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Naspi e calcolo della pensione


La recente sentenza della Corte Costituzionale stabilisce che l’importo della pensione non subisce una riduzione se il lavoratore ha già maturato l’anzianità contributiva necessaria al pensionamento. La pronuncia nasce dal contenzioso tra l'Inps e un assicurato destinatario della Naspi.


A cura di 50&PiùEnasco


Quando si è già raggiunta l’anzianità contributiva, la percezione dell’indennità di disoccupazione, in prossimità del pensionamento, non può compromettere l’importo della pensione. 

In altre parole, se il lavoratore ha già maturato il requisito contributivo, i periodi figurativi di disoccupazione percepiti negli ultimi cinque anni possono essere esclusi dalla base di calcolo, se la loro inclusione ne riduce l'importo. Lo ha affermato la Corte Costituzionale nella sentenza n. 82/2017, con cui dichiara l'illegittimità della norma che stabilisce il periodo temporale di ricerca della retribuzione pensionabile (art. 3, comma 8, della legge n. 292/1982). La norma, secondo la Corte, non è conforme ad alcuni principi contenuti nella Carta (art. 36, comma 1, e art. 38, comma 2).


La dichiarazione d’illegittimità costituzionale è scaturita da un contenzioso tra l’Inps e un lavoratore riguardo alle modalità di calcolo della retribuzione pensionabile, cioè la base di calcolo dell’importo della pensione. Il disappunto (da cui è sorto il contenzioso) è la situazione che si crea per il lavoratore che, trovatosi senza lavoro prima di andare in pensione e quando già ha maturato l’anzianità contributiva necessaria al pensionamento, fruisca di alcuni periodi di disoccupazione nell’attesa di maturare l’età utile a pensionarsi. Poiché la base pensionabile tiene conto dell’ultimo periodo di contribuzione, l’importo della pensione subisce un negativo condizionamento dalla presenza dei periodi di disoccupazione: essi riducono la retribuzione pensionabile di riferimento e, di conseguenza, riducono pure l’importo della pensione.


La Corte costituzionale ha ritenuto la questione fondata riguardo ai periodi di contribuzione per disoccupazione che si collocano nelle ultime 260 settimane lavorative (gli ultimi cinque anni). In via di principio, si legge nella sentenza, quando il lavoratore possiede i requisiti assicurativi e contributivi per beneficiare della pensione, la contribuzione acquisita nella fase successiva (alla maturazione di tali requisiti) non può determinare una riduzione della prestazione virtualmente già maturata. Un principio, questo, che è stato già enunciato dalla stessa Corte a proposito dei contributi volontari e di quelli figurativi per periodi di cassa integrazione salariale. 


Un principio, peraltro, che risulta già consolidato nella giurisprudenza di legittimità, la quale ribadisce che ogni forma di contribuzione, sopravvenuta rispetto al maturare dell’anzianità assicurativa e contributiva minima, deve essere esclusa dal computo della base pensionabile, se tale apporto produca un risultato meno favorevole per l’assicurato. Di fatto, dunque, la “neutralizzazione” può operare in qualunque situazione, eccetto per i periodi di contribuzione che concorrono a integrare il requisito necessario per l’accesso alla pensione. 

 




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Le precedenti sentenze

Il principio della neutralizzazione è già stato applicato in passato in caso di prosecuzione volontaria (sentenza 307/1989), di retribuzione dell’ultimo periodo notevolmente inferiore a quella precedente (sentenza 264/1994), di contribuzione figurativa per integrazione salariale (sentenza 388/1995). 



Per qualsiasi problematica attinente l’argomento trattato, o per altra questione di natura previdenziale, il Patronato 50&PiùEnasco offre in via del tutto gratuita la consulenza e l’assistenza necessaria.



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 Gli esperti di 50&PiùEnasco che curano questa Rubrica sono:
 Paolo Daprelà, Filomena Ianni, Mauro Torciano, Daniela Toschetti.

50&PiùEnasco è un Istituto di Patronato e di Assistenza Sociale, presente su tutto il territorio nazionale e fornisce la propria assistenza gratuita nello svolgimento delle pratiche relative a tutte le tipologie di prestazioni erogate da INPS (comprensive di quelle a carico dei lavoratori pubblici - ex INPDAP - e dei lavoratori dello spettacolo - ex ENPALS, ENASARCO, INAIL, Ministero dell'Interno.

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