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Il figlio può sostenere le spese di ristrutturazione di una abitazione intestata al padre e usufruire delle detrazioni fiscali?

Il figlio può sostenere le spese di ristrutturazione di una abitazione intestata al padre e usufruire così delle detrazioni fiscali?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf



DOMANDA

Chiedo una delucidazione in merito alla detrazione fiscale per ristrutturazione. Mio padre mi ha dato una casa da ristrutturare, la casa e intestata a lui. Posso ristrutturarla a mie spese, con bonifico dal mio conto corrente, fatture a me intestate, e usufruire della detrazione fiscale? 

Grazie


       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

La detrazione fiscale per lavori di ristrutturazione edilizia spetta a tutte le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, che possiedono o detengono l’immobile, sul quale sono stati effettuati gli interventi di recupero edilizio, sulla base di un titolo idoneo (proprietà, altro diritto reale, concessione demaniale, locazione o comodato). La detrazione spetta, inoltre, al familiare convivente (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado) del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture (Circolare 11.05.1998 n. 121, punto 2.1). E’ necessario, in ogni caso, che la convivenza sussista fin dal momento in cui hanno inizio i lavori (Risoluzione 06.05.2002 n. 136)  . 

 

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare 12.06.2002 n. 50 risposta 5.1, ha ulteriormente ribadito che: “… non è invece richiesto che l’immobile sia considerato abitazione principale per il proprietario o per il familiare convivente, essendo sufficiente che si tratti di una delle abitazioni su cui si esplica il rapporto di convivenza”.

 

Per rispondere al suo quesito, se il suo papà convive con lei nell’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione, così come attestato anche dallo stato di famiglia o dal certificato di residenza, si ritiene che, fermo restando la sussistenza degli altri requisiti, lei possa detrarre le spese sostenute per la ristrutturazione, a condizione che l’immobile sia “a disposizione” del nucleo familiare ed in esso si possa esplicare, in linea di principio, il rapporto di convivenza. 

 

Diversamente, se nell’immobile oggetto dei lavori non si esplica il rapporto di convivenza, per fruire della detrazione è necessario:

 

- che venga stipulato un contratto di comodato, regolarmente registrato;
- che sia in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario, in questo caso il suo papà.

 

Le fatture ed i bonifici devono essere intestati al soggetto che sostiene la spesa e che è legittimato ad usufruire della detrazione, mentre le eventuali abilitazioni amministrative, richieste dalla vigente normativa edilizia, possono anche essere intestate al proprietario dell’immobile. Si ricorda che nel bonifico dovrà essere sempre indicata la causale del versamento (Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986), il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione fiscale e il codice fiscale, o numero di partita Iva, del beneficiario del pagamento. 

Cosa c’è da sapere...

Il Provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 02/11/2011 ha indicato i seguenti documenti che devono essere conservati ed esibiti dai contribuenti che intendono avvalersi della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16 bis del TUIR:

 

1) le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (Concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Nel caso in cui la normativa non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di determinati interventi di ristrutturazione edilizia comunque agevolati dalla normativa fiscale, occorre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui sia indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili, anche se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente;

 

2) per gli immobili non ancora censiti, la domanda di accatastamento;

 

3) le ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili, se dovuta;


4) la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;

5) in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all'esecuzione dei lavori;


6) la comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria secondo le vigenti disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri; 

7) le fatture e ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute;

 
8) le ricevute dei bonifici di pagamento. 

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

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