza anagrafica e della dimora abituale, a partire dal giorno seguente la variazione, l’immobile non può continuare ad essere considerato esente dall’imposta, ma  diviene un immobile a disposizione che sconta l’IMU calcolata sulla base dell’aliquota ordinaria.

 


Cosa c’è da sapere...

La legge n. 147 del 2013 (legge di stabilità per il 2014) ha individuato l’Imu quale imposta facente parte della Iuc, insieme alla Tasi e alla Tari. Il presupposto dell’Imu è il possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli. L’abitazione principale, vale a dire l’unità immobiliare in cui il soggetto passivo e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente, è stata assoggettata all’Imu negli anni 2012 e 2013. A decorrere dall’anno 2014, invece, la legge n. 147 del 2013 ha stabilito l’abolizione dell’Imu per le abitazioni principali, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali resta ferma l’applicazione dell’aliquota ridotta e della detrazione. 
Sono equiparate per legge all’abitazione principale le seguenti fattispecie:
 
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;
  • i fabbricati di abitazione civile destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008;
  • la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'art. 28, comma 1, del D.Lgs. n. 139 del 2000, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
  • una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso (detta assimilazione opera a decorrere dal 2015).
Il comune, inoltre, ha la facoltà di equiparare all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.

A decorrere dal 2016, invece, non è più prevista la facoltà per il comune di considerare adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare concessa dal soggetto passivo in comodato ai parenti in linea retta di primo grado che la utilizzano come abitazione principale. Per detta unità immobiliare data in comodato è prevista direttamente dalla legge la riduzione del 50% della base imponibile, fatta eccezione per le abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.  

 

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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