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730/2017: calcoli e novità

Siamo alla terza stagione del 730 precompilato, ma restano ancora dubbi e siamo lontani da una dichiarazione solo da visionare e sottoscrivere.

di Gianni Tel, 50&Più

Dopo il debutto avvenuto nel 2015 il modello 730 di quest’anno affronta la sua terza stagione, arricchito di ulteriori dati, quelli relativi ai più frequenti oneri detraibili/deducibili: le spese sanitarie e per l’acquisto dei medicinali, quelle funebri e universitarie, le spese per le ristrutturazioni edilizie, gli interventi di risparmio energetico e il recupero del patrimonio edilizio sostenute nel 2016; mentre per gli anni precedenti erano già presenti nella scorsa dichiarazione, i mutui ipotecari, i premi assicurativi, i contributi previdenziali inclusi quelli per i lavoratori domestici.

Sull’efficacia del precompilato rimangono ancora dubbi. È lontano l’obiettivo di una dichiarazione che il contribuente deve soltanto visionare e sottoscrivere, visto che permangono tutte le difficoltà intrinseche legate alla complessità delle norme tributarie.

Uno dei problemi principali è la molteplicità delle voci di spesa che danno diritto ai benefici fiscali (ossia deduzioni dal reddito complessivo o la detrazione dall’imposta lorda), ognuna delle quali con percentuali e limiti diversi è legata alla presenza di particolari requisiti e condizioni. È questo il motivo per il quale l’Agenzia delle Entrate anziché inserire i dati direttamente nei righi del modello indica le notizie in suo possesso nel foglio informativo che accompagna il 730 precompilato.

Il contribuente, dunque, oltre all’obiettiva complessità del modello ancora difficilmente gestibile in autonomia, ha oggi due possibilità:
scaricare e spedire direttamente il modello, facendo particolare attenzione ai dati già caricati e a quelli da caricare assumendosi la piena responsabilità di quanto dichiarato, oppure rivolgersi ad un Caf o all’intermediario abilitato per farsi assistere nella compilazione delegando agli stessi ogni responsabilità.

Non c’è, comunque, alcun obbligo di visionare la dichiarazione proposta dal Fisco né, nel caso in cui si decidesse di farlo, si è tenuti a darle seguito, con o senza eventuali correzioni e/o integrazioni.

Chi può presentarlo
La denuncia fiscale tramite il 730 è per molti, ma non per tutti. E’ l’unica possibilità offerta ai coniugi per presentare la dichiarazione dei redditi in forma congiunta. Riguarda i lavoratori dipendenti, i pensionati e chi percepisce redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente che nel 2016 hanno avuto anche i seguenti redditi:
- di terreni e/o fabbricati;
- di capitale;
- di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva;
- alcuni redditi diversi.
Può essere presentato anche dai lavoratori dipendenti, pensionati e collaboratori che, pur non essendo obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi, ne hanno convenienza per far valere oneri deducibili o la detrazione d’imposta (spese mediche, interessi passivi, assicurazioni sulla vita etc.) che danno diritto al rimborso di parte delle imposte trattenute, dal datore di lavoro o dall’Istituto previdenziale.

Gli esclusi
Non può utilizzare il 730 ma il nuovo modello dei redditi persone fisiche chi nel 2016 ha posseduto:
- redditi d’impresa e/o di partecipazione;
- redditi di lavoro autonomo con partita Iva (anche in forma associata);
- redditi diversi, non compresi tra quelli indicati nel quadro D – righi D4 e D5 – (ad esempio proventi derivanti dalla vendita di aziende, dall’affitto o dalla concessione in usufrutto di aziende). 
Niente 730 per chi deve presentare la dichiarazione per conto di una persona deceduta; per i contribuenti non residenti in Italia nel 2016 e/o 2017, nonché per i contribuenti che devono presentare una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP e 770.

Quando e a chi presentarlo
Qualunque sia la modalità adottata, la scadenza ordinaria per presentare il 730 precompilato è il 7 luglio prossimo, chi invece provvede direttamente dal sito delle Entrate ha tempo fino al 23 luglio (quest’anno fino a lunedì 24).
Nel caso in cui il modello precompilato venga presentato attraverso il Caf va esibita la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione, ivi inclusi quelli certificati dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso i Caf rilasciano un visto di conformità, ossia una certificazione di correttezza dei dati, e i futuri controlli documentali dell’amministrazione finanziaria non vengono effettuati sul dichiarante, come in passato, ma direttamente nei confronti del Caf che, in caso di errore nell’apposizione del visto di conformità, verrà chiamato a pagare una somma pari all’imposta, sanzioni e interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente.

Le operazioni di conguaglio (addebito delle imposte dovute o accredito del rimborso spettante) sono effettuate sullo stipendio a partire da luglio prossimo o nella rata di pensione tra agosto e settembre.

Documenti da conservare
A seguito dell’aumento dei termini di prescrizione di un anno i documenti relativi alla dichiarazione 730/2017 vanno conservati fino al 31 dicembre 2022, termine entro il quale l’amministrazione finanziaria può richiederli.
Tale documentazione deve essere mantenuta in originale dal contribuente e in copia dal Caf e 
se richiesta va trasmessa all’Agenzia delle Entrate.

La scelta dell’8, del 5 e del 2 per mille
Insieme al 730 si deve consegnare al Caf la scheda per destinare l’8 il 5 e il 2 per mille (mod. 730/1) anche senza esprimere alcuna scelta.
Tutti i contribuenti hanno la facoltà di scegliere la destinazione di una quota dell’Irpef (l’8 per mille) a confessioni religiose o allo Stato, per scopi di carattere sociale, umanitari e religiosi.
È possibile, poi, destinare una quota (il 5 per mille), con lo stesso meccanismo dell’8 per mille, alle seguenti finalità:
- sostegno del volontariato, delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale;
- finanziamento della ricerca scientifica, dell’università e ricerca sanitaria;
- attività sociale svolta dal Comune di residenza del contribuente;
- sostegno delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
- si può destinare una quota (il 2 per mille) a favore di uno dei partiti politici iscritti nell’apposito registro. Da quest’anno, la stessa quota (2 per mille) non può più essere destinata a favore delle associazioni culturali.
La scelta va espressa, sia per l’una che per le altre – obbligatoriamente per una sola istituzione – firmando l’apposito riquadro del modello.

50&Più&Caaf informa
Per tutti coloro che non hanno familiarità con internet, o comunque preferiscono non cambiare le proprie abitudini, 50&PiùCaaf è a disposizione con un’assistenza garantita dalla competenza e da un’assicurazione, per aiutare tutti (pensionati e dipendenti) ad espletare ogni adempimento fiscale. Per l’elaborazione del Modello 730 è importante ricordare che, oltre agli originali che dovranno solo essere visionati, va consegnata al Caaf copia di tutta la documentazione. 
La scelta del Caf o del professionista abilitato è legata anche ad altri fattori. Già l’anno scorso era previsto un notevole vantaggio in tema di controlli: le verifiche e i controlli ricadono sul Caf professionista che è tenuto ad apporre sulla dichiarazione il visto di conformità e in caso di rilievi da parte del Fisco risponde per tutte le voci (imposta, sanzioni e interessi), a meno che la violazione riscontrata non dipenda da condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.

Ma vediamo le principali novità e la documentazione essenziale da presentare.

Le novità
Da quest’anno, le agevolazioni previste dalla legge “dopo di noi” (n. 112/2016), volte a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave, ha innalzato da 530 a 750 euro l’importo dei premi relativi ad assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte, finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, per i quali è possibile fruire della detrazione del 19 per cento. Inoltre, è deducibile il 20% delle erogazioni liberali non superiori a 100mila euro, a favore di trust o fondi speciali.
Modificate le agevolazioni fiscali per le spese di istruzione. La detrazione IRPEF del 19% spetta, dal 2015, fino ad un importo annuo di spesa non superiore a 564 euro annuo per alunno per la frequenza delle scuole: dell’infanzia, primarie, secondarie primo e secondo grado. La nuova disciplina vale per le scuole statali, paritarie, private e degli enti locali.
È stata confermata la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo degli immobili per i quali spetta la detrazione del 50% per interventi di recupero del patrimonio edilizio. La nuova agevolazione è pari al 50% della spesa sostenuta, a partire già dal 6 giugno 2013, nel limite di euro 10.000 e va ripartita in 10 rate.
Per le spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio confermata la detrazione del 50% nei limiti di euro 96.000.
Per interventi di qualificazione energetica, sostenuti dal 6 giugno 2013, la detrazione è stata confermata al 65%.

La documentazione da presentare
copia del modello 730 o del modello Unico, con ricevuta di invio dello scorso anno;
tessera sanitaria, in cui è indicato il codice fiscale;
certificazione dei redditi da lavoro dipendente e della pensione percepiti nel 2016 (Certificazione Unica 2016 ex Cud);
certificazione o attestazione rilasciata per altri redditi;
ricevute relative a spese sanitarie, scontrini “parlanti” della farmacia, fatture rese da medici o per analisi;
documentazione per detrazioni degli interessi per mutui per acquisto dell’abitazione principale o per costruzioni e ristrutturazioni edilizie sempre dell’abitazione principale;
quietanze di polizze assicurative vita e contro gli infortuni stipulate o rinnovate entro il 31 dicembre 2000;
quietanze di polizze assicurative aventi per oggetto il rischio di morte, di invalidità permanente superiore al 5% o di non autosufficienza;
ricevute relative a spese funebri indipendentemente dall’esistenza di un vincolo di parentela col deceduto;
ricevute fiscali e scontrini con prescrizioni relative a spese veterinarie; 
ricevute di pagamento per le spese per addetti all’assistenza personale;
ricevute del versamento di contributi previdenziali volontari;
ricevute del versamento dei contributi per addetti ai servizi domestici.


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