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Se l'inquilino di un negozio non paga l'affitto, occorre dichiarare il canone non percepito nel 730 nonostante la sentenza di sfratto?

 

Se l'inquilino di un negozio non paga l'affitto, occorre comunque dichiarare il canone non percepito nel 730 nonostante la sentenza di sfratto?



Risposta a cura di 50&PiùCaaf




DOMANDA

Ho un negozio C1 affittato, tuttavia è da quasi un anno che l'inquilino non mi paga l'affitto. Il caf al quale mi sono rivolto, in vista della prossima dichiarazione dei redditi, mi dice che devo comunque dichiarare i canoni anche se non li ho riscossi!

Mi è stato detto che se c'è una sentenza di sfratto è possibile non indicare l'affitto non percepito. La sentenza nel mio caso è stata emessa.

E' vero quanto mi è stato detto, posso risparmiare?


Grazie  


 





       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

Secondo l’art. 26 del TUIR, i redditi fondiari, relativi a immobili tenuti a disposizione o concessi in locazione, concorrono a formare il reddito complessivo indipendentemente dalla percezione, in deroga al principio generale che assoggetta a tassazione i redditi delle persone fisiche nell’anno in cui avviene la materiale percezione (principio di cassa).

 

Nella Circolare delle entrate n. 11/E/2014 si è ribadito che per le sole locazioni di immobili ad uso abitativo l’art. 26 del TUIR, stabilisce che i relativi canoni, se non percepiti, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del locatore dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore.

 

Per le locazioni di immobili non abitativi, come nel caso in questione, il legislatore tributario non ha previsto una disposizione analoga.

 

Il canone, ancorché non percepito, va comunque dichiarato, nella misura in cui risulta dal contratto di locazione, fino a quando non intervenga una causa di risoluzione del contratto medesimo e le imposte assolte sui canoni dichiarati e non riscossi non potranno essere recuperate.

Cosa c’è da sapere...

La citata Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 11/E/2014 precisa inoltre che:

la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 362 del 2000, ha ritenuto non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 23 (ora articolo 26) del TUIR in quanto il sistema di tassazione che presiede alle locazioni non abitative non risulta gravoso e irragionevole dal momento che il locatore può utilizzare tutti gli strumenti previsti per provocare la risoluzione del contratto di locazione (dalla clausola risolutiva espressa ex art. 1456 del codice civile, alla risoluzione a seguito di diffida ad adempiere ex art. 1454, alla azione di convalida di sfratto ex artt. 657 e ss del c.p.c.) e far riespandere la regola generale di attribuzione del reddito fondiario basata sulla rendita catastale”.



Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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