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APE volontaria e social: linee guida

La prima potrebbe partire a settembre con il suo piano di adesioni. Sono invece scaduti il 15 luglio i termini per presentare la domanda per la seconda. Ma chi ha maturato i requisiti dopo tale data, può presentarla entro il 30 novembre.

di Gianni Tel, 50&Più

È finalmente pronta ai nastri di partenza l’APe Volontaria che consente l’anticipo pensionistico fino a 3 anni e 7 mesi.
Al momento in cui si scrive, il decreto attuativo non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma il Ministro del Lavoro Poletti ha dichiarato che la possibilità di accesso alla prestazione è prevista “per i primi giorni di settembre”.

Va chiarito subito che aderire a questo anticipo pensionistico è una scelta economicamente costosa, anche se il provvedimento è da considerare una ulteriore opportunità a disposizione di tanti lavoratori (dipendenti e autonomi) con una modalità che rende meno rigida la riforma Monti – Fornero.

Requisiti e procedura
L’intervento è sperimentale per due anni e riguarda, per ogni singolo anno, i nati tra il ‘51 e il ‘53 dal 2017 e quelli tra il ‘52 e il ‘55 dal 2018. Vale per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati e per gli autonomi. Per chi sceglie di anticipare l’uscita l’onere è a suo carico e sarà di circa il 6% per ogni anno di anticipo fino al 20% in caso di anticipo massimo di tre anni e sette mesi.

Nell’eventualità di premorienza il capitale residuo sarà restituito dall’assicurazione e quindi non si rifletterà sull’assegno reversibile agli eredi.

Per l’APe volontaria servono almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione, nonché una pensione di vecchiaia certificata dall’INPS non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo (circa 703 euro mensili) al netto delle rate di ammortamento per l’anticipo ottenuto. Si può chiedere l’anticipo di pensione di durata minima di 6 mesi e massima di 3 anni e 7 mesi e il finanziamento mensile non può essere superiore al 90% della pensione futura certificata, né inferiore ad una soglia del 75%. Tale anticipo, su domanda, viene concesso dal 1° maggio scorso. (Si veda Tabella A).

Per questa prestazione è necessario presentare più domande all’INPS (tramite il Patronato) per:

  • richiedere la certificazione del diritto all’APe (minimo e massimo che si può ottenere)
  • ottenere l’attivazione dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica, con l’indicazione della banca e dell’assicurazione coinvolte;
  • presentare la domanda per la pensione vera e propria.
Sono tutti particolari che si stanno definendo con apposite norme di attuazione.




I costi dell’APE volontaria
Ma quanto costa l’APe volontaria? La simulazione proposta dal Centro Studi Itinerari Previdenziali indica, per esempio, per un importo di pensione mensile certificato dall’INPS di 1.300 euro, il costo mensile netto del rimborso di finanziamento va da un minimo di 42 euro per soli 6 mesi, ad un massimo di 253 euro per 43 mesi (3 anni e 7 mesi).

Certo, i costi dell’assicurazione si potrebbero ridurre visto che sono indicati intorno al 30% del prestito. Se un lavoratore, infatti, accede all’anticipo a 63 anni per 36 mesi, otterrà poi la pensione a 66 anni; dovendo restituire alla banca, tramite l’INPS, quanto ricevuto in anticipo nei 20 anni successivi, raggiungerà 86 anni di età. Ma se attualmente l’aspettativa di vita media per i maschi è di 80,1 anni e 84,7 per le donne, le assicurazioni avranno la certezza di non pagare almeno le ultime rate (si veda Tabella B).




  1. notare che la rata di pensione sarà indicizzata all’inflazione mentre la rata di rimborso sarà fissa
  2. se si chiede APe a 64, 65 e 66 anni, la quota assicurativa non cambia
  3. il costo netto del rimborso APe si ottiene applicando al 50% del costo totale per interessi e assicurazione la deducibilità all’aliquota del lavoratore, in questo caso si è ipotizzato il 30% ma l’aliquota varia in funzione dei redditi complessivi del lavoratore

(Fonte: elaborazione Centro Studi Itinerari Previdenziali)


APe social: nuovi termini per la domanda

Il termine per presentare le domande per ottenere l’APe social e la pensione ai Precoci è scaduto alla mezzanotte del 15 luglio scorso. Le domande presentate all’INPS da parte degli interessati sono state circa 66 mila. L’APe social è l’anticipo di pensione sotto forma di assegno fino a 1.500 euro mensili a carico dello Stato, che viene concesso a limitate categorie di lavoratori svantaggiate, già a 63 anni prima del compimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (66 e 7 mesi) e con almeno 30 anni di contribuzione, quali:

  1. disoccupati a seguito di licenziamento, dimissioni; per giusta causa o risoluzione consensuale che hanno terminato l’ammortizzatore sociale da almeno 3 mesi;
  2. chi assiste da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con grave handicap (legge 104/1992);
  3. chi ha una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%;
  4. chi ha 36 anni di contributi e svolge da almeno 6 anni una delle professioni indicate nella tabella C


 

Rispetto all’APe volontaria, il percorso dell’APe social è più diretto: domanda all’INPS (anche tramite il patronato) per ottenere l’indennità anticipata che consente di raggiungere la pensione finale (durata massima 3 anni e 7 mesi) e riconoscimento della prestazione assistenziale (non è un prestito) di importo pari alla futura pensione che, tuttavia, non può essere superiore ai 1.500 euro (per 12 mensilità non rivalutabili), non può essere cumulata con altri ammortizzatori sociali né con redditi da lavoro superiori a 8 mila euro l’anno, 4.800 per gli autonomi (Tabella D).





Nel complesso per il 2017 il Governo aveva preventivato 60.000 domande in tutto entro una spesa complessiva di 300 milioni di euro. Al 15 luglio ne sono arrivate circa 66 mila: 39 mila per l’APe social e 26 mila per i precoci. Alcune non verranno accolte per mancanza di requisiti o irregolarità. In caso di risorse insufficienti la priorità è prevista per coloro più vicini alla pensione di vecchiaia.
Entro il 15 ottobre prossimo l’INPS farà conoscere la graduatoria delle domande accolte in ordine di età del richiedente.

Chi ha maturato i requisiti dopo la chiusura del termine (15 luglio) può presentare domanda entro il 30 novembre prossimo.
L’occasione di pensionamento è prevista anche per il prossimo anno e per questa seconda tranche le domande dovranno essere presentate entro fine marzo 2018.

Ogni strategia per raggiungere il trattamento pensionistico va valutata e pianificata in anticipo con l’aiuto di esperti professionisti.
Con un simulatore informatico, disponibile (tramite INPS o Patronato) si può conoscere l’importo e la durata dell’APe con l’indicazione immediata del costo del rimborso ventennale e del suo peso sulla pensione.
È per questo motivo che per tutti gli eventuali approfondimenti sugli argomenti in esame (possibili scelte e, tra queste, le più convenienti) si consiglia di rivolgersi al nostro patronato 50&PiùEnasco, che con esperti operatori assiste da sempre gratuitamente – sull’intero territorio nazionale – per ottenere tutti i chiarimenti ulteriori e per la presentazione all’INPS delle relative domanda on-line.

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