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Le pensioni ANTICIPATE nel 2017 e 2018, come e per chi

Con la Riforma Monti-Fornero si sovrappongono la stretta sull’età di accesso alla pensione, l’aumento di 7 mesi legato alla speranza di vita e la revisione dei coefficienti contributivi.

di Gianni Tel, 50&Più


La rigidità della riforma “Monti-Fornero” Legge n. 214/2011, cioè:
  • stretta sull’età di accesso alla pensione;
  • aumento di 7 mesi per tutti legato alla speranza di vita;
  • previsione periodica dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo;
ha sollevato in questi ultimi anni un’ampia discussione politico/sindacale sulla necessità di cambiamento, che si sta sviluppando in una nuova strategia di anticipo e pianificazione possibile del trattamento pensionistico nel nostro Paese.

Ma vediamo quest’anno e fino al 2018, cosa succede sia per la pensione di vecchiaia che per la prestazione anticipata (ex anzianità).

PENSIONE DI VECCHIAIA
Per ottenere questa prestazione è necessario avere l’età e almeno 20 anni di contributi versati. I requisiti differiscono a seconda che i richiedenti siano o meno in possesso di contributi versati alla data del 31 dicembre 1995, data questa che rappresenta lo spartiacque tra pensioni in regime “retributivo o misto” e pensioni in regime “contributivo”. (Si veda tabella A).

PENSIONE ANTICIPATA (EX ANZIANITÀ)
Sempre la riforma “Fornero” del 2011, già a decorrere dal 2012 in poi, ha previsto nei confronti di coloro che maturano i requisiti per la pensione anticipata non più una doppia possibilità e cioè: 35 anni di contribuzione minima insieme all’età e quota oppure il solo requisito contributivo minimo di 40 anni, ma il solo requisito più elevato di contribuzione senza quote né finestre (si veda Tab. B).
Tale prestazione riguarda tutte le categorie di lavoratori che appartengono a tutti i regimi previdenziali dell’Inps (dipendenti, autonomi, ex Inpdap, ex Enpals, gestione separata ecc.).
La pensione anticipata ha la particolarità di consentirne l’accesso nel tempo prima rispetto all’età prevista per la pensione di vecchiaia, perché si basa solo sul requisito contributivo (cioè non occorre attendere un’età minima).

L’accredito dal 1996
Per coloro il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, l’adeguamento alla speranza di vita deve applicarsi al requisito anagrafico che già dal 2016 è di 63 anni e 7 mesi, che consente l’accesso alla pensione anticipata con almeno 20 anni di contribuzione effettiva (si veda Tab. B – seconda possibilità: doppio requisito).






OPZIONE DONNA
È questa la possibilità offerta alle lavoratrici donne di andare in pensione prima. Introdotta in via sperimentale dalla legge n. 243/2004 (Riforma Maroni), è stata prevista esclusivamente a favore delle lavoratrici donne, sia appartenenti al settore pubblico che al privato e sia dipendenti che autonome.

La novità prevista dalla Legge di Bilancio 2017 (n. 232/2016) ha stabilito l’estensione dell’opzione alle lavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015 i requisiti per effetto degli incrementi della speranza di vita.
Pertanto interessa le donne che hanno maturato i 57 anni se dipendenti e 58 se autonome entro il 31 dicembre 2015 e con almeno 35 anni di contributi alla stessa data. Sono interessate oltre 4 mila lavoratrici. 

Rimangono, però, fermi gli incrementi della speranza di vita ai fini dell’accesso alla pensione, nonché la finestra mobile. Ciò vuol dire che il diritto vero e proprio alla pensione scatta all’età di 57 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti e 58 anni e 7 mesi se autonome, visto che ci sono stati due incrementi della speranza di vita: 3 mesi nel 2013 e altri 4  mesi nel 2016. L’effettiva erogazione della pensione ci sarà trascorsi altri 12 o 18 mesi (finestra) dal compimento di detti requisiti. (Si veda tabella C).




NUOVE FORME DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO 
Con la legge di bilancio 2017 (n. 232/2016) si aprono nuove possibilità di pensionamento anticipato per molti lavoratori. Vediamo quali sono.

L’APE VOLONTARIA 
Consente l’anticipo pensionistico fino a 3 anni e 7 mesi sui requisiti di vecchiaia standard con prestito bancario assicurato e rimborso ventennale che scatta con la pensione ordinaria.
L’intervento è sperimentale per due anni a partire da maggio prossimo e fino al 31 dicembre 2018 e riguarderà, per ogni singolo anno, i nati tra il ’51 e il ’53 dal 2017 e quelli tra il ’52 e il ’55 dal 2018. Varrà per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati e per gli autonomi. Per chi sceglie di anticipare l’uscita l’onere è a suo carico e sarà di circa il 4,5-4,6% per ogni anno di anticipo fino al 15-20% in caso di anticipo massimo di tre anni e sette mesi.
L’accesso all’APE volontaria è previsto con almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione, nonché una pensione di vecchiaia presunta e certificata dall’INPS, a valore corrente, non inferiore a 703 euro mensili, al netto delle rate di ammortamento per l’anticipo ottenuto.

L’APE AGEVOLATA (SOCIAL) 
È l’anticipo pensionistico “a costo zero” – sempre da maggio prossimo e fino al 31 dicembre 2018 - attraverso un bonus fiscale che annulla il costo dell’ammortamento del prestito per uscita anticipata, evitando che possa gravare sull’assegno. Viene garantita a categorie di lavoratori svantaggiate, con 63 anni di età e con almeno 30 anni di contribuzione, quali:
  • disoccupati a seguito di licenziamento, dimissioni; per giusta causa o risoluzione consensuale che hanno terminato l’ammortizzatore sociale da almeno 3 mesi;
  • chi assiste da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con grave handicap (legge 104/1992);
  • chi ha una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%;
  • chi ha 36 anni di contributi e risulta essere, da almeno 6 anni, lavoratore dipendente (pubblico o privato), lavoratore autonomo e/o in gestione separata.
LAVORI USURANTI
Per i lavoratori con mansioni usuranti si punta a rendere più facile l’accesso alla pensione di anzianità con almeno 35 anni di contribuzione. 
La legge di bilancio 2017, ha previsto due novità per chi svolge questi lavori:
l’abolizione delle “finestre” di accesso alla pensione, cioè un anticipo della prestazione al momento della percezione di 12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi;
la sospensione degli aumenti dei requisiti per la pensione in base alla speranza di vita per gli anni dal 2019 al 2025.

LAVORATORI PRECOCI
Per i lavoratori precoci sono stati previsti, a partire dal 1 maggio 2017, interventi diretti a eliminare le penalizzazioni esistenti.
La legge di bilancio 2017, ha previsto l’anticipo di pensionamento per chi abbia cominciato a lavorare a 18 anni o ancor prima e sia disoccupato, invalido, impegnato in attività usurante o beneficiario dei permessi della legge n. 104.
L’anticipo è di 22 mesi per i lavoratori e 10 mesi per le lavoratrici, mediante la riduzione a 41 anni per tutti del requisito contributivo unico (a prescindere dall’età) per la pensione anticipata (ex anzianità).

Ogni strategia per raggiungere in anticipo il trattamento pensionistico va valutata e pianificata il prima possibile con l’aiuto di esperti professionisti.
È per questo motivo che per tutti gli eventuali approfondimenti sugli argomenti in esame (possibili scelte e, tra queste, le più convenienti) si consiglia di rivolgersi al nostro Patronato 50&PiùEnasco, che con esperti operatori assiste da sempre gratuitamente – sull’intero territorio nazionale - per ottenere tutti i chiarimenti ulteriori e per la presentazione all’INPS delle relative domande on-line.



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