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Se la prima casa è data in comodato d’uso gratuito ai figli, si deve pagare l’Imu?

Se la prima casa è data in comodato d’uso gratuito ai figli, si deve pagare l’Imu?


Risposta a cura di 50&PiùCaaf



DOMANDA


Possiedo una prima abitazione in un comune della provincia di Bergamo, in cui io e il mio nucleo famigliare siamo stati residenti per oltre 20 anni dopo l'acquisto.

A giugno di quest'anno abbiamo spostato la residenza in un altro immobile di proprietà di un privato dove paghiamo regolare affitto.

L'immobile di mia proprietà è stato dato a mia figlia in comodato d'uso gratuito. Siamo tenuti, al pagamento dell'Imu come seconda casa?


Grazie
 






       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA


Con la Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) è stata abrogata la disposizione che permetteva ai Comuni l’assimilazione ad abitazione principale dell’immobile dato in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori-figli).

Queste abitazioni, escluse quelle di lusso (vale a dire non accatastate A/1, A/8 A/9) dal 2016 sono soggette ad aliquota IMU ordinaria, salvo che non si rispettino le condizioni previste per il nuovo comodato, il quale, ora ai fini IMU, prevede solo una riduzione del 50% della base imponibile.

Pertanto, venendo al suo quesito, per usufruire di tale agevolazione lei, in qualità di comodante, deve possedere un solo immobile in Italia e risiedere anagraficamente, nonché dimorare abitualmente, nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato a sua figlia.

Inoltre, non valendo nessuna scrittura privata o altra forma/dichiarazione di concessione del comodato, è strettamente necessario che il contratto di comodato sia registrato all’Agenzia delle Entrate e che sua figlia (comodataria) utilizzi l’immobile come propria dimora abituale, avendovi trasferito anche la residenza. Dovrà, altresì, comunicare e attestare il possesso dei requisiti al Comune tramite apposita Dichiarazione (IMU) di cui all’art. 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23.

Cosa c’è da sapere...

Ai fini dell'applicazione del Comodato gratuito con riduzione del 50% della base imponibile, come specificato dal MEF con Circolare N.1/DF del 17 febbraio 2016, per “immobile” deve intendersi un immobile ad uso abitativo.

Vanno considerate anche le pertinenze secondo i limiti previsti per l'abitazione principale (massimo 3 pertinenze, una per ogni categoria catastale C02, C06 e C07).

Quindi il possesso di altra tipologia di immobile come un terreno agricolo, un'area edificabile o un capannone non esclude la possibilità di usufruire della riduzione del 50%, purché gli immobili ad uso abitativo siano massimo n. 2, entrambi situati nel comune di residenza del proprietario ed uno dei due risulti essere abitazione principale dello stesso.

Sono esclusi comodati tra parenti al di fuori del primo grado.

Il comodatario deve usare l'immobile in comodato come sua abitazione principale, quindi deve avere la residenza e abituale dimora nell'immobile avuto in comodato.

Il contratto di comodato deve essere registrato presso un qualunque ufficio dell'Agenzia delle Entrate. In caso di contratto di comodato già in essere e non registrato entro 20 giorni dalla stipula è possibile procedere alla registrazione tardiva del medesimo con ravvedimento operoso, applicando le nuove sanzioni in vigore dal 1° gennaio 2016.

La registrazione va eseguita entro venti giorni (fermo restando l’obbligo di registrazione, l’agevolazione spetta prendendo come riferimento la data del contratto di comodato e non quella di registrazione). Anche per i “contratti verbali di comodato” registrati, occorre avere riguardo alla data di stipula del contratto ai fini della decorrenza dell’agevolazione.

Si ricorda che come specificato dal MEF nella nota prot. 2475 del 29/01/2016 poiché la base imponibile TASI è la stessa dell'IMU, la riduzione vale anche ai fini TASI . In particolare ai fini TASI il proprietario (comodante) verserà la TASI con riduzione del 50% in base alla quota di ripartizione prevista dal Comune, mentre il comodatario non pagherà la quota TASI di sua competenza in quanto per lui l'immobile è abitazione principale.


 

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 800.000 lavoratori e pensionati.

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