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Fisso o variabile: di che MUTUO sei?
Al primo impatto, il mutuo variabile sembra più conveniente. Ma se dovessero risalire i tassi di interesse, lo spread non si abbasserebbe per compensare un’impennata degli interessi di mercato, portando ad una rata sensibilmente più alta.

Articolo di Lorenzo Masini tratto dalla rivista 50&Più di aprile.

Hai raggiunto quasi la meta. La banca finalmente ti ha concesso il mutuo, una vittoria! Adesso devi decidere quale tasso scegliere: fisso o variabile? Irs o Euribor? Guardi i valori e pensi che con il tasso di sconto ai minimi storici l’occasione del variabile non te la puoi lasciare scappare. La base di partenza è bassa e la differenza di costo con il tasso fisso è sensibile. E così opti per un tasso variabile. Peccato che non hai considerato lo spread applicato dalla banca. E qui cominciano i problemi.

Proviamo a fare un esempio. Acquisto di un mutuo per 100mila euro, rimborso a 20 anni, scelta del tasso variabile Euribor a 3 mesi all’1%. Lo spread che aggiunge la banca è attorno al 2,5%, un valore che si colloca ai minimi dei margini applicati attualmente dal sistema bancario (febbraio 2012). In totale viene un tasso attorno al 3,6-3,7%, tra i più bassi del mercato. Significa pagare una rata mensile di 580 euro circa.

Ma se dalla fase di recessione in cui ci troviamo, l’economia, - magari tra qualche anno - dovesse riprendere a crescere, come probabile e sperabile, cosa accadrebbe ai tassi? Con l’Euribor in salita al 2%, la rata mensile salirebbe di 110 euro. Perché se è vero che il tasso è variabile, lo spread bancario rimane
fisso e non si abbassa per compensare l’aumento degli interessi di mercato. Immaginate cosa accadrebbe se l’Euribor continuasse a salire fino al 3%.

Impossibile? Nel 2007 all’apice della crisi che ha portato al fallimento di Lehman Brothers, l’Euribor a 3 mesi superò il valore del 5%. Con gli stessi parametri (importo, tassi e scadenze), con un mutuo a
tasso fisso, si avrebbe una rata mensile di circa 700 euro, sfruttando la migliore offerta sul mercato. Certo, maggiore del variabile, ma si dormirebbero sonni tranquilli, perché se anche i tassi dovessero iniziare a salire, la rata del mutuo fisso rimarrebbe immutata e potrebbe anche diventare inferiore a quella di un variabile futuro.

Le parole chiave per acquistare un mutuo

SPREAD

Indica un differenziale tra due valori. Nell’ambito dei mutui rappresenta il margine che le banche aggiungono al parametro di riferimento, Irs o Euribor, e che serve a calcolare gli interessi finali pagati.

EURIBOR
È il tasso di interesse di riferimento per i mutui a tasso variabile. È l’acronimo di Euro Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in euro, ed è il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in euro tra le principali banche europee. Insomma, l’interesse a cui le banche prestano i soldi.

IRS
È il tasso di interesse di riferimento per i mutui a tasso fisso. È l’acronimo di Interest Rate Swap ed è il
contratto swap (scambio, ndr) più diffuso, con il quale due parti si accordano per scambiarsi reciprocamente, per un periodo di tempo predefinito al momento della stipula, pagamenti calcolati sulla base di tassi di interesse differenti e predefiniti, applicati ad un capitale nozionale.

TAEG
È l’acronimo di Tasso Annuo Effettivo Globale ed è l’indicatore del tasso di interesse di un’operazione
di finanziamento (ad esempio, un prestito, l’acquisto rateale di beni o servizi). È espresso in percentuale ed indica il costo effettivo del finanziamento. Nei mutui è considerato come Indice Sintetico di Costo, ovvero il costo finale di un mutuo espresso in percentuale.

IPOTECA

L’ipoteca è un diritto accordato a un creditore (per esempio, una banca) su un bene immobile o bene
mobile registrato, senza che il debitore-proprietario del bene - che costituisce la garanzia - ne perda il
possesso. In pratica è una garanzia a fronte della quale viene erogato un debito. Le banche in genere accendono mutui solo a fronte di ipoteche di primo grado.

Sulla rivista 50&Più di aprile puoi trovare approfondimenti su mutui, Spread, Euribor, Irs e Taeg.
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