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Il figlio comodatario può farsi carico delle spese di ristrutturazione edilizia e portarle in detrazione?

Il figlio comodatario può farsi carico delle spese di ristrutturazione edilizia e portarle in detrazione?



Risposta a cura di 50&PiùCaaf



DOMANDA

 

Mio padre vorrebbe darmi in comodato d'uso gratuito la sua abitazione da ristrutturare. Attualmente è la sua residenza e a lavori ultimati io e la mia famiglia ci trasferiremo insieme a lui, nello stesso appartamento.

 

E' già stata presentata la comunicazione di inizio lavori a nome di mio padre, ma i lavori veri e propri devono ancora iniziare e non è ancora stata emessa alcuna fattura.

Vorrei sapere se, una volta avuto il comodato, io ed i miei familiari conviventi potremo portare in detrazione le spese che sosterremo per la ristrutturazione (le fatture saranno emesse a nostro nome).

Grazie  






       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione non solo i proprietari degli immobili ma anche i titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.  

Tra i soggetti che possono usufruire dei benefici fiscali sono compresi:

-  i proprietari o nudi proprietari;

- i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie); 
-  i locatari o comodatari. 


La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/2017 precisa che
la detrazione spetta anche ai detentori dell’immobile a condizione che siano in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario e che la detenzione dell’immobile sussista al momento di avvio dei lavori e risulti da un atto (contratto di locazione o di comodato) regolarmente registrato.


In merito all’obbligo di registrazione del contratto di comodato la citata Circolare ha inoltre precisato quanto segue:

Al fine di garantire la necessaria certezza ai rapporti tributari, la mancanza, al momento dell’inizio dei lavori, di un titolo di detenzione dell’immobile risultante da un atto registrato preclude il diritto alla detrazione, anche se si provvede alla successiva regolarizzazione.”

 

Tornando al suo quesito, per usufruire della detrazione sulle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16 bis del TUIR,  è necessario che il contratto di comodato sia registrato prima dell’inizio dei lavori e che suo padre, in qualità di proprietario, le rilasci il consenso scritto alla loro esecuzione. Poiché la data di inizio dei lavori deve essere comprovata dai titoli abilitativi è necessario verificare che la predetta data di inizio lavori, indicata nella Comunicazione presentata al Comune,  sia successiva alla data di registrazione del contratto di comodato.

Qualora la data di inizio lavori fosse errata è comunque possibile provvedere a correggerla, al fine di indicare quella effettiva, mettendo in atto il procedimento di regolarizzazione previsto dal regolamento edilizio del suo Comune.

Nella dichiarazione dei redditi dovranno essere indicati, oltre ai dati catastali identificativi dell’immobile, anche gli estremi di registrazione del contratto di locazione o di comodato.

 

Cosa c’è da sapere...

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (così come attestato dallo Stato di famiglia), purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture. Il titolo che attesta la disponibilità dell'immobile, requisito richiesto per fruire della detrazione, è costituito dalla condizione di familiare convivente e, pertanto, non è richiesta l'esistenza di un sottostante contratto di comodato. 

Per familiari, si intendono, a norma dell’art. 5, comma 5, del TUIR, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

 

Lo status di convivenza deve sussistere già al momento in cui si attiva la procedura ovvero, come sopra detto per i detentori, alla data di inizio dei lavori. La detrazione spetta al familiare per i costi sostenuti per gli interventi effettuati su una qualsiasi delle abitazioni in cui si esplica la convivenza, purché tale immobile risulti a disposizione.

 

Per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2016 la detrazione spetta, in aggiunta, al convivente more uxorio del proprietario dell’immobile anche in assenza di un contratto di comodato. La disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta, infatti, insita nella convivenza che si esplica ai sensi della legge n. 76 del 2016 (c.d. legge Cirinnà).



 

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 800.000 lavoratori e pensionati.

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